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sabato 8 agosto 2020

James Senese

75 anni, 6 Gennaio 1945 (Capricorno), Napoli (Italia)
Biografia Filmografia Critica Premi Articoli e news Trailer Dvd CD
Una festa esagerata

Una festa esagerata

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(mymonetro: 2,38)
Un film di Vincenzo Salemme. Con Vincenzo Salemme, Massimiliano Gallo, Tosca D'Aquino, Iaia Forte, Nando Paone.
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Genere Commedia, - Italia 2018. Uscita 22/03/2018.
Pino Daniele - Il tempo resterà

Pino Daniele - Il tempo resterà

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(mymonetro: 3,25)
Un film di Giorgio Verdelli. Con Enzo Biagi, Selif Keita, Ezio Bosso, Gaetano Daniele, Fiorella Mannoia, Rosalino Cellamare, Eros Ramazzotti, Francesco De Gregori, Rosario Iermano, Enzo Gragnaniello.
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Genere Documentario, - Italia 2017. Uscita 20/03/2017.
Passione

Passione

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(mymonetro: 3,33)
Un film di John Turturro. Con Mina, Spakka-Neapolis 55, Avion Travel, Pietra Montecorvino, Massimo Ranieri.
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Genere Documentario musicale, - Italia, USA 2010. Uscita 22/10/2010.

No, grazie, il caffè mi rende nervoso

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,77)
Un film di Lodovico Gasparini. Con Maddalena Crippa, Lello Arena, Massimo Troisi, Anna Campori, Armando Marra.
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Genere Commedia, - Italia 1982.
Radici

Radici

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(mymonetro: 3,00)
Un film di Carlo Luglio. Con Enzo Gragnaniello, Maria Luisa Santella, Enzo Moscato, James Senese, Ida Di Benedetto.
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Genere Musicale, - Italia 2011.
Filmografia di James Senese »

venerdì 24 luglio 2020 - Una selezione che quest’anno non si risparmia in coraggio ed empatia. Dal 2 al 12 settembre a Venezia.

Giornate degli Autori 2020: un viaggio all’insegna della sperimentazione

Paola Casella cinemanews

Giornate degli Autori 2020: un viaggio all’insegna della sperimentazione Sarà all’insegna della sperimentazione dei nuovo linguaggi la 17esima edizione delle Giornate degli Autori, al Lido di Venezia dal 2 al 12 settembre, sotto la responsabilità artistica di Gaia Furrer. “I titoli in concorso seguono tre tematiche precise”, dice Furrer. “Il viaggio, anche solo mentale, l’empatia e il coraggio: fattori importanti anche nel periodo del confinamento”.

EST EUROPA
Quattro i film in gara provenienti dall’Est Europa: l’ungherese con un titolo “da installazione di arte contemporanea”, Preparations to Be Together for an Unknown Period of Time, firmato da Lili Horvat, che Furrer racconta come “un viaggio sofisticato e ipnotico nella psiche femminile ambientato in una misteriosa Budapest”; il serbo Oasis di Ivan Ikic, “melodramma shakespeariano con al centro un triangolo amoroso che si svolge all’interno di in un istituto per giovani affetti da malattie mentali”; i russi The Whaler Boy di Philipp Yuryev, “protagonista un giovane cacciatore di balene che si imbarca in un viaggio alla scoperta di sé”, e Conference di Ivan Tverdovski, coprodotto dall’Italia, “dramma morale sulla colpa e il peccato” ambientato nel teatro moscovita Dubrovka, quello in cui furono tenuti prigionieri gli ostaggi nel 2002.
 
FRANCIA E PALESTINA
Il film di apertura è Honey Cigar della giovane esordiente franco-algerina Kamir Ainouz, racconto di formazione con protagonista un’adolescente “nata e cresciuta a Parigi ma di origini berbere, combattuta fra modernità e tradizione”. La protagonista è Zoé Adjani, nipote di Isabelle, e accanto a lei recitano due nomi noti del cinema francese: Amira Casar e l’algerino Lyès Salem. Nel cast anche una giovane italiana: Blu Yoshimi. Uno dei più celebri attori palestinesi, Ali Suliman, è invece protagonista di 200 meters di Ameen Nayfeh, storia di due coniugi divisi dal muro che attraversa i territori occupati: una storia di gusto neorealista che narra la battaglia quotidiana di un padre per provvedere alla propria famiglia in condizioni punitive.

