Quello che so di lei

Film 2017 | Drammatico +13 117 min.

Titolo originaleSage femme
Anno2017
GenereDrammatico
ProduzioneFrancia
Durata117 minuti
Regia diMartin Provost
AttoriCatherine Frot, Catherine Deneuve, Olivier Gourmet, Quentin Dolmaire, Mylène Demongeot Pauline Etienne, Audrey Dana, Marie Paquim, Pauline Parigot, Marie Gili-Pierre, Jeanne Rosa, Élise Oppong.
Uscitagiovedì 1 giugno 2017
TagDa vedere 2017
DistribuzioneBim Distribuzione
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,10 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Martin Provost. Un film Da vedere 2017 con Catherine Frot, Catherine Deneuve, Olivier Gourmet, Quentin Dolmaire, Mylène Demongeot. Cast completo Titolo originale: Sage femme. Genere Drammatico - Francia, 2017, durata 117 minuti. Uscita cinema giovedì 1 giugno 2017 distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,10 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una levatrice incontra, dopo tanti anni, la giovane compagna del padre defunto. Le due donne dovranno confrontarsi su antichi segreti mai svelati. In Italia al Box Office Quello che so di lei ha incassato nelle prime 7 settimane di programmazione 275 mila euro e 114 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,10/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,30
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
Provost omaggia la sua levatrice con una storia di invenzione che conserva una base di osservazione acuta sul piano sociale.
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 16 febbraio 2017
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 16 febbraio 2017

Claire è un'ostetrica che nel corso della sua vita professionale ha fatto nascere innumerevoli bambini amando la propria professione. Proprio in un momento difficile per il suo lavoro (si sta per chiudere il reparto maternità) ricompare dal passato una donna che l'aveva fatta soffrire quando era giovane. Si tratta di Béatrice, colei per cui suo padre aveva lasciato la famiglia. Béatrice è malata e ha bisogno di aiuto anche se non ha perso del tutto la vitalità di un tempo. Claire, che ha anche un figlio ormai grande e anche lui in una fase di svolta della propria vita, deve decidere cosa fare.

A volte fortunatamente i film nascono non da esigenze produttive o di mercato ma da spinte interiori. Martin Provost deve la vita a un'ostetrica che al momento della nascita non solo gli donò il suo sangue vedendolo in grave pericolo di vita ma fu lei e non il padre ad andare a denunciare all'anagrafe la sua venuta in questo mondo.

Con Sage femme ha voluto renderle omaggio costruendo su questa persona una storia di invenzione che però conserva una base di osservazione acuta sul piano sociale. Perché una delle caratteristiche del cinema francese è quella di saper spesso affrontare i generi non dimenticando però di mettere in luce il contesto sociale (forse è questo il motivo per cui Virzì piace Oltralpe). Perché la sceneggiatura di Provost non si limita a disegnare due personaggi che richiamano nel loro rapportarsi con la vita le esopiane cicala e formica.

Se Claire è sempre stata la formica previdente e ligia ai propri doveri Béatrice ha passato la sua vita a disperdere ciò che aveva con una quasi incosciente coazione a ripetere. Ora le due donne si incontrano dopo essersi scontrate a distanza nel passato, si annusano, si sopportano e infine finiscono con l'assorbire ognuna parte delle caratteristiche dell'altra. In mezzo si ritrova un uomo, autista di Tir, che ha l'aspetto e il sorriso di Olivier Gourmet che conosce le distanze e sa come superarle. Tutto ciò però non mette in secondo piano la lettura di una società che vorrebbe sempre più spersonalizzare anche uno dei momenti fondamentali per l'essere umano: la sua nascita. Non c'è nulla di passatista o di retrogrado nel segnale che Provost ci invia. C'è invece il desiderio di ricordarci che l'incontro con gli altri, non la virtualità, è ciò che ci fa essere ciò che siamo. A partire da quelle mani che ci hanno aiutato ad uscire dal ventre di nostra madre e per prime ci hanno accolto.

