| Titolo internazionale | Una Femmina - The Code of Silence |
| Anno | 2022 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 102 minuti |
| Regia di | Francesco Costabile |
| Attori | Lina Siciliano, Fabrizio Ferracane, Anna Maria De Luca, Simona Malato, Luca Massaro Vincenzo Di Rosa, Mario Russo (II), Pina Turco, Sara Grillo, Francesca Ritrovato. |
| Uscita | giovedì 17 febbraio 2022 |
| Tag | Da vedere 2022 |
| Distribuzione | Medusa |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,00 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 17 ottobre 2025
La storia della vendetta e della rivalsa della sedicenne Rosa la cui madre è stata uccisa dai suoi familiari mafiosi perché diventata collaboratrice di giustizia. Il film ha ottenuto 2 candidature ai Nastri d'Argento, 2 candidature a David di Donatello, In Italia al Box Office Una femmina ha incassato 83,9 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Da bambina Rosa ha assistito ad un evento tragico che la sua intera famiglia l'ha spinta poi a rimuovere: un atto di violenza inaudita, come punizione per non aver mantenuto un silenzio omertoso. Da grande Rosa vive con la zia Rita, nonna Berta e il cugino Natale seguendo le regole dello zio Tore, che ha una gestione maschilista e dittatoriale della famiglia. Ma Rosa sente che in quel regime c'è qualcosa di sbagliato e di ingiusto, e dentro di lei si agita quello spirito da "femmina ribelle" che apparteneva a sua madre. Purtroppo però la Calabria rurale affiliata alla criminalità organizzata non è luogo in cui la ribellione femminile è ben accetta. E Rosa dovrà decidere quale destino seguire, a proprio rischio e pericolo.
Una femmina è dedicato "a tutte le femmine ribelli" e "a tutte le vittime della 'ndrangheta", nonché "ispirato a storie e fatti realmente accaduti".
Il cosentino Francesco Costabile, al suo esordio come regista di un lungometraggio di finzione e cosceneggiatore insieme a Serena Brugnolo, Adriano Chiarelli e Lirio Abbate (autore del libro "Fimmine ribelli" e del soggetto del film con Edoardo De Angelis), conosce bene la realtà di cui parla ma intende trasfigurarla in senso universale, per raccontare una condizione femminile costretta ad una perpetua sudditanza e a comportamenti che arrivano a contraddire la natura delle donne e persino il loro senso materno.
Alcune scelte registiche, come il fuorifuoco di metà dello schermo delle scene iniziali, descrivono visivamente un mondo almeno per metà inconoscibile e una profonda scissione interna negli animi di chi è costretto a subire, e a perpetrare, una cultura patriarcale e ferina, incarnata dal padre-padrone Tore ma anche da suo figlio Natale, i cui istinti belluini schiacciano qualunque sua umanità. Una femmina tratteggia l'implosione delle coscienze e la distribuisce a tutti i personaggi, anche i "cattivi", in qualche modo vittime (oltre che carnefici e beneficiari) di una pressione culturale insostenibile.
Rosa sa nel profondo che non esistono "cose non da femmine" e che i segreti e le bugie generano solo violenza e tradimenti, ma la sua presa di coscienza è ostacolata da legami famigliari ingombranti e dal diniego ostile e ottuso che la circonda. Il matriarcato delle culture ataviche, portatore di valori e di vita, è soggiogato da quegli uomini che "sono la rovina delle donne", invitate ad abbassare lo sguardo e rassegnate a farsi calpestare in cambio di una inaffidabile protezione contro la violenza dei clan rivali.
Lina Siciliano, al suo esordio cinematografico, è convincente nel raccontare tutti i passaggi della figura di Rosa, così come Anna Maria De Luca e Simona Malato, rispettivamente Berta e Rita, raccontano bene la sofferenza della sottomissione (magnifica la scena finale che vede Berta riprodurre fisicamente un evento iniziale), ma a emergere come figura sommariamente tragica è il Natale interpretato da Luca Massaro, che rimanda al Chez Tempio di Fratelli di Abel Ferrara, che fruttò la Coppa Volpi a Chris Penn.
Quel che sottrae all'efficacia complessiva di Una femmina è la grevità con cui la fotografia di Giuseppe Maio e le musiche originali di Valerio Camporini F., così come il sonoro di Federico Cabula, assecondano (pur con maestria tecnica e artistica) il regista nel calcare la mano e scurire i toni della storia, rischiando l'eccesso audio-visivo e l'iperbole melodrammatica: l'incandescenza della materia che tratta Una femmina non ha bisogno di eccessive sottolineature per trasmettere l'orrore di un'esistenza "da bestie".
Un film originale, non nei contenuti ma nel modo di proporre un tema delicato, quello della violenza sulle donne e sulle persone che tentano di ribellarsi alla vita familiare di tipo patriarcale, in cui il padre/padrone comanda in modo incontrastato su tutta la famiglia e muove affari mafiosi. Un film coraggioso con attori, tutti bravissimi, quasi tutti esordienti, come del resto il regista del film. [...] Vai alla recensione »
Rosa, una ragazza inquieta e ribelle, vive con sua nonna e suo zio in un paesino della calabria, tra monti e fiumare secche. La sua quotidianità viene però improvvisamente stravolta da qualcosa che emerge dal suo passato, una trauma che la lega indissolubilmente alla misteriosa morte della madre, avvenuta molti anni prima. Quando si accorge di essere vittima di un destino già segnato, decide di tradire [...] Vai alla recensione »