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lunedý 1 marzo 2021

Patty Duke

Altri nomi: Patty Duke Astin / Anna Marie Duke / Anna Duke-Pearce
Data nascita: 14 Dicembre 1946 (Sagittario), Elmhurst (New York - USA)

Data morte: 29 Marzo 2016 (69 anni), Coeur d'Alene (Idaho - USA)
Biografia Filmografia Critica Premi Foto Articoli e news Trailer Dvd
Premio Oscar 1963
Premio miglior attrice non protagonista per il film Anna dei miracoli - Al di lÓ del silenzio di Arthur Penn

Premio Oscar 1963
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Anna dei miracoli - Al di lÓ del silenzio di Arthur Penn



domenica 14 febbraio 2021 - La popstar australiana spacca il racconto drammatico con un inserto felicemente scioccante, la musica. In streaming dal 22 al 28 febbraio su MYmovies. GUARDA O REGALA IL FILM »

Music, Sia stravolge il (non)genere musical attraverso una formula che Ŕ soltanto sua

Pino Farinotti cinemanews

Music, Sia stravolge il (non)genere musical attraverso una formula che Ŕ soltanto sua Music è un film che si afferma e si contraddice nel titolo. Presenta contenuti molto seri. Del musical Sinatra diceva:  “Lui e lei si amano, litigano e fanno pace cantando e ballando. È sempre così”. Sia, l’artista australiana ha davvero progredito, ha stravolto il (non)genere, lo ha reso a propria immagine e somiglianza. E ha scovato una formula che è soltanto sua: ha raccontato un dramma di disabilità contenendolo nella musica e nel ballo. La grande tristezza a fronte dell’evasione e della felicità. La musica e il ballo come deterrente. 

Kazu (Kate Hudson) è una ragazza con problemi, a cominciare dalla droga e dai disequilibri relativi. Fatica a gestire stessa, nonostante un paio di amici fedeli. Improvvisamente, tra capo e collo si ritrova a badare a Music (Maddie Ziegler), la sua sorellastra autistica, rimasta sola dopo la morte della nonna. Music non è persona facile, l’autismo ti pone momenti e problemi improvvisi: un muro impenetrabile che non riesci a scalfire. Ma la vita può riservare sorprese, soprattutto se ti mette di fronte a responsabilità da cui non ti puoi sottrarre. E così le due sorelle, insieme, risalgono la china. Ci sono momenti del racconto molto forti. Sia va dritta per la sua strada, non fa sconti. Niente viene mediato o addolcito.

E così ecco l’intuizione. Spaccare il racconto drammatico con un inserto felicemente scioccante, la musica. Un contrasto che arriva improvviso e inatteso, che sembrerebbe anomalo, un astuto stratagemma strumentale. Un metodo che ti fa camminare sul filo del rasoio e puoi cadere nel grottesco in ogni momento. Ma Sia no, governa bene. Tocca corde surreali e oniriche. Applica la sua vocazione estrema, ironica e visionaria, alle regole di un film, e riesce a... non-conciliarle. Glielo permette la sua storia di cantante fra le maggiori di questa epoca. E il suo talento versatile e ispirato.
Music ha suscitato critiche persino aggressive in nome dell’opportunità e del politicamente corretto. Che la Ziegler sia un’attrice non autistica ha provocato la reazione dei puristi che hanno interpretato quella finzione come un uso strumentale della disabilità. Fesserie. A tagliare la testa al toro basterebbe Jean-Luc Godard che nel suo La chinoise propone un personaggio con gli occhi bendati macchiati di sangue che protesta in un corteo. Qualcuno lo smaschera, la benda è un trucco. Lui dice “Ma che c’entra, sono un attore”. Diciamo che il cinema può permettersi le licenze, anche quelle estreme. Certo, se c’è qualità e nell’opera di Sia c’è tutta.

Sono legittimi un inserto e una  retrospettiva.
I numeri evocano molti degli stili musicali: le geometrie caleidoscopiche di Busby Berkeley; i quadri  ultracromatici del Mago di Oz; il design strabiliante del Boy Friend di Ken Russell; una parte di frenesia di Rocky Horror; certi schemi di collettivi  giapponesi; le invenzioni ironiche e dinamiche dei Momix; le eredità sempre spendibili delle profetesse Grahame e Baush.
Comanda sempre una cifra di colori diffusi e potenti. Un’espressione  di evasione e di felicità, un deterrente che fa da contrappeso, ribadisco,  alla vicenda drammatica delle due protagoniste.

Il genere “disabili” se vogliamo chiamarlo così, ha prodotto grandi film. Certo... politicamente scorrettissimi, secondo la visione dei detrattori di MusicAnna dei miracoli, ispirato alla storia vera della sordo-cieca Helen Keller e della sua insegnante Anne Sullivan, fece epoca, le protagonista erano Patty Duke e Anne Bancroft. Entrambe premio Oscar. Stando su quel riconoscimento per una selezione propizia: è stato attribuito a Dustin Hoffman (Rain Man), a Daniel Day Lewis (Il mio piede sinistro), a Tom Hanks (Forrest Gump). Sean Penn (Mi chiamo Sam) e Leonardo DiCaprio (Buon compleanno mr. Grape) hanno avuto la nomination. E come dimenticare François Cluzet, il tetraplegico di Quasi amici. E siamo solo, come si dice, alla punta dell’iceberg.

Che facciamo di questa roba, la mettiamo al rogo?

Un dato non da poco: le ultime parole di Music che si sentono, sussurrate nel “nero”, terminati i titoli finali: I’m Happy. Anche questo è scorretto? Ritengo doveroso nominare alcuni artisti: il coreografo Ryan Heffington: la costumista Christie Wada; il compositore Craig Deleon.

   

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