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venerdì 26 aprile 2019

Ryszard Kapuscinski

Data nascita: 4 Marzo 1932 (Pesci)
Data morte: 22 Gennaio 2007 (74 anni)

Il giornalista è protagonista di Ancora un giorno, piccolo gioiello d'animazione 'documentaria' sulla guerra civile che piegò l'Angola nel 1975. Fuori Concorso al Festival di Cannes e dal 24 aprile al cinema.

Ryszard Kapuscinski, il Chatwin dell'Est

lunedì 15 aprile 2019 - Ilaria Ravarino cinemanews

Ryszard Kapuscinski, il Chatwin dell'Est Giornalista, scrittore, intellettuale, antropologo, artista, ascoltatore. Ma sulla sua tomba Ryszard Kapuscinski avrebbe voluto fosse scritta solo una parola: poeta. E guardando Ancora un giorno (guarda la video recensione), piccolo gioiello d'animazione "documentaria" sulla guerra civile che piegò l'Angola nel 1975, è evidente come nei lavori non esplicitamente giornalistici del "Bruce Chatwin dell'Est" la lettura della realtà - filtrata da un'innata empatia - riuscisse ad avvicinarsi alla poesia. Nato nella Polonia orientale, in una regione che oggi appartiene alla Bielorussia, Kapuscinski ebbe un'infanzia difficile - in fuga dai nazisti, costretto alla povertà, da bambino vendeva saponette per permettersi le scarpe - e incontrò il giornalismo nel 1946, grazie al reporter polacco Ksawery Pruszynski. I primi viaggi all'estero, dal 1956 per la testata Sztandar Mlodych, furono in India, a Karachi, Kabul e in Cina. Fino al 1981 lavorò per la Pap, l'agenzia di stampa nazionale polacca, per la quale scrisse dall'Iran, dall'URSS e da una cinquantina di stati africani. Fu condannato a morte quattro volte, visse 27 rivoluzioni, ebbe amicizie importanti (Che Guevara) e insidiosi detrattori (Artur Domoslawski), e nel 1983 la rivista Newsweek definì il suo 'Negus, splendori e miserie di un autocrate' uno dei migliori dieci libri dell'anno. Tra le sue opere anche 'Giungla polacca', 'Se tutta l'Africa', il saggio-reportage nelle repubbliche sovietiche 'Imperium', 'Lapidarium', 'Ebano' sui viaggi in Africa, 'Shah-In-shah', summa dell'anno trascorso in Iran, e 'In viaggio con Erodoto'.

Kapuscinski e il giornalismo
Almeno due sono i libri che Kapuscinski dedicò al mestiere di giornalista, un lavoro che non riuscì mai ad abbandonare del tutto - continuò a scrivere, raccontando l'andamento della sua malattia, anche dalla clinica di Varsavia in cui nel 2007 trovò la morte: 'Il cinico non è adatto a questo mestiere: conversazioni sul buon giornalismo' e 'Autoportret reportera' ('Autoritratto di un reporter').

Convinto della qualità umana del giornalismo ("Un reporter deve essere per forza capace di empatia"), Kapuscinski rifiutava il cinismo quanto la sciatteria, mettendo al primo posto nella galleria delle qualità del giornalista due caratteristiche: la passione e la curiosità. Celebre per le sue scelte anticonformiste - una su tutte: ammalatosi di tubercolosi in Africa, scelse di farsi curare negli ospedali del posto, insieme ai locali, per avere un'idea più chiara della loro quotidianità - in 'Autoritratto di un reporter' detta le regole del moderno reportage: "Il viaggio a scopo di reportage esclude qualsiasi curiosità turistica, esige un duro lavoro e una solida preparazione teorica, per esempio la conoscenza del terreno su cui ci si muove. (...) Il viaggio a scopo di reportage esige un surplus emotivo e molta passione. Anzi la passione è l'unico motivo valido per compierlo. È per questo che così poche persone lo praticano su scala mondiale".
Kapuscinski e l'Africa
Con l'Africa Kapuscinski ha intessuto per più di un ventennio, dalla fine degli anni Sessanta, un rapporto di profondo interesse, di sincero scambio, persino d'amore. Visse il clima politico che accompagnò la fase di decolonizzazione del continente denunciando le responsabilità dell'imperialismo occidentale, ma cogliendo anche il senso di un mutamento storico spesso non all'altezza delle aspettative democratiche.

