First Reformed

Film 2017 | Drammatico +13 108 min.

Anno2017
GenereDrammatico
ProduzioneUSA
Durata108 minuti
Regia diPaul Schrader
AttoriEthan Hawke, Amanda Seyfried, Cedric the Entertainer, Michael Gaston, Mahaleia Gray Philip Ettinger, Victoria Hill, Elanna White, Bill Hoag, Frank Rodriguez.
TagDa vedere 2017
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,96 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Paul Schrader. Un film Da vedere 2017 con Ethan Hawke, Amanda Seyfried, Cedric the Entertainer, Michael Gaston, Mahaleia Gray. Cast completo Genere Drammatico - USA, 2017, durata 108 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,96 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una comunità di fedeli scopre che si celano numerosi segreti dietro la chiesa che li sta accogliendo.

Consigliato sì!
2,96/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,92
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
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Cinema
Trailer
Schrader porta in superficie gli snodi profondi del suo cinema, dialogando ancora una volta con il presente.
Recensione di Marianna Cappi
giovedì 31 agosto 2017
Recensione di Marianna Cappi
giovedì 31 agosto 2017

La vita e la psiche del reverendo Toller sono irrimediabilmente segnate dalla morte del figlio in Iraq: una tragedia per la quale si ritiene responsabile, avendolo lui stesso spinto ad arruolarsi quand'era cappellano militare. Ritiratosi in una piccola chiesa cristiana riformata, Toller viene messo in crisi dalla richiesta di aiuto di una coppia di giovani, militanti ambientalisti. Michael, il ragazzo, sta infatti per diventare padre ma non sopporta il peso di mettere al mondo una nuova vita su un pianeta distrutto dalle logiche corrotte del potere e delle multinazionali. La depressione del giovane s'innesta sui tormenti del prete e lo spinge a progettare una soluzione simbolica e radicale.

Basterebbero le premesse con le quali il protagonista inaugura il suo progetto diaristico - “Quando scriviamo di noi stessi non dovremmo avere pietà” - per riconoscere Paul Schrader dentro il suo ultimo film, per quanto diverso sia dai precedenti, o forse basterebbe addirittura la prima immagine, quella chiesa riformata di origine olandese, luogo primigenio dell'inestricabile intrico di arte e biografia che è la sua opera.

Ancora una volta, infatti, Schrader torna a raccontare un senso di colpa e un processo di espiazione, spietato, dell'uomo verso se stesso. Il fatto che si tratti di un uomo di chiesa non fa che portare in superficie la figura che è sempre soggiaciuta ai suoi personaggi: uomini soli, alla disperata ricerca della verità, squarciati da un conflitto tra materiale e immateriale che qui prende i corpi dei due giovani in attesa di un figlio (“io ero la parte spirituale” afferma il personaggio di Amanda Seyfried). Ancora una volta un film uguale ma diverso, condannato narrativamente fin dal principio, dal passato (non a caso la chiesa di Toller viene chiamata dai locali “il museo” e non conta che pochissimi, residuali adepti) eppure in dialogo con il presente più attuale e soprattutto con le immagini del presente: perché oggi l'immagine metaforica dell'essere umano sul punto di esplodere non può che essere quella, emersa e tautologica, di una cintura esplosiva (o il video di un attentato suicida).

Appare evidente, a noi e a Schrader, che in questo dialogo non è (sol)tanto lui a riflettere il nostro tempo, ma soprattutto il nostro tempo a riflettere, quotidianamente e drammaticamente, il suo cinema. Al punto che le parole e le cose, il pensiero e l'immagine possono coincidere, perché aderiscono perfettamente l'uno all'altra: le rive del fiume (la fonte battesimale) sono intossicate dai rifiuti velenosi, il corpo martirizzato è quello cristologico tout court, avvolto in un'inestricabile corona di spine, e solo il desiderio può elevare da terra, quel desiderio che è però altro dalla realtà, è cinema.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 30 agosto 2017
ROBERT EROICA