GLI ESORDI
Due esordi, uno cinese e l’altro statunitense, raccontano mondi distanti: Mama di Dongmei, “ricordo dell’estate di un dodicenne la cui la morte della madre viene vissuta come un evento naturale, di impeccabile maturità formale”, e Residue di Merawi Gerima, “resoconto autobiografico del ritorno di uno studente di cinema nel suo quartiere di Washington D.C., un ghetto ormai gentrificato: niente Black Lives Matter, ma tanti temi attuali sotto la cenere”. Infine il regista cileno Rodrigo Sepulveda adatta per il grande schermo “il romanzo iconico della cultura queer” di Pedro Lemebel Tengo miedo torero, protagonista l’attore feticcio di Pablo Larrain, Alfredo Castro, qui nei panni di una trans innamorata di un guerrigliero all’epoca della dittatura di Pinochet.

GLI ITALIANI
L’unico italiano in concorso è Spaccapietre, ritorno alla regia di finzione dei gemelli De Serio con protagonista Salvatore Esposito, “ritratto di amore padre-figlio nella Puglia del caporalato”. Esposito è Giuseppe, un vedovo disoccupato costretto ad accamparsi in  una tendopoli insieme ai lavoratori stagionali. Ma suo figlio Antò, che sogna di fare l’archeologo, lo vede ancora come un supereroe con tanto di “occhio magico”. Molti invece gli italiani fuori concorso, a cominciare da Guida romantica a posti perduti di Giorgia Farina, “road movie sentimentale alla ricerca del proprio posto nel mondo” con protagonista la coppia formata da un cinquantenne inglese, interpretato da Clive Owen, e una blogger molto più giovane che ha il volto di Jasmine Trinca. Intrappolati in una quotidianità fatta di segreti e bugie, la coppia dovrà riscoprirsi attraverso un confronto per la prima volta sincero. Nel cast anche l’attrice feticcio di Krzysztof Kie?lowski, Irene Jacob.
Samp segna il ritorno a Venezia di Flavia Mastrella e Antonio Rezza dopo il Leone d’oro alla carriera della Biennale Teatro, e nelle parole di Gaia Furrer è “una ballata bizzarra e grottesca su un killer matricida che si innamora di donne inesistenti”. Ambientato in Puglia fra personaggi dalle identità fluide è un viaggio alla ricerca della propria e altrui umanità. Elisabetta Sgarbi firma il ritratto della band romagnola di punk da balera Extraliscio, “con testimonianze che vanno da Orietta Berti a Jovanotti e la narrazione di Ermanno Cavazzoni, mentre Milo Rau in The New Gospel, dirige una rivisitazione del Vangelo pasoliniano girato a Matera ponendo le domande: “Cosa predicherebbe Gesù nel Ventunesimo secolo? E come lo accoglierebbe la società di oggi?”

NOTTI VENEZIANE
Le Notti veneziane su Isola Edipo vedranno dialogare fra loro cinema, arte, musica e teatro con titoli come Venice Concert 1989, rievocazione del mitico concerto dell’89 sul palco galleggiante in Laguna, e Agalma, “un viaggio alla scoperta del Museo Archeologico di Napoli che ricorderà Bella di notte di Luciano Emmer, narrato da Fabrizio Gifuni e Sonia Bergamasco”. Il film di apertura è Est di Antonio Pisu che, sempre secondo Furrer, “contiene alcuni leit motif di questa edizione delle Giornate: il viaggio, ma anche la musica e l’Est europeo”. Road movie con protagonisti tre ragazzi alla scoperta dell’Ungheria e della Romania dopo la caduta del muro di Berlino, vede fra gli interpreti Lodo Guenzi, il cantante de Lo stato sociale. Infine 50 – Santarcangelo Festival di Michele Mellara e Alessandro Rossi racconta l’evoluzine del teatro attraverso spettacoli, incontri ed esperienze diverse nel tempo: dal teatro politico/popolare anni Settanta al Terzo Teatro anni Ottanta al Festival senza teatro. 

Due profili d’artista sono iSola, “ritratto coraggioso e fragile di Elisa Fuksas”, anche regista con il prezioso contributo del montaggio esperto di Esmeralda Calabria, che ripercorre la scoperta di una malattia, alla viglia della pandemia, sua e di un’amica che sembrava perduta.  James di Andrea Della Monica fotografa la vita e carriera cinquantennale di James Senese, costantemente alla ricerca della propria identità etnica e musicale.

Peter Marcias invece in Nilde Iotti, il tempo delle donne ritrae un personaggio-chiave della politica italiana e dell’affermazione femminile attraverso le sue stesse parole, intrepretate da Paola Cortellesi, le numerose testimonianze di chi l’ha conosciuta e i materiali d’archivio.
In En ce moment, Serena Vittorini narra la storia d’amore fra due donne, una delle quali interpretata dalla stessa regista, che si incontrano proprio nel corso della quarantena, mostrando come i limiti della situazione abbiano acuito l’intensità dell’innamoramento. Infine l’attore e regista Edoardo Natoli, dopo il delizioso Secchi, torna all’animazione stop motion con il brevissimo Solitaire che racconta in cinque minuti l’inizio di una storia d’amore fra due anziani vicini di casa.




 

   

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