Raccontando l'Africa (espressione che non gli sarebbe piaciuta perché "l'Africa - come scrisse nella prefazione di Ebano - è troppo grande per poterla descrivere") Kapuscinski ha raccontato anche i meccanismi universali alla base della cattiva gestione del potere, quando le buone intenzioni si trasformano nel loro opposto. Come scrive in 'Ebano': "I politici vogliono qualcosa di buono, cominciano a farlo e dopo un mese, un anno, tre anni, si rendono conto che ogni cosa sprofonda nella sabbia. (...) In queste condizioni il progresso diventa un'impresa disperata. L'uomo politico comincia a dibattersi, cerca nella dittatura una via d'uscita. La dittatura suscita l'opposizione e l'opposizione organizza il colpo di stato. E il ciclo ricomincia".

Ancora un Giorno

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,69)
Un film di Raúl de la Fuente, Damian Nenow. Con Akie Kotabe, Wilson Benedito, Ryszard Kapuscinski
Genere Animazione, - Polonia, Spagna, Germania, Belgio, Ungheria 2018. Uscita 24/04/2019.
Filmografia di Ryszard Kapuscinski »

domenica 21 aprile 2019 - Tra il gettonatissimo After e l'emozionante Cafarnao, senza dimenticare il teatro e le proposte di animazione, ecco i titoli tra cui scegliere durante le feste.

Una Pasqua ricca di Cinema. Guida ai film da vedere in sala

Ilaria Ravarino cinemanews

Una Pasqua ricca di Cinema. Guida ai film da vedere in sala Ha ritmo, dialoghi graffianti, interpreti in parte e - dettaglio non secondario - racconta un pezzo di storia del teatro troppo a lungo rimasto nell'ombra: perfetta per mettere d'accordo tutti prima e dopo il pranzo di Pasqua, Cyrano mon amour di Alexis Michalik è una commedia brillante e intelligente che fa luce sulla figura di Edmond Rostand, lo scrittore squattrinato che inventò Cyrano de Bergerac. Leggero ma non troppo, esotico quanto basta per far sognare chi a Pasqua è rimasto a casa, Il viaggio di Yao di Philippe Godeau ci porta invece in Senegal con gli occhi di Omar Sy, qui nella parte di un attore di successo coinvolto da un bambino in un viaggio inaspettato. Un on the road esistenziale attraverso i panorami naturali e la geografia umana di una regione del mondo sorprendente. Per chi vive infine la Pasqua come momento di raccoglimento e riflessione, al cinema resiste un titolo imperdibile che colpisce dritto al cuore: Cafarnao - Caos e miracoli di Nadine Labaki, storia di un bambino libanese che denuncia i propri genitori per un crimine gravissimo - averlo messo al mondo. L'ITALIA NELL'UOVO
È un'Italia in forma, e particolarmente ispirata, quella che attende il pubblico al cinema a Pasqua. A partire da Go home - A casa loro di Luna Gualano, originale zombi movie con taglio satirico: l'apocalisse dei non morti scoppia durante una manifestazione di estrema destra, e l'unico rifugio disponibile è il centro di prima accoglienza al quale il corteo si stava opponendo. Ogni riferimento alla situazione attuale non è, ovviamente, casuale. Di tutt'altro tipo Il Campione, dell'esordiente Leonardo D'Agostini, classico film sportivo con Stefano Accorsi sempre in forma e un ottimo Andrea Carpenzano. Sceneggiatura impeccabile di Giulia Steigerwalt, Matteo Rovere e Sydney Sibilia in produzione, per un ritorno al genere solido e credibile. Incredibile, nel vero senso della parola, è invece Paola Cortellesi in Ma cosa ci dice il cervello, commedia-action di Riccardo Milani ritagliata sui suoi tempi comici e sul suo fisico da 007 in incognito. Un film che strappa la risata e si prende un lusso raro per il nostro cinema: quello di spaziare dall'Italia al Marocco, arrivando fino a Mosca.

