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Havoc, giovani ricchi allo sbando

La gioventù bruciata del XXI secolo fotografata dalla documentarista Barbara Kopple.
di Tirza Bonifazi Tognazzi

Generazione X

giovedì 2 agosto 2007 - Approfondimenti

Generazione X
Nel 1985 Bret Easton Ellis debuttava nella letteratura con il libro "Meno di zero", storia di un gruppo di giovani ricchi e sbandati nella cornice della Los Angeles bene. Stupì, allora, come uno scrittore esordiente potesse descrivere con tanta minuziosità e altrettanto cinismo, l'altra faccia dell'America bianca, quella dei figli di papà ribelli, annoiati, vanesi. Quasi vent'anni dopo una sedicenne di nome Jessica Kaplan scrisse quella che sarebbe diventata la sceneggiatura di Havoc posando il suo sguardo disincantato sul mondo che la circondava. Come già era accaduto per Ellis, uno dei maggiori rappresentanti della cosiddetta Generazione X, la Los Angeles raffigurata dalla Kaplan nel suo "Powers That Be" - coi suoi ragazzi di buona famiglia che si atteggiano a gangster per sentirsi migliori (e meno soli) - si scontra con la parte più cruda della città, l'East, dove la legge la fa la strada.

Il film
L'occhio attento della documentarista Barbara Kopple affronta con una prospettiva diametrale il mondo dei giovani benestanti - dove basta lo slang, l'abbigliamento street e la musica hip hop a fare di te un gangster - e quello dei veri "outsider" della società, i latinoamericani di strada, gli spacciatori dei ricchi. Da una parte gli emulatori, dall'altra lo specchio nel quale si vogliono riflettere per sentirsi più duri, più grandi, importanti. Da una parte il gioco, dall'altra la vita, quella vera. Allison (Anne Hathaway) e la sua migliore amica Emily (Bijou Phillips) sono vittime di una società che rende il "pericolo" affascinante ai loro occhi infantili, e lo vogliono toccare con mano, con l'ingenuità di chi il pericolo l'ha visto solo in tv. Ma le loro azioni destabilizzeranno il loro gruppo di amici bianchi e le costringeranno a crescere e affrontare la vita con piglio diverso.

Il messaggio
Secondo Barbara Kopple i giovani di oggi vogliono più di quello che gli viene dato. "Sta diventando sempre più difficile per un sacco di giovani trovare qualcosa di reale, così si lasciano coinvolgere da droghe, videogiochi o pistole, cercando qualcosa di vero, di ribelle o divertente. Allo stesso tempo, i loro genitori non sono presenti. I rischi che i giovani corrono lungo la strada riflettono il mondo che noi abbiamo creato per loro. Penso che il film sia un potente ed onesto sguardo alla cultura teen nel nostro paese ai nostri giorni. Gli adolescenti oggi sono sempre più estranei agli adulti e alla cultura adulta e allo stesso modo, gli adulti si sentono distanti dalla cultura adolescente. Havoc illustra i rischi di una società come questa, costruita sull'alienazione e sulla sfiducia, dove gli adolescenti sono spinti verso comportamenti sempre più pericolosi, mentre gli adulti diventano sempre più dimentichi del loro ruolo".

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