Sieranevada

Film 2016 | Drammatico +13 173 min.

Titolo originaleSieranevada
Anno2016
GenereDrammatico
ProduzioneFrancia, Romania, Bosnia-Herzegovina
Durata173 minuti
Regia diCristi Puiu
AttoriMimi Branescu, Judith State, Bogdan Dumitrache, Dana Dogaru, Sorin Medeleni Ana Ciontea, Mirela Apostu, Eugenia Bosânceanu, Ilona Brezoianu, Ioana Craciunescu, Valer Dellakeza, Aristita Diamandi, Simona Ghita, Marin Grigore.
Uscitagiovedì 8 giugno 2017
TagDa vedere 2016
DistribuzioneParthénos
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,44 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Cristi Puiu. Un film Da vedere 2016 con Mimi Branescu, Judith State, Bogdan Dumitrache, Dana Dogaru, Sorin Medeleni. Cast completo Titolo originale: Sieranevada. Genere Drammatico - Francia, Romania, Bosnia-Herzegovina, 2016, durata 173 minuti. Uscita cinema giovedì 8 giugno 2017 distribuito da Parthénos. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,44 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La famiglia si riunisce per commemorare la morte del patriarca e nel ritrovarsi, si scoprono. In Italia al Box Office Sieranevada ha incassato 17 mila euro .

Consigliato sì!
3,44/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,50
PUBBLICO 3,33
CONSIGLIATO SÌ
In un film racchiuso tra pareti domestiche, Puiu si interroga su cosa sia ora la Romania e lascia allo spettatore la facoltà di giudicare.
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 12 maggio 2016
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 12 maggio 2016

Bucarest tre giorni dopo l'attacco a Charlie Hebdo a Parigi. Sono trascorsi quaranta giorni dalla morte di suo padre e il dottor Lary raggiunge i propri familiari per una cerimonia commemorativa in casa della madre. Tra i presenti emergono, sempre più evidenti, le tensioni che sono di varia natura.
Sono trascorsi 25 anni da quando le televisioni di tutto il mondo mostrarono le immagini di Nicolae Ceausescu dopo l'esecuzione della sentenza di condanna a morte. Finiva con lui una forma particolare di comunismo che si basava sul potere di qualcuno che si poteva definire più che un dittatore un satrapo che aveva appoggiato il suo potere dispotico su un odio nazionalistico (volutamente malcelato) nei confronti della Grande Madre URSS.

Il film di Puiu si interroga su cosa sia ora la Romania e lo fa attraverso quella straordinaria cartina al tornasole che è la famiglia, aiutato in questo da una tradizione locale che vuole che quaranta giorni dopo la cerimonia funebre familiari ed amici del defunto si riuniscano per commemorarlo. Per traslato sono il Conducator Ceausescu e il suo regime ad assumere il ruolo del convitato di pietra in questo microcosmo in cui domina la menzogna (quella del Padre e anche quelle di una parte di coloro che gli sono sopravvissuti).

C'è chi mente a se stesso pretendendo di vedere complotti ovunque (talvolta a ragione ma spesso negando qualsiasi possibilità di una ricerca della verità 'vera'). C'è chi si è ancorata a un passato che vuole continuare a ritenere glorioso e ha chiuso gli occhi dinanzi alla realtà. C'è chi le si oppone ma resta nelle panie di un presente che non è poi così radioso. Ma soprattutto c'è chi ha fatto della menzogna il proprio modo di essere quasi finendo con il credere che corrisponda al vero. C'è poi chi, come la moglie di Lary, crede di poter sfuggire a tutto ciò rifugiandosi nel consumismo ma la realtà finirà con il presentare il conto anche a lei.

In un film tutto racchiuso nelle pareti domestiche, tranne due scene girate in esterno una delle quali in apertura, Puiu si dichiara fin da subito, grazie ai movimenti della macchina da presa, come colui che spia e ci fa spiare uno spaccato di società su cui lascia a noi di esprimere un giudizio. Ci chiede cioè se la negazione sistematica della realtà imposta da un regime ormai relegabile nel passato abbia avuto così tanta forza da protrarre la sua influenza sul presente oppure se l'oggi non sia stato capace di produrre validi anticorpi accontentandosi della morte del Padre della Patria come se ciò fosse sufficiente. Chi poi volesse anche interrogarsi sul senso del titolo del film è bene che sappia che oltre sulla vaga reminiscenza western Puiu puntava soprattutto su un titolo che non potesse essere cambiato all'estero.

SIERANEVADA
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 26 giugno 2017
vanessa zarastro

Sieranevada è un film estenuante per la sua lunghezza, soffocante nel suo essere così claustrofobico, irritante per il peso delle situazioni famigliari, ma molto bello. La sua durata, infatti, è di quasi tre ore (173 minuti) girate con pochissimi piani sequenza. In effetti, una mezz’ora in meno non avrebbe tolto significato al film anzi, lo avrebbe reso ancora più [...] Vai alla recensione »

mercoledì 14 giugno 2017
Flyanto

 Quattro giorni dopo l'attentato a Parigi alla redazione di Charlie Hebdo e 40 giorni dopo la morte del suo capofamiglia, una famiglia si riunisce, secondo la tradizione rumena, al fine di commemorare il defunto. Svariati parenti più o meno stretti si riuniscono alla cerimonia e, nell'attesa che nel frattempo arrivi il sacerdote ortodosso a celebrare il rito di commemorazione ed [...] Vai alla recensione »

mercoledì 21 giugno 2017
FabioFeli

Romania dei nostri giorni. Il piano sequenza iniziale potrebbe essere stato girato in una qualsiasi città italiana, assediata da lavori in corso e parcheggi in doppia fila che bloccano il traffico, tanto che sembra di vedere una brutta copia di un fatiscente quartiere della Roma attuale: Lary (Mimi Branescu), un medico, scende con la compagna dall’auto lasciandola in sosta vietata; [...] Vai alla recensione »

domenica 18 giugno 2017
cardclau

Per fortuna il padre eterno ci ha donato il tempo. Come ha voluto, questo film, dopo un tempo che è sembrato interminabile, è terminato, lasciandoci stremati ma vivi. Una serie di personaggi intrisi di una nevrosi individuale e collettiva, tutti (non se ne salva nessuno) tristi e senza speranza, si agitano su una scena priva di qualsiasi storia sensata.