VACANZE DI PASQUA
Nessun momento è migliore delle vacanze per prendersi un paio d'ore di evasione e giocare con la magia del cinema. Perfetto in questo senso è il giocattolone Avengers: Endgame (dal 24 aprile), sequel di Avengers: Infinity War, in cui i Vendicatori sopravvissuti alla distruzione dell'universo, guidati da Tony Stark/Robert Downey Jr., devono unire le proprie forze per vincere la battaglia che potrebbe riportare l'equilibrio nel cosmo. Dai supereroi si passa al fantasy contaminato con la realtà de Il ragazzo che diventerà re di Joe Cornish, con il figlio d'arte Louis Ashbourne Serkis nei panni di un dodicenne che scopre la mitica spada di Excalibur nell'Inghilterra della Brexit. Ha un piede nella realtà anche Torna a casa Jimi, esilarante dog movie ambientato nella Cipro (ancora oggi) divisa, del regista esordiente Marios Piperides. Premiato al Tribeca Film Festival, è consigliato ai cinofili e agli amanti del rock (un indizio: il titolo originale è Smuggling Hendrix).

ANIMAZIONE
Sarà ricchissima anche la Pasqua dei bambini, con almeno tre titoli in uscita pensati per loro. Particolarmente agrodolce, per il tempismo che lo porta in sala a pochi giorni dall'incendio di Notre Dame, Dilili a Parigi di Michel Ocelot (dal 24 aprile) trasporta i piccoli spettatori nella Francia della Belle Époque, con quello stile intelligente, ironico e poetico maturato attraverso i lavori precedenti - Kiriku e Azur e Asmar. È francese anche A spasso con Willy di Eric Tosti, sull'avventura di un bambino che "perde" i genitori nell'esplosione di una navicella spaziale e atterra su un pianeta sconosciuto, che esplora col solo aiuto di un piccolo robot da compagnia. Fantascienza per i più piccoli con un'animazione che strizza l'occhio - nelle forme e nei colori - ai cartoni molto pop del pomeriggio. Nasce un'idea dei creatori della serie tv delle Tartarughe Ninja, André Nemec e Josh Appelbaum, il cartoon Wonder park, che racconta della piccola June e della sua lotta per salvare un meraviglioso parco dei divertimenti nascosto in un bosco: in sala dall'11 aprile, resiste con successo al cinema e presto diventerà serie tv. Per i più piccoli la Pasqua offre infine il "giallo nel bosco" di Gordon & Paddy e il mistero delle nocciole di Linda Hambäck, tutto atmosfera e colori pastello, tratto delicato e dialoghi semplici ma emotivamente coinvolgenti. E se anche agli adulti venisse voglia di un cartoon? La Pasqua porta al cinema Ancora un giorno di Raúl de la Fuente (dal 24 aprile), reportage animato ambientato negli anni Settanta, durante la guerra civile in Angola, e scritto dal giornalista Ryszard Kapuscinski. Animazione adulta per una piccola cine-perla che ha molto da dire anche sulla realtà di oggi.

RECUPERI DI PASQUA
Ci sono poi alcuni titoli usciti nelle scorse settimane che, grazie al successo riscosso in sala, resistono al cinema anche durante la Pasqua. Ecco allora un'occasione perfetta per recuperare un film-evento come Dumbo di Tim Burton, rilettura live-action del celebre cartoon Disney, o per godersi le cinquanta sfumature di supereroi proposte dal Superman per famiglie Shazam! - ironico e fantasioso esercizio di stile con Zachary Levi e Mark Strong - o dal reboot di Hellboy, tutto diavoli, streghe e indicibili patti fra nazisti e demoni dell'inferno. E se tra gli adolescenti ci fosse ancora qualcuno che non ha visto il primo capitolo della saga erotico-teen After, tratta dall'omonimo best seller nato su Wattpad, il tempo è propizio per recuperare: il film è ancora in sala, saldo ai primi posti delle classifiche di incassi.

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