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martedì 15 giugno 2021

Pina Turco

La lealtà restituita

Data nascita: 1984, Torre del Greco (Italia)
occhiello
e tu perché non chiudi il cesso che io non tengo nessuna intenzione di abortire...
dal film Il vizio della speranza (2018) Pina Turco  Maria
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Pina Turco
Nastri d'Argento 2021
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Fortuna di Nicolangelo Gelormini

David di Donatello 2019
Nomination miglior attrice per il film Il vizio della speranza di Edoardo De Angelis

Nastri d'Argento 2019
Nomination miglior attrice per il film Il vizio della speranza di Edoardo De Angelis



L'attrice interpreta Maria nel film di Edoardo De Angelis. Dal 22 novembre al cinema.

Pina Turco, da Torre del Greco agli applausi di Tokyo: Miglior Attrice per Il vizio della speranza

venerdì 2 novembre 2018 - Fabio Secchi Frau cinemanews

Pina Turco, da Torre del Greco agli applausi di Tokyo: Miglior Attrice per Il vizio della speranza Stefano Incerti ha visto in lei una colorata festa di comicità partenopea, oltre che una bellissima donna. È per questo motivo che l'ha voluta come protagonista nel suo La parrucchiera. Pina Turco era già approdata sul grande schermo qualche anno prima. Ma questo è stato il suo primo film da protagonista. Lo ammette lei stessa, con molta spontaneità, parlando dei colleghi (Massimiliano Gallo e Cristina Donadio) che le sono stati accanto e d'aiuto durante questo esordio: "Da loro, ho tanto da imparare". E quando parla di recitazione spiega che il suo metodo è quello di trovare un legame emotivo con il personaggio. "Sento che quella è la strada giusta. Credo che l'interpretazione debba sempre essere leale. Allo spettatore bisogna restituire lealtà". E in La parrucchiera quella lealtà è stata restituita in toto. Diventare Rosa, una ragazza dei quartieri spagnoli, che lavora come parrucchiera dipendente e che finalmente, dopo delle avances troppo pesanti del suo datore di lavoro, decide di aprire un salone tutto suo, è stato facile. Una donna indipendente e autonoma, con momenti più o meno fortunati alle spalle. Proprio come lei. Determinazione, concretezza, coraggio. Tutti requisiti fondamentali per un'attrice. VAI ALLA BIOGRAFIA COMPLETA

   

Fortuna

Fortuna

* * * - -
(mymonetro: 3,22)
Un film di Nicolangelo Gelormini. Con Valeria Golino, Pina Turco, Cristina Magnotti, Anna Patierno, Libero de Rienzo.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2020. Uscita 27/05/2021.
Il vizio della speranza

Il vizio della speranza

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,83)
Un film di Edoardo De Angelis. Con Pina Turco, Massimiliano Rossi, Marina Confalone, Cristina Donadio, Odette Gomis, Juliet Esey Joseph.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2018. Uscita 22/11/2018.
La parrucchiera

La parrucchiera

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,92)
Un film di Stefano Incerti. Con Massimiliano Gallo, Pina Turco, Cristina Donadio, Tony Tammaro, Lucianna De Falco.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2017. Uscita 06/04/2017.
Natale in Casa Cupiello

Natale in Casa Cupiello

* * * - -
(mymonetro: 3,41)
Un film di Edoardo De Angelis. Con Sergio Castellitto, Marina Confalone, Toni Laudadio, Pina Turco, Alessio Lapice.
continua»

Genere Drammatico,
Filmografia di Pina Turco »

giovedì 27 maggio 2021 - Gelormini opera per vuoti, strappi, tagli: lavora sul film come Fontana sulle sue tele. Rende il reale allucinatorio, fa passare quasi tutto dalle immagini e dai suoni più che dalle parole. Ma non ha torto. Al cinema.

