Il mondo magico

Un film di Raffaele Schettino. Con Chiara Travisonni, Alessandra Tavarone, Mara Calcagni, Raffaele Schettino, Gaetano Tavarone.
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Drammatico, durata 81 min. - Italia 2015. - Groucho Cinema uscita giovedì 19 gennaio 2017. MYMONETRO Il mondo magico * * 1/2 - - valutazione media: 2,75 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
2,75/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * - - -
 critican.d.
 pubblico * * * 1/2 -
Una storia di rapporti umani che racconta una vicenda semplice tra magia, musica e passione.
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primo piano
Un'opera ambiziosa che si dipana su più livelli nel tentativo di superare il vizio formale
Olivia Fanfani     * * - - -

Nell'Italia burrascosa della seconda guerra mondiale, il giovane Gianni viene chiamato alle armi nella campagna di Russia.  Convinto dell'abominio verso cui conduce la guerra, sceglierà ben presto di disertare per fuggire tra le foreste gelate dei paesaggi settentrionali, fino a venir accolto da una famiglia di Piadena. Qui, rinvigorito dalle cure dell'amabile Teresa, promette di sposarla. Il 1943 è però l'anno dell'armistizio, che rimette in discussione la loro vita insieme, e tutte le decisioni prese durante il conflitto sembrano avere meno importanza quando il giovane, tornato nel paesino natale in Irpinia, ritrova il primo amore, Tina, con cui senza troppi rimorsi mette su famiglia. Teresa, senza pace per l'amore perduto, si reca in paese dove scopre il tradimento dell'amato e in preda a una rabbia ancestrale ricorre ad una maledizione che condanna il povero Gianni a una vita di sciagure.
 Con ritmi dilatati e una struttura narrativa frammentaria, l'esordio alla regia di Raffaele Schettino è opera ambiziosa. Il richiamo a un'esistenza rurale, con la spiritualità che assume la forma di una condizione necessaria per l'uomo, prende corpo nella musica e nei canti tradizionali che appaiono come elementi essenziali a scandire i cambiamenti radicali della società postbellica, oggi così lontana da noi ormai dimentichi delle atrocità raccontate dai nonni e dalle sempre più rare testimonianze.   In questo senso, la scelta di portare in scena gli abitanti dei luoghi in cui è ambientata la storia regala spaccati di vita immediati e livelli di spontaneità tali da essere riconducibili al cinema nato in quel periodo storico preciso, in cui l'esigenza di raccontare, di non dimenticare l'orrore, superava il vizio formale. 
L'operazione risulta, però, in ultima istanza, la ricerca costante di un effetto di realtà che non sfrutta al massimo le caratteristiche del mezzo cinematografico. Fatta eccezione per un prologo che recupera filmati di repertorio realizzati durante la guerra, la claudicante regia perde la struttura narrativa dietro un montaggio frammentario e una fotografia cromaticamente piatta (se si esclude l'uso del bianco e nero). La scelta di Schettino di rivolgersi a tre direttori della fotografia - a seconda delle zone in cui sono state realizzate le riprese - penalizza la comprensione dell'andamento del racconto che non segue la normale successione degli eventi, giocando con l'intervallarsi di accadimenti in cui luoghi e tempi s'invertono, mescolandosi e finendo per spaesare e confondere i vari livelli su cui si dipana la storia. Il fil-rouge che unisce luoghi e persone, la guerra e le conseguenze di un amore, sono frammenti di un dialogo con lo spettatore in cui la vera e propria carenza è riconducibile alla mancata specificità dei luoghi narrati, alle sequenze che, pur evitando il cliché territoriale, non mostrano mai raccordi significativi che diano all'azione la misura spazio temporale in cui si svolge.  
In un viaggio che tocca Lombardia, Umbria e Campania è comunque degna di merito la certosina ricostruzione iconografica: costumi e scenografie originali contribuiscono a proiettare in un passato ormai remoto con quello spirito tutto italiano per cui l'improvvisazione vinceva sul canovaccio, e la vita sulla mise en scène.