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QUELLO CHE SO DI LEI
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 1 agosto 2017
vanessa zarastro

Sage femme, titolo francese del film, racconta il rapporto tra due donne completamente diverse, un po’ cicala una e un po’ formica l’altra. Beatrice, la più anziana, ha avuto – e ha ancora – una vita frivola, piena di emozioni e alla ricerca di soddisfare i propri piaceri: i soldi, il buon vino, il cibo succulento, il gioco d’azzardo e gli uomini.

lunedì 5 giugno 2017
Flyanto

 "Quello che So di Lei" è una commedia agro-dolce tutta imperniata su due tipologie di donne (Catherine Deneuve e Catherine Frot), una più differente dall'altra. Catherine Frot, infatti, impersona una brava e coscienziosa ostetrica che svolge il proprio lavoro con passione presso un ambulatorio che sta per chiudere nella periferia parigina, mentre Catherine Deneuve, [...] Vai alla recensione »

venerdì 2 giugno 2017
loland10

“Tutto quello che so di lei” (Sage femme, 2017) è il sesto lungometraggio dell’attore-regista francese Martin Provost.  Una levatrice (traduzione del titolo originale che può indicare anche 'donna saggia')) è Claire: donna che vede la vita nascere tutti i giorni. Il suo nido e la sua forza si trovano dentro il contatto umano con le madri e i loro [...] Vai alla recensione »

FOCUS
INCONTRI
lunedì 29 maggio 2017
Olivia Fanfani

Claire è un'ostetrica appassionata, ama la sua professione e il piccolo ospedale in cui lavora. Per lei far nascere bambini è più di un mestiere, è una missione. Proprio quando le annunciano la chiusura del reparto maternità dove è impegnata da più di vent'anni, si affaccia nella sua vita una vecchia fiamma del padre, Béatrice. Testarda, autentica e profondamente incosciente, la donna piomba come un fulmine a ciel sereno nella vita estremamente lineare della dottoressa, in un crescendo di scontri e richiami ai contrasti passati - è colei per cui il padre di Claire aveva abbandonato la famiglia.

La leggerezza di Béatrice, intenta a fagocitare la vita senza rimorsi, è dichiarata opposizione alla misuratezza di Claire: nel gioco d'azzardo, nella gioia dei peccati di gola, della carne rossa e dell'onnipresente sigaretta. 

In aggiunta alle preoccupazioni dell'ostetrica per un figlio deciso a rivoluzionarsi la vita, lo stravolgimento tra le corsie asettiche di un grande ospedale (la dimensione umana sostituita dai grandi numeri), Béatrice è scontro salvifico necessario a prendere tutto meno sul serio, un elogio all'edonismo e alla sensualità ironica di chi svicola le convenzioni.  Laddove è lei la fugitive proustiana come antitesi e contrapposizione de la prisonnière, svela la dolorosa condizione - e l'acutezza - dell'esilio volontario.  Da Virgilio a Joyce, dall'Odissea alla Commedia dantesca, da Baudelaire a Proust. La letteratura è piena di evasioni fisiche o mentali, di fughe e intimi pellegrinaggi, di forme in movimento piene di una sofferenza inaspettata, impregnate di precetti universali, e spinte al cambiamento per cui è necessario sottrarsi, evitando di lasciarsi coinvolgere, di diventare complici.  La rivoluzionaria Béatrice, privando la fuga della sua valenza negativa, ne sottolinea la dignità, nelle distanze ostinate, come soluzione alle ricadute. La sfrontatezza si fonde con la caparbietà nel ritratto irrazionale del legame tra vita e morte, in un crocevia che è evoluzione intima del perdono. 
C'è di tutto nel film di Provost, la commozione e la risata, uno sguardo malinconico al cambiamento, il richiamo ruvido dei tempi andati, quello dei rapporti onesti, umani. C'è la vita stessa e la sua negazione nel rapporto di Claire con il camionista Paul, nella malattia di Béatrice, tornata dopo una vita in fuga dai legami. L'approdo al cospetto del suo opposto rigoroso, il suo conto in sospeso, la sua - pur sempre imprescindibile - complicità. 