Fortuna, un cinema disegnato, non banale, che sfodera tutte le armi del linguaggio visuale

Giovanni Bogani cinemanews

Fortuna, un cinema disegnato, non banale, che sfodera tutte le armi del linguaggio visuale C’è un cinema italiano figlio, nipote e bisnipote del neorealismo, sciacquato e diluito dal detergente della commedia, un cinema che riprende ma non inquadra, e poi c’è un altro cinema.

Per esempio, ecco il film d’esordio di Nicolangelo Gelormini, napoletano, architetto di formazione, già aiuto regista di Paolo Sorrentino. È un cinema che sfodera tutte le armi del linguaggio visuale, che sembra mettere in una provetta Wes Anderson e David Lynch, Sofia Coppola e Spike Jonze. È un cinema disegnato, fatto di inquadrature millimetriche, di spinte violente sull’acceleratore e brusche frenate con il montaggio e con il suono. E nasce Fortuna. Film d’esordio non banale, e non fine a se stesso.

Ricorda Favolacce dei fratelli D’Innocenzo, il film più discusso e più esaltato dell’anno scorso: ma Fortuna è stato diretto prima, non c’è un’influenza reciproca. C’è, forse, un clima comune, un’aria che si respira. Parte del cinema italiano fugge dal realismo. Una lunga scia che passa, in forme e modi differenti, da Sorrentino fino a Gabriele Mainetti, passando persino da Salvatores, da Cosimo Gomez, dai Manetti Bros. Ma non andiamo tanto lontano, torniamo a Fortuna.
È un film che cerca il disorientamento dello spettatore, con effetti forti. Dalla prima immagine: la ruota di un Luna Park che gira, gira all’infinito, mentre scorrono i titoli, e poi sembra catapultare sulla terra la protagonista. Ed è lei il primo effetto speciale. La piccola attrice, Cristina Magnotti, era la protagonista dei primi episodi de L’amica geniale, era la bambina bionda, Marisa Sarratore. Qui ha lo stesso sguardo quasi alieno, che assorbe, che sembra sapere già tutto. Ha capelli monumentali, e un’anima fragile. È disorientata, non parla, è sottoposta continuamente a incontri con una psicologa che digita compulsivamente sullo smartphone invece di ascoltarla.

Ci metti un po’ per entrare dentro il linguaggio visivo di Gelormini, che ritaglia davanti ai nostri occhi un mondo mostruoso: spazi desolati, casermoni pieni di corridoi, geometrie di spazi vuoti, come se invece che vicino a Napoli fossimo sulla Luna. La realtà la scopri con fatica: la realtà, forse, la vedi davvero solo nei titoli di coda.

Uno dei fatti di cronaca più orribili della storia recente, la morte di una bambina di sei anni, caduta dall’ottavo piano di un palazzo al Parco verde di Caivano, vicino Napoli, nel 2014, è l’evento tragico e reale sotteso a tutto il film. Una tragedia non casuale: l’epilogo di una storia di abusi, violenze sessuali, connivenze, silenzi durati anni.

E tu spettatore, dopo lo shock iniziale, diciamo dei primi quindici minuti, ti rendi conto che magari è proprio questo un modo meno abusato, meno usurato e dunque più efficace per raccontare una storia del genere. Uno stile realistico avrebbe attivato in noi gli anticorpi del già visto, del retorico. Questo fantarealismo spezzato, in cui tutto si frantuma, in cui addirittura le sequenze si bloccano di botto, precipitando in un silenzio e in un nero – non una dissolvenza: proprio un abisso improvviso di nero – o in cui, al contrario, la voce della bambina che canta Babbino caro viene travolta da un’ondata di rock, beh, taglia la palpebra chiusa delle nostre abitudini, forse riesce persino a farci vedere.
Un po’ come The Father, Fortuna ci tuffa nel disorientamento temporale, psicologico della protagonista scambiando i ruoli di chi le è vicino: nella prima parte del film Valeria Golino è la madre amorevole e Pina Turco la psicologa distratta, svogliata, disinteressata; nella seconda parte i ruoli si invertono, Valeria Golino è la psicologa attenta, interessata, amabile mentre Pina Turco – era la madre del Vizio della speranza di Edoardo De Angelis – è la madre chiusa nella sua insoddisfazione, che fuma una sigaretta sull’altra, incapace di dedicare attenzione alla figlia.