Quanti preti in crisi abbiamo visto al cinema ? Tanti, da Bresson a Bergman, da Pialat a Moretti. Eppure Schrader dimostra che c' e' ancora qualcosa da dire, ancora qualcosa da mostrare. Non gli importa essere citazionista (se e' per questo c'e' anche un volo notturno che sembra Murnau) e infatti non e' mai stato un regista cinefilo. Piuttosto un autore isolato e scorbutico, tacciato dai detrattori [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 1 settembre 2017
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Alla viglia del 250° anniversario il santuario riformato da cui il titolo si prepara alla festa ma il parroco (Ethan Hawke, mai così bravo) soffre di malattie fisiche e spirituali, aggravate dal contatto con una coppia dai destini complessi. Il tormento cresce dentro e fuori dal diario del curato vittima di un'America dal volto candido ma dall'anima torbida e virulenta: tutto è contagio, e la pulsione [...] Vai alla recensione »

venerdì 1 settembre 2017
Stenio Solinas
Il Giornale

L'ecologista è un non violento, ma vorrebbe far abortire la giovane moglie: crescendo, la bambina potrebbe rimproverare lui e lei per averla messa al mondo in un mondo irrimediabilmente inquinato e condannato all'estinzione. Nell'attesa, si compra un giubbotto esplosivo, poi accetta di parlare con un prete, infine si fa saltare la testa con un colpo di fucile.

venerdì 1 settembre 2017
Silvana Silvestri
Il Manifesto

L'austera scenografia non tragga in inganno: Paul Schrader in First Reformed continua a ritornare sulla stessa scena primaria del suo cinema, la lotta tra la rettitudine e la trasgressione, dove la seconda si fa prepotentemente strada trasformando i tormenti dell'anima in thriller, film d'azione spirituale. Ma qui per la prima volta sceglie una location senza veli: la prima chiesa riformata di Albany, [...] Vai alla recensione »

venerdì 1 settembre 2017
Alessandra Levantesi
La Stampa

Dopo il flop del prequel dell'Esorcista (Dominion, 2005), Paul Schrader - regista di American Gigolò e sceneggiatore di noti titoli scorsesiani - non ha più infilato un film convincente, cosicché First Reformed (concorso) è stato una bella sorpresa. Qui il cineasta ritrova in pieno il suo baricentro tematico; e, a partire dalla falsariga di quel capolavoro che è il Diario di un curato di campagna di [...] Vai alla recensione »

venerdì 1 settembre 2017
Emiliano Morreale
La Repubblica

Paul Schrader, glorioso sceneggiatore (Toro scatenato, Taxi Driver) e regista spesso egregio, ha giustamente un posto nel cuore dei cinefili. Da un po' di tempo, però, sembra sabotare i propri stessi film, ma con uno spirito che lo rende ancora più adorato dai suoi fan. Era così il precedente Dog eat dog: survoltato quanto questo è in apparenza quieto e austero.

venerdì 1 settembre 2017
Francesco Alò
Il Messaggero

Molto più autolesionista e tormentato il Paul Schrader di First Reformed, anch'esso in competizione per il Leone d'Oro, attaccato dal primo all'ultimo minuto alla tonaca di un Ethan Hawke prete protestante presso la celebre First Church di Albany. L'attore americano sembra il fratello sacerdote di quel Travis Bickle al centro di Taxi Driver, capolavoro scritto da Schrader e diretto da Scorsese nel [...] Vai alla recensione »

NEWS
GALLERY
venerdì 1 settembre 2017
 

Parte subito bene, il concorso della 74. Mostra del Cinema, con due opere sicuramente diverse tra loro ma entrambe molto apprezzate da pubblico e critica: First Reformed, con cui Paul Schrader porta in superficie gli snodi cruciali della sua poetica cinematogr [...]

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