Frasi
- Quanti anni hai ora?
- 49...
- Ah, accidenti! Hai sempre dimostrato più della tua età, eh?
Dialogo tra Beatrice (Catherine Deneuve) - Claire (Catherine Frot)
dal film Quello che so di lei - a cura di MYmovies.it
- Dimmi di lui, che cosa fa ora?
- ... è morto! Poco dopo che te ne sei andata!
Dialogo tra Claire (Catherine Frot) - Beatrice (Catherine Deneuve)
dal film Quello che so di lei - a cura di MYmovies.it
- Quando sarò morta, puoi buttarmi nella Senna, se vuoi!
- Ti segnalo che la Senna sta tornando ad essere pulita!
Dialogo tra Beatrice (Catherine Deneuve) - Claire (Catherine Frot)
dal film Quello che so di lei - a cura di MYmovies.it
Sei bella quando ti arrabbi ma quel impermeabile non si può guardare, te ne compro un altro!
Beatrice (Catherine Deneuve)
dal film Quello che so di lei - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 1 giugno 2017
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

La formica e la cicala. Non fa mistero Provost di essersi ispirato alla celebre fiaba di La Fontaine per imbastire il suo racconto di due donne, così distanti eppure tanto vicine, che s'incontrano trasformandosi reciprocamente. Claire, vera protagonista come da titolo originale Sage-femme, è un'ostetrica esperta e capace che vive da madre single secondo principi alti e sani; Beàtrice è l'ex amante [...] Vai alla recensione »

giovedì 1 giugno 2017
Paolo D'Agostini
La Repubblica

Che cosa, del film francese Quello che so di lei, è più interessante o addirittura toccante? Non tanto il personaggio della donna più giovane, l'ostetrica Claire che opera appassionatamente in un ospedale di provincia e preferisce perdere il lavoro piuttosto che adattarsi alle regole del profitto che umiliano secondo lei il sistema sanitario, che è un'inflessibile moralista, che ha sepolto nell'armadio [...] Vai alla recensione »

giovedì 1 giugno 2017
Claudio Trionfera
Panorama

Donne francesi sulle strade di Parigi luccicanti di pioggia in Quello che So di lei di Martin Provost, sessantenne cineasta e attore dl Brest. Eccole, Claire e Béatrìce (Catherine Frot e Catherine Deneuve). Ostetrica la prima, devota ad un lavoro inteso come missione: signora disordinata, folle e malatissima la seconda. SI ritrovano perché Béatrice, un tempo amante del padre di Claire, ormai scomparso, [...] Vai alla recensione »

giovedì 1 giugno 2017
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Il titolo originale della pellicola è Sage femme che è il nome con il quale, in Francia, vengono chiamate le ostetriche. Che è la professione della protagonista, la quasi cinquantenne Claire (Frot), una levatrice vecchia maniera costretta a fare i conti con le cliniche moderne che stanno fagocitando il suo modo di lavorare. Tema evidentemente caro al cinema francese (il nuovo, in medicina, che surclassa [...] Vai alla recensione »

giovedì 1 giugno 2017
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Nella scontrosa amicizia tra un'ostetrica riservata e sobria e l'esuberante ex amante del padre, la donna colpevole di tante sofferenze che ora irrompe, malata, nella sua vita, c'è uno standard di commedia per duo di mattatrici a rischio costante di "strana coppia". Non va così, per perizia e arte: una volta agganciate la Catherine Frot col suo impermeabile stinto e la Catherine Deneuve con il suo [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
martedì 9 maggio 2017
 

Claire è un'ostetrica meravigliosamente dotata, con un talento naturale nel mettere al mondo i neonati con gesti dolcissimi. Ma nel corso degli anni, i suoi modi delicati, il suo senso di orgoglio e di responsabilità sono entrati in conflitto con i [...]

MYMOVIESLIVE
mercoledì 24 maggio 2017
Marzia Gandolfi

C'è una dimensione poetica intraducibile in ogni lingua. Possiamo tradurre qualsiasi parola ma ci sarà sempre un resto ineffabile. Indémodable è l'aggettivo che coglie meglio la natura di Catherine Deneuve.

BOX OFFICE
sabato 8 aprile 2017
Andrea Chirichelli

Come i più affezionati lettori sapranno, quest'anno è tempo di magra per il cinema italiano che attualmente non ha nemmeno un film nella top ten assoluta stagionale. E altrove? Gli altri mercati europei parlano, chi più chi meno, tutti inglese.

BERLINALE
mercoledì 15 febbraio 2017
 

Uno straordinario 'duetto' al femminile tra due grandi attrici, come Catherine Deneuve (nel ruolo di Beatrice) e Catherine Frot (in quello di Clare), è la cosa che più colpisce del film franco-belga fuori-concorso, Sage femme, di Martin Provost passato [...]

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