Si incrociano i ruoli, così come si incrociano i formati del film: prima il 4:3, quadrato, poi il formato largo. Come in Mommy di Xavier Dolan, quando nel film per un attimo soltanto l’opprimente formato quadrato si apre, e gli spettatori a Cannes rimasero a bocca aperta, facendo scattare l’applauso. Qui, all’aprirsi dello schermo corrisponde il chiudersi della vicenda. Che in certi punti pare una Finestra sul cortile hitchcockiana, con ancora meno margine d’azione per il (la) protagonista.

Angolazioni insolite, suoni e colori spinti al massimo, forme geometriche, composizioni millimetriche. Stilisticamente si rischia il virtuosismo, il porre l’attenzione più sullo sguardo del regista che sulla cosa raccontata. Viene il dubbio che ciò che interessa a Gelormini siano i tagli, le forme, le atmosfere da costruire più che il dramma di cui si parla.

Ma poi entri, anche tu, negli occhi di Fortuna, vivi il disorientamento di lei, soffri con lei. E trovi empatia, e non soltanto stile, nell’occhio crudele di questo che è, a tutti gli effetti, un regista vero, nel panorama del cinema italiano. Gelormini opera per vuoti, strappi, tagli: lavora sul film come Fontana sulle sue tele. Rende il reale allucinatorio, fa passare quasi tutto dalle immagini e dai suoni più che dalle parole. Ma non ha torto.

   

mercoledì 26 maggio 2021 - Nomination nel segno della ripartenza con ben 45 film candidati, da Le sorelle Macaluso a Cosa sarà.

Nastri d’Argento 2021, tutte le cinquine delle candidature

a cura della redazione cinemanews

Nastri d’Argento 2021, tutte le cinquine delle candidature C’è anche l’horror Non mi uccidere, regia di Andrea De Sica, nella ‘cinquina’ dei titoli che si contendono il Nastro d’Argento per il miglior film 2021 e ancora una regista, Emma Dante (dopo la scelta di Miss Marx per il ‘Nastro dell’anno’ a Susanna Nicchiarelli) è in testa, insieme alla commedia di Sydney Sibilia L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, alle nomination dei Nastri d’Argento. In questa 75.ma edizione - realizzata come  sempre  con il  sostegno del Ministero della Cultura, Direzione generale per il Cinema, main sponsor BNL, Gruppo Bnp Paribas - seguono tra i più candidati Cosa sarà di Francesco Bruni e ben due opere prime, I predatori e Il cattivo poeta, in un’annata particolarmente eterogenea nella sfida per il Miglior film come nella ‘cinquina’ della regia, in cui mai come quest’anno convivono, autori - Pupi Avati, Francesco Bruni, Antonio Capuano, Emma Dante, Edoardo Ponti - stili e generazioni diverse.
 
Al  MAXXI – il Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo la consegna dei premi la sera di martedì 22 Giugno. E i riconoscimenti, che da lunedì saranno votati dai Giornalisti Cinematografici, annunciano sorprese in un’annata che, soprattutto tra gli esordi e le autrici - registe  e sceneggiatrici – segna una svolta di novità e di cambiamento anche tra i ‘grandi’ che nell’ultima stagione, a dispetto delle grandi difficoltà che anche il cinema continua a vivere con la pandemia, hanno certamente rischiato di più anche nelle idee.
 
“Contenuto il numero delle nomination, al massimo sette, di quest’edizione che seleziona più di sempre anche tra i più ‘piccoli’ - ben 16 i film segnalati anche con una sola nomination - rivelando grande attenzione al nuovo e anche alle opere low budget” sottolinea a nome del Direttivo la Presidente Laura Delli Colli. E nella svolta dei ‘primi’ 75 anni, anche i Nastri si adeguano all’aria del cambiamento adeguando il regolamento per il premio ai produttori: da quest’anno saranno in corsa insieme ad ogni titolo inserito nella categoria del ‘Miglior film’, in competizione, segnalati anche nella Commedia.
 
