Il Busan Film Festival non è un festival competitivo, di quelli in cui il concorso è ricco di film ad alto budget che si scontrano senza esclusione di colpi. Ma di premi ne assegna giustamente molti, considerata la quantità di film proiettati – ben 307 – e la ricca dotazione di opere che necessitano di una vetrina prestigiosa per godere della meritata visibilità. La sezione che più assomiglia a un concorso è New Currents, dedicata a opere prime o seconde di registi asiatici - 13 film da 12 paesi - tra i quali la giuria, presieduta da Yonfan, ne ha scelti due: l'iraniano Mourning di Morteza Farshbaf e il filippino Niño di Loy Arcenas. Mourning è la storia di un abbandono doppio per il giovane protagonista, improvvisamente orfano dei genitori e affidato agli zii Kamran e Sharareh, ambedue sordomuti; un destino di solitudine e disperazione, ma soprattutto di incomunicabilità, per un ragazzino costretto a fare i conti da subito con le durezze della vita e con una situazione di sostanziale isolamento. Anche in Niño il protagonista è un ragazzo, unica figura di purezza e salvazione in un contesto dominato da avidità, invida e gelosia, tra i vari parenti di Gaspar che – approfittando del suo stato di coma – si contendono la cospicua eredità. Per entrambi 30000$ di premio, oltre che le parole lusinghiere di Yonfan: “un tentativo audace di creare un nuovo linguaggio cinematografico, talora disturbante e talaltra confortante, ricco di sbalzi emotivi”. Yonfan ha anche aggiunto: “Il livello delle produzioni viste quest'anno è stato stupefacente. Una chiara indicazione del fatto che il cinema asiatico gode di ottima salute e che là fuori ci sono moltitudini di talenti intenti a realizzare film”.
Ma anche l'Italia vive il suo momento di gloria, grazie al riconoscimento ricevuto da Là-bas – qualche giorno fa avevamo profetizzato un'ottima accoglienza a Busan – vincitore della sezione Flash Forward, dedicata a cineasti emergenti e non asiatici. Dopo la Settimana della Critica è la seconda volta in pochi mesi che Guido Lombardi può alzare al cielo un premio di grande prestigio e Là-bas portare a casa i 30000$ previsti. Anche il pubblico si è espresso, privilegiando la commedia a sfondo sociale di Watch Indian Circus di Mangesh Hadawale, storia di una coppia sul lastrico che tenta con ogni mezzo di reperire il denaro sufficiente per portare fuori i figli e regalar loro una serata speciale.
Nel resto del palmarès spiccano i riconoscimenti – NETPAC Award, DGK Award e Movie College Award – collezionati dal notevole film d'animazione sudcoreano The King of Pigs, già anticipato nei daily dei giorni scorsi, dedicati al fenomeno crescente del cinema d'animazione sotto il 38° parallelo. Mentre l'Asian Project Market, forum-meeting-mercato dei produttori, ha staccato un assegno di 20000$ per la realizzazione di My Man – Watashino Otoko, del regista giapponese Kazuyoshi Kumakiri, giudicato il progetto più interessante da sviluppare.
Un'edizione di svolta, con cambio di location e di direttore (Lee Yong-kwan, subentrato al fondatore, il carismatico Kim Dong-ho), e numeri impressionanti, dai 2440 accreditati stampa a un totale di quasi 200000 accessi in sala. Glamour sapientemente dosato e qualità superlativa per un festival che si riconferma, anzi avvalora ulteriormente, la sua statura di leader del settore, in Asia e ormai non solo là.