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mercoledì 19 settembre 2018

Articoli e news Stellan Skarsgård

Nome: John Stellan Skarsgård
67 anni, 13 Giugno 1951 (Gemelli), Göteborg (Svezia)

Il regista danese presenta in concorso a Cannes il suo film sulla fine del mondo.

Melancholia, è Von Trier Show

Melancholia, è Von Trier Show «Forse questo film è una schifezza. O forse no. Comunque è abbastanza probabile che non valga la pena vederlo. E quindi? Adesso che facciamo? Parliamo de L'Uomo Ragno?». Lars Von Trier, eccentrico e provocatorio per contratto: impossibile prenderlo sul serio, persino nel serissimo contesto del Festival di Cannes. Il suo film Melancholia, immaginifica storia sulla fine del mondo presentata oggi in concorso e accolta in sala da qualche fischio e applausi, sarebbe bastato a fornire sufficiente materia di discussione. Ma la performance del maestro danese, celebre per la personalità complessa («autovenerativa», dice lui), oltre che per la sua fertile e controversa produzione artistica, raramente si conclude in sala: se l’anno scorso, in competizione con Antichrist, si ritenne personalmente offeso dai giornalisti «che hanno applaudito solo per gentilezza – disse – dopo aver sghignazzato tutto il tempo», quest’anno sul palcoscenico di Cannes ha scelto di polemizzare soprattutto con se stesso. Accanto a lui i suoi attori, Kirsten Dunst, Charlotte Gainsbourg, Jesper Christensen, John Hurt, Stellan Skarsgård, vinti dalla personalità dell’istrionico regista e serenamente disposti ad assecondarlo: uno come Von Trier, del resto, non si può certo arginare.


LARS VON TRIER

Perché un film sulla fine del mondo?
Von Trier: Per me non è esattamente un film sulla fine del mondo ma una riflessione su uno stato mentale, quello della malinconia, che conosco benissimo. Non ho tanto da dire su questo film. Sono felice di essere qui e sono felice che Melancholia non arrivi sugli schermi del pianeta Terra prima di un mese.

Perché questo titolo, Melancholia?
Perché è una bella parola, anche se abusata. Il sentimento della malinconia pervade le arti, e nel mio film è molto presente. L’idea di Melancholia è venuta da là, dal titolo.

Altre fonti di ispirazione?
Mi sono ispirato ai dipinti classici, agli artisti tedeschi e preraffaelliti. E anche ad Antonioni, a Bergman e Tarkovski. Piango sempre, quando vedo i film di Tarkovski. Però a me adesso piacerebbe parlare del mio prossimo film, si può?

Come sarà il suo prossimo film?
Kirsten Dunst mi ha convinto a fare un porno: in Melancholia ho ripreso la sua vagina, ma non le basta. Ha detto di sentirsi pronta per il nudo e di voler fare di più. Ne vuole sempre di più. Vuole un vero film hardcore, farò del mio meglio per accontentarla.

Pensa di trovare altre attrici per il suo porno?
Figuriamoci, ma certo. Siamo già al lavoro sul soggetto: io voglio i dialoghi, ma alle mie attrici non gliene frega niente. Vogliono solo sesso. Vi prometto che il mio prossimo film durerà 4 ore. Sarà un film a capitoli, posso già rivelare il nome del primo: "East/West Church".

Tornando a Melancholia, può raccontare come ha lavorato sulla luce?
L’unico consiglio che mi ha dato il mio direttore della fotografia è stato quello di non fare l’errore tipico dei registi di mezza età, che ingaggiano donne sempre più giovani e sempre più nude. L’ho mandato a quel paese, io faccio quello che voglio. Mi sento un uomo libero, soprattutto da quando ho smesso di bere e mi sono dato alla lettura. Sono diventato più noioso ma mi sento bene, anche se filosoficamente sono contrario al non bere.

Si parlava della luce...
La luce divina è qualcosa di molto importante, ma la luce in generale è importante, perché è il cuore del cinema. Per questo quando guardo Tarkovski piango, perché per me è come avere a che fare con lo Spirito Santo. Sono un uomo molto sensibile alla sofferenza e al senso di colpa cattolico, per quanto ci sia in me anche un lato più leggero che di tanto in tanto, con film come Melancholia, riesco a far emergere.