FOCUS
FOCUS
domenica 11 giugno 2017
Roy Menarini

Un tempo, per ridimensionare un film considerato statico e verboso si diceva: "Troppo teatrale". E i cinefili reagivano spiegando che il problema non sta nel teatro, ma in come si filma uno spazio chiuso.

Ci sono importanti film che si svolgono in due o tre stanze (pensate solo di recente ad Amour di Michael Haneke) e ci sono pellicole che risultano fasulle anche se fanno di tutto per far dimenticare l'origine teatrale - molte trasposizione shakespeariane fallimentari stanno a testimoniarlo.

Magari qualcuno definirebbe spregiativamente teatrale anche Sieranevada, essendo concentrato in un appartamento non troppo spazioso di una media famiglia romena. Del resto, lo stesso regista Cristi Puiu deve essere stato consapevole di questa intima contraddizione del cinema - il sogno del viaggio e dello spazio infinito versus la claustrofobia e gli interni - visto che ha beffardamente intitolato il suo lavoro con un'indicazione geografica di ampio respiro, del tutto irrelata al racconto.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 15 giugno 2017
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Tre ore quasi in unità di tempo luogo e azione, con due brevi uscite, tra sala da pranzo, cucina, camera da letto, studio e corridoio di un famiglia rumena estesa (tre generazioni), riunita a celebrare i 40 giorni dalla morte del padre. Pene, rimorsi, litigi, delusioni, rabbie di ciascuno, l'incrocio di punti di vista politici su terrorismo, comunismo, corruzione, passato e presente del Paese, sono [...] Vai alla recensione »

giovedì 8 giugno 2017
Paolo D'Agostini
La Repubblica

Più spesso figli e nipoti d'arte seguono le orme dei loro predecessori; ma non mancano i casi in cui - invece - adottano stili diversi o addirittura opposti. Pensiamo al debutto nel lungometraggio del trentacinquenne Andrea De Sica, nipote del grande Vittorio. Non che il nonno fosse solo (neo)realismo, questo no (basti pensare a Miracolo a Milano): però difficilmente lo avremmo immaginato alla regia [...] Vai alla recensione »

giovedì 8 giugno 2017
Alessandra Levantesi
La Stampa

In un'auto ingolfata nel traffico di Bucarest, due coniugi battibeccano su inezie varie mentre si recano alla rituale cerimonia di commemorazione del padre di lui, morto da 40 giorni. Sono in ritardo, ma ancora più in ritardo è il pope incaricato della benedizione, cosicché nell'attesa c'è tempo per chiacchiere e recriminazioni fra i numerosi membri del clan confluiti a casa della vedova.

giovedì 8 giugno 2017
Federico Gironi
Il Messaggero

Una veglia funebre. Una famiglia numerosa riunita in un appartamento. Una cinepresa che dal disimpegno osserva, segue, spia; coglie stralci di conversazioni, litigi, ricordi. Nell'era dello storytelling, il rumeno Cristi Puiu lavora solo sul frammento, e sul mistero: qual è la verità sul ritardo del prete che tutti aspettano? Quella sull'era Ceausescu, sull'11 settembre, sulla ragazza straniera che [...] Vai alla recensione »

giovedì 8 giugno 2017
Cristina Piccino
Il Manifesto

Porte che si aprono, porte che si chiudono, il fumo denso di molte sigarette, mettere e togliere i piatti dalla tavola, la frase ripetuta come un mantra di fare piano, di non svegliare la piccolina anche quando i toni diventano cattivi e le parole picchiano come schiaffi. Il nuovo film di Cristi Puiu (rivelato da La morte del signor Lazarescu), tra i migliori cineasti nella nuova generazione del cinema [...] Vai alla recensione »

giovedì 8 giugno 2017
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Sintesi tra Natale o casa Cupiello, Aspettando Godot e Festen, Sieranevada inquadra un interno familiare con pochi, estesi piani sequenza, mantenendo l'unità di tempo e di luogo e chiedendo assai ai suoi strepitosi attori. L'occasione è il funerale del vecchio capofamiglia e la riunione di figli, fratelli, cugini e nipoti attende la benedizione del prete: i piatti si freddano, l'atmosfera si scalda. [...] Vai alla recensione »

giovedì 8 giugno 2017
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Bucarest, gennaio 2015. Lary va a casa della mamma Milika per commemorare, con famigliari e congiunti, il padre, scomparso quaranta giorni prima. Il pranzo, però, viene ritardato da litigi, cerimonie, conversazioni politiche e non, arrivi, partenze. Quasi tre ore di film per raccontare un interno di famiglia, piccolo-borghese, nella Romania post comunista.

NEWS
CANNES FILM FESTIVAL
giovedì 12 maggio 2016
 

Nonostante i 253 minuti di durata e l'ambientazione, un appartamento di 100 metri quadri affollato di personaggi e con un solo bagno, a Bucarest, è stato applaudito Sieranevada, film del romeno Cristi Puiu, in concorso a Cannes.

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