Ninna nanna

Film 2017 | Drammatico +13 112 min.

Anno2017
GenereDrammatico
ProduzioneItalia
Durata112 minuti
Regia diDario Germani, Enzo Russo
AttoriFrancesca Inaudi, Fabrizio Ferracane, Nino Frassica, Maria Rosaria Omaggio, Guia Jelo Salvatore Misticone, Massimiliano Buzzanca, Luca Lionello, Manuela Ventura.
Uscitagiovedì 29 giugno 2017
DistribuzionePlumeria Film
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

Regia di Dario Germani, Enzo Russo. Un film con Francesca Inaudi, Fabrizio Ferracane, Nino Frassica, Maria Rosaria Omaggio, Guia Jelo. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2017, durata 112 minuti. Uscita cinema giovedì 29 giugno 2017 distribuito da Plumeria Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

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Una giovane donna rimane incinta e partorisce una bellissima bambina. Ma la sua vita cambia in un modo che non sempre riesce ad accettare.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un film insolito e coraggioso che funziona perché crea il giusto mix di identificazione e sconcerto.
Recensione di Paola Casella
martedì 27 giugno 2017
Recensione di Paola Casella
martedì 27 giugno 2017

Anita è un'enologa in gamba con un marito, Salvo, che le amiche definiscono "un santo". È in attesa di un bebè e non potrebbe essere più felice. Ma quando Gioia, sua figlia, viene al mondo, appare ad Anita come l'opposto del suo nome, poiché esige la quantità enorme di tempo, energie e attenzioni che richiede ogni neonato. Anita è esausta, si sente inadeguata, e cova un rancore sordo verso quella creaturina cui domanda: "Ma tu ce l'hai con me?". Il marito "santo" e le comari del paese siciliano in cui Anita vive, sempre pronte a dispensare consigli non richiesti, non sono di aiuto. A capirla, anche se fino ad un certo punto, sono solo uno zio anticonformista e l'amica del cuore, che ri-conosce le difficoltà di essere madre.

Ninna nanna è un film insolito e coraggioso: scritto da quattro uomini, diretto da due, racconta una storia di donna con grande empatia, e con dettagli che fanno pensare che chi narra abbia testimonianza ravvicinata (se non esperienza diretta) delle emozioni conflittuali che una neomamma può provare, senza incontrare la comprensione degli altri.

Ancora più coraggiosa è Francesca Inaudi, che si cala nel ruolo di Anita con totale assenza di giudizio, accettando di apparire anche sgradevole (e a questo giova la sua bellezza fuori dal comune) e antipatica pur di trasmettere la verità di tutte quelle donne per cui la maternità, soprattutto nei primi mesi, è apparsa come un incubo destinato a non finire. Anche Nino Frassica è potente nel ritratto di zio Luigi, le cui reazioni umane (compreso uno schiaffo ben assestato) nulla tolgono alla sua apertura mentale, anche quella contestualizzabile nel sud più illuminato. Buona, anche se apparentemente straniante, la recitazione di Manuela Ventura nei panni di Stefania, la migliore amica di Anita, soprattutto nella scena della catarsi finale. Meno riuscito il ruolo di Salvo, interpretato da Fabrizio Ferracane, cui la sceneggiatura dà poche opportunità di dimostrarsi complesso.

Il film inizia fra le rovine di un tempio, ricordandoci che le tragedie greche sono piene di madri problematiche e snaturate. E procede a mostrare proprio come la maternità modifichi profondamente la natura femminile, non sempre in direzione gioiosa e accogliente. L'istinto materno può anche mancare, o essere pesantemente condizionato - come scopriremo essere il caso di Anita - da una mancata trasmissione di madre in figlia. E la mistica della maternità, in particolare in un paesino di quel sud dove la retorica familista abbonda, può essere un fardello molto pesante sulle (già fragili) spalle di una primipara. Ninna nanna è dedicata a tutte quelle mamme cui "non pensa nessuno", che temono di non tornare più come prima e che il ciclo neonatale pappa-cacca-nanna non finisca mai. Il solo fatto di dire ad alta voce queste cose è meritevole, soprattutto dato che a parlare sono voci maschili.

Dal punto di vista cinematografico Ninna nanna è essenziale: il montaggio è asciutto (di Francesco Tellico), la sceneggiatura è ricca di dialoghi credibili (anche se talvolta ripetitivi) e priva di spiegazioni inutili (solo il secondo piano della narrazione, dedicato agli immigrati che ripopolano l'Italia, appare appiccicato). La regia è onesta e pulita, con qualche necessario excursus onirico (bella la scena dilatata in cui Anita si incammina attraverso il paese deserto, con sottofondo ossessivo e martellante). Qua e là la colonna sonora, firmata da Francesco "Kekko" Silvestre dei Modà, diventa troppo invadente, e alcune ingenuità denunciano l'inesperienza registica di Dario Germani (di solito direttore della fotografia, come rivela la buona qualità delle immagini) ed Enzo Russo. Ma nel complesso Ninna nanna funziona perché crea il giusto mix di identificazione e sconcerto, replicando in forma filmica quella convivenza di opposte pulsioni e quel disagio che abita moltissime mamme, e che troppo spesso restano sottaciuti.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 5 luglio 2017
Flyanto

 Opera prima dei due registi Dario Germani ed Enzo Russo, "Ninna Nanna" tratta il delicato e difficile tema della depressione post partum. La protagonista della storia (Francesca Inaudi) è una giovane donna serena e felice che svolge la professione di enologa presso un'azienda di viticoltori, innamorata e sposata ad un uomo che gestisce un bar in un paese della Sicilia ed [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 29 giugno 2017
Massimo Bertarelli
Il Giornale

Non aiuterà certo a far aumentare le nascite questo piagnucoloso dramma esistenziale. Dove si raccontano i tormenti della giovane enologa torinese Anita, incapace di vivere una maternità serena. Dopo la nascita di Gioia, tutto diventa difficile, si guasta anche il rapporto con il pur comprensivo compagno, il pasticciere Salvo. La neo mamma soffre, non sempre in silenzio, mentre il fastidioso prezzemolino [...] Vai alla recensione »

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