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Storia sviluppata con ritmo e sapienza

sabato 7 gennaio 2017 di il greco

Ho avuto l'occasione di vedere il film in occasione dell'anteprima "tecnica" ad ottobre al Politeama di Terni: mi sono incuriosito vedendo la locandina, ho visto che ha vinto dei premi e ho letto la trama e critiche sul web e così ho deciso di andarlo a vedere. Non me ne sono pentito, anzi, andrò a rivederlo a fine Gennaio. La storia è molto complessa e stimolante, sviluppata su diversi piani narrativi e flashback, e ti tiene attaccato alla poltrona tutto continua »

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Tra soria, cultura orale e antropologia...

lunedì 23 gennaio 2017 di Luisa

 Visto sabato 21 al Nuovo (e riaperto) spazio del Cinema Aquila a Roma. Non è facile affrontare in un unico film tematiche antropologiche, storiche e attinenti alla narrazione orale ma Raffaele Schettino ci riesce benissimo! Quel 'mondo magico' arriva allo spettatore nella sua essenza e funzione, non come superstizione o folklore...i canti che narrano le vicende affrontate nel film sono accuratamente scelti e interpretati in modo eccezionale da Mara Calcagni, attrice e interprete continua »

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Ogni buona storia deve essere raccontata

sabato 7 gennaio 2017 di Mich61

 Visto il 20 ottobre al Cinema Nuovo di Lioni in occasione dell'anteprima tecnica, un film che consiglio per diversi motivi:  la storia che racconta, la difesa del diritto al lavoro, la storia e' ambientata alla fine della seconda guerra mondiale ma, purtroppo il tema e' attualissimo,  gli attori, bravi, non professionisti, reclutati direttamente nei luoghi dove il film e' stato girato,  belli i costumi e i luoghi che,  per quelli che conosco, sono come continua »

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Molto interessante

sabato 7 gennaio 2017 di Karl1978

Ho avuto modo di vedere interamente il film quando è stato proiettato in anteprima a Terni, alla fine dell'ottobre 2015, incuriosita dai racconti di un concittadino che aveva assistito ad alcune scene del film. Tuttavia, essendo il primo film del regista, non mi aspettavo un risultato così completo. Il filo rosso che tiene unite tutte le parti del film è la storia comune e drammatica del secondo dopo guerra riassunta dall'esperienza del protagonista. Dal nord al sud d'Italia, passando appunto per continua »

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Le due fidanzate del disertore

di Massimo Bertarelli Il Giornale

Bizzarra, curiosa favola nell'Italia della seconda guerra mondiale. Il fante Gianni diserta durante la campagna di Russia e dopo un lungo cammino trova rifugio da una famiglia di Piadena, nel Cremonese. Giura a Teresa che la sposerà, ma dopo l'8 settembre torna nella sua Frigento, in Irpinia e riabbraccia Tina, l'amore di gioventù. E intanto si rifa viva la promessa, e mancata, sposa. Peggio per lui. Un racconto a flashback, semplice e delicato, con bei costumi e splendidi colori. Da Il Giornal »

di Eugenia Neri Nocturno

Inizia con filmati originali dell'epoca l'opera prima di Raffaele Schettino Il Mondo magico, durante i quali partono i canti della tradizione orale che ci accompagneranno per tutto il film. Schettino ci comunica che si tratta di una storia vera, ambientata negli anni della Seconda guerra mondiale e in quelli, difficili, del Dopoguerra. L'ambientazione è rurale e attraversa il Bel Paese toccando tre regioni specifiche, Lombardia, Campania ed Umbria. La storia è quella di Giacomo Ciampi, che nel film si chiama Gianni, soldato italiano che dopo il rientro dalla campagna di Russia, sperimentati gli orrori della guerra, decide di disertare. »

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