Qualche curiosità nel panorama delle scelte: tra le ‘cinquine’ in quest’anno speciale con tanto cinema prevalentemente uscito in piattaforma, sono stati inseriti in selezione anche due tv movie d’autore come La bambina che non voleva cantare di Costanza Quatriglio e Carosello Carosone di Lucio Pellegrini. Per questo sono eccezionalmente sei i candidati che appaiono nella selezione degli attori, in due categorie. E sono sei, vista la scelta di sostenere il cinema giovane, anche le proposte del ‘Miglior regista esordiente’.

Per la prima volta inoltre un giovane attore - Francesco Patanè che duetta con Sergio Castellitto nel cast de Il cattivo poeta - è subito in candidatura tra i ‘non protagonisti’. Ma proprio i giovani sono al centro di quest’edizione che completerà il suo palmarès con il Nastro europeo e il Nastro della legalità. E poi i riconoscimenti che valorizzano i giovani talenti con i Premi Guglielmo Biraghi e Graziella Bonacchi, il Nuovo Imaie destinato anche quest’anno al doppiaggio e il ‘Cameo dell’ anno’. Oltre al Premio Nino Manfredi che sarà consegnato a Taormina, come tradizione, quest’anno insieme al Taormina Film Fest che si apre il 27 Giugno prossimo.

giovedì 13 maggio 2021 - Una fiaba nera a metà tra cronaca e fantascienza sulla storia di una bambina e il suo segreto difficile da raccontare. Con Valeria Golino, Pina Turco e la giovanissima Cristina Magnotti. Dal 27 maggio al cinema.

Fortuna, il trailer ufficiale del debutto di Nicolangelo Gelormini

a cura della redazione cinemanews

Fortuna, il trailer ufficiale del debutto di Nicolangelo Gelormini La bambina ha smesso di parlare. Si chiama Nancy, o forse Fortuna. Vive con la madre in un casermone della periferia del napoletano che è un non-luogo metafisico alienato e alienante, pieno di corridoi lungo i quali ci si perde, e dei quali non si vede la fine. La bambina frequenta una psicologa che cerca di capire perché non parli più. Sopra il casermone c'è un terrazzo dove si fanno feste rionali e dove i piccoli condomini giocano: fra questi Anna e Nicola, una bimba fantasiosa e un bambino bullizzato dai ragazzini più grandi. Tutti hanno segreti troppo giganti per essere raccontati. E tutti hanno paura del lupo.
 

La via del racconto non si è fermata al volto della protagonista, ma si è addentrata nei suoi occhi, nella sua testa, il suo corpo, il suo sentire. Immaginare che lo spettatore potesse provare gli stessi sentimenti di Fortuna è stata l’ambizione che ha guidato me e Massimiliano Virgilio nel leggere l’inferno imprigionato in questa storia.
Il regista Nicolangelo Gelormini
Nicolangelo Gelormini è qui al suo esordio nella regia di un lungometraggio di finzione dopo aver fatto l'assistente di Paolo Sorrentino e dopo aver girato corti e video musicali. La sua fiaba nera nasconde un segreto difficile da raccontare. Quello di un abuso che riguarda una bambina, qualcosa di indicibile.

Interpretato da Valeria Golino, Pina Turco e la giovanissima Cristina Magnotti, il film - di cui vediamo il trailer ufficiale in esclusiva su MYmovies - vede come protagoniste tre donne di diverse età ma accomunate da un dolore. Una tragedia della cronaca nera accaduta realmente e alla quale si è ispirato il regista cercando di tradurre quella vicenda privata nel sentire comune di una società che non si prende cura dei bambini come dovrebbe.

Distribuito da I Wonder Pictures, Fortuna sarà dal 27 maggio al cinema.
   

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