Melancholia parla della fine del mondo: le sembra un tema leggero?
A me non pare così terribile pensare al fatto che il pianeta muoia. Tutti dobbiamo morire prima o poi. Per me in un certo senso Melancholia è una commedia: se avessi voluto farne una tragedia, vi sareste spaventati.

Perché ha scelto di cominciare il film con la fine del mondo?
Si dice che i film si guardano per sapere come andranno a finire, ma secondo me non è così: sappiamo che James Bond rimarrà vivo alla fine, eppure le sue avventure sono sempre emozionanti. Ho voluto essere chiaro sin dall’inizio: quando vedi Melancholia sai come finisce, almeno non ti illudi.

È soddisfatto del risultato? Che effetto le fa rivedere il suo film a Cannes?
Forse tutta quella musica di Wagner era esagerata, ci siamo fatti prendere la mano e il film è diventato troppo romantico. Quando ho visto i primi fotogrammi, ho pensato che questo film fa veramente schifo. Spero di no.

La sua vita privata influenza la sua ricerca stilistica?
Non lo so. L’unica cosa che posso dire è che per tanto tempo ho pensato di essere ebreo e ne ero molto felice, ma da quando è arrivata Susanne Bier ho perso tutta l’allegria. Ho scoperto recentemente di avere origini tedesche, nella mia famiglia ci sono anche dei nazisti. Noi nazisti in effetti abbiamo una certa tendenza alla megalomania.


KIRSTEN DUNST e CHARLOTTE GAINSBOURG

Cosa vi ha spinte a lavorare con Von Trier?
Kirsten Dunst: Per me Lars è l’unico regista capace di scrivere grandi film per donne, ruoli magari complicati ma unici: la cosa più interessante del mio personaggio è che mentre il mondo sta per finire, lei diventa più forte. A volte i depressi nelle situazioni tragiche tirano fuori una forza inaspettata.
Charlotte Gainsbourg: Rispetto ad Antichrist è stata un’esperienza molto diversa. Non ho l’impressione che ci affidi ruoli particolarmente “da donna”: in Antichrist io interpretavo lui, e in Melancholia è toccato a Kirsten.

Umanamente come avete interagito con Von Trier?
Dunst: Il fatto che Lars si presenti in maniera un po’ bizzarra non mi ha impedito di trovare in lui anche un grande amico.
Gainsbourg: Il problema è che Lars non risponde mai a nessuna delle mie domande sulla sceneggiatura, quindi ho lavorato all’oscuro di tutto. Devo dire che mi è piaciuto.

Com’è stato il lavoro sul set?
Dunst: Lars crea sul set una grande intimità, che rende gli attori emotivamente disponibili. Il processo delle riprese è molto creativo, giriamo anche scene di cinque minuti. C’è totale libertà sulla scena.

A distanza di 10 anni arriva il sequel del musical campione d'incassi. Dal 6 settembre 2018 al cinema.

Mamma Mia 2, il primo trailer originale

giovedì 21 dicembre 2017 - a cura della redazione da TRAILER

Mamma Mia 2, il primo trailer originale Sono passati 10 anni dal primo Mamma Mia!, musical trascinante e spettacolare nato sotto il segno degli Abba e di Afrodite che nel 2008 si rivelò un incredibile campione d'incassi. Nel sequel tornano tutti gli attori principali che abbiamo apprezzato nel primo film: da Meryl Streep ad Amanda Seyfried, da Pierce Brosnan a Colin Firth, da Stellan Skarsgård a Christine Baranski. Mamma Mia 2 è diretto da Ol Parker e nel cast vede la presenza anche di Cher.
Il film arriva al cinema il 6 settembre 2018 distribuito da Universal Pictures.

   

Su MYmovies.it i primi 4 minuti del film di Janus Metz Pedersen. Vincitore della 12esima Festa del Cinema di Roma e dal 9 novembre al cinema.

Borg McEnroe, guarda l'inizio

mercoledì 8 novembre 2017 - a cura della redazione da GUARDA L'INIZIO

Borg McEnroe, guarda l'inizio Estate 1980. Sta per prendere il via il Torneo di Wimbledon e i due giocatori più quotati per la vittoria sono lo svedese Bjorn Borg e l'americano John McEnroe. Due tennisti, e due giovani uomini, che non potrebbero essere più diversi, almeno secondo lo storytelling dell'epoca. Borg, già quattro volte vincitore a Wimbledon, è soprannominato "Uomo di ghiaccio": algido, apparentemente privo di emozioni, una macchina segnapunti con un servizio a due mani che è una fucilata. McEnroe, di tre anni più giovane, è detto invece "Superbrat" perché sul campo impreca, dà in escandescenze e si accapiglia con gli arbitri. Un capolavoro di montaggio visivo e acustico che è un'affermazione cinematografica febbrilmente vitale. Dalla recensione di Paola Casella, MYmovies.it Diretto da Janus Metz Pedersen e fresco vincitore del Premio del Pubblico alla 12esima Festa del Cinema di Roma, Borg McEnroe - di cui presentiamo in anteprima i primi 4 minuti - sarà al cinema da giovedì 9 novembre. Nel cast, tra gli altri, troviamo Sverrir Gudnason, Shia LaBeouf e Stellan Skarsgård.

Ci sono stelle che splendono per sempre. Una delle rivalità più epiche e leggendarie di tutti i tempi prossimamente al cinema.

Borg McEnroe, il teaser trailer italiano

lunedì 22 maggio 2017 - a cura della redazione da TRAILER

Borg McEnroe, il teaser trailer italiano La straordinaria storia di una delle rivalità più accese e spettacolari della storia dello sport, quella tra lo svedese Bjorn Borg e l'americano John McEnroe, due atleti che hanno fatto la storia del tennis mondiale. Due uomini molto diversi tra loro, che si sono dati battaglia dentro e fuori dal campo e che hanno dato vita alla mitica finale di Wimbledon del 1980. La storia mai raccontata di due leggende. Borg McEnroe, diretto da Janus Metz Pedersen e interpretato da Shia LaBeouf e Stellan Skarsgård sarà prossimamente cl cinema distribuito da Lucky Red.

   

Una storia sulla paranoia e il controllo della mente.

Metropia: il trailer del sci-fi animato di Tarik Saleh

giovedì 1 ottobre 2009 - Marlen Vazzoler da VIDEO

Metropia: il trailer del sci-fi animato di Tarik Saleh È uscito online il trailer del film d'animazione Metropia di Tarik Saleh, doppiato da Vincent Gallo, Juliette Lewis e Stellan Skarsgård che uscirà il 6 novembre nei cinema svedesi.
La pellicola è ambientata nel 2024 in Europa, Roger sente una voce nella sua testa e perde la testa per una modella, Nina, la testimonial della pubblicità di uno sciampo. Un giorno i due si incontrano e lei gli fornisce i dettagli su una cospirazione consumistica che riguarda la voce nella sua testa. L'animazione è stata realizzata utilizzando gli attori e delle loro foto in un processo simile a quello del film A Scanner Darkly.
Il film presentato alla Mostra del Cinema di Venezia è stato da poco proiettato anche al Fantastic Fest. Non è ancora stata decisa una data di uscita italiana.

   

   
   
   


Mamma mia - Ci risiamo!

Il sequel che guarda al passato
Data uscita: 06/09/2018
Regia di Ol Parker. Genere Musical, produzione USA, 2018.

Dopo dieci anni dal primo Mamma mia! si torna nella magica isola greca di Kalokairi in un nuovo musical basato sulle canzoni degli ABBA.
Mamma mia - Ci risiamo!

L'Uomo che Uccise Don Chisciotte

La storia di Don Chisciotte ai giorni nostri
Data uscita: 27/09/2018
Regia di Terry Gilliam. Genere Avventura, produzione Gran Bretagna, Spagna, 2018.

Toby è un geniale ma anche cinico regista di spot che si trova su un set spagnolo in cui sta lavorando su un soggetto legato a Don Chisciotte.
L'Uomo che Uccise Don Chisciotte
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