Banana

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Un film di Andrea Jublin. Con Marco Todisco, Beatrice Modica, Ascanio Balbo, Anna Bonaiuto, Giorgio Colangeli.
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Commedia, Ratings: Kids+13, durata 90 min. - Italia 2015. - Good Films uscita giovedì 15 gennaio 2015. MYMONETRO Banana * * * - - valutazione media: 3,29 su 15 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,29/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * 1/2 -
 critica * * 1/2 - -
 pubblico * * * - -
   
   
   
Il film è diretto dall'esordiente Andrea Jublin, reduce dalla nomination agli Oscar per il suo corto Il supplente, anch'esso ambientato nel mondo della scuola.
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primo piano
Una commedia dolorosissima, un excursus amaro e tragicomico nell'Italia di oggi
Paola Casella     * * * 1/2 -

Giovanni ha 14 anni ed è innamorato di Jessica, compagna di classe in odore di bocciatura. Nel ruolo di portiere della squadretta della scuola si è guadagnato il soprannome di Banana, per quel destro incapace di tirare in porta e forse anche per la mania di indossare dentro e fuori dal campetto la maglia gialloverde del Brasile. Perché per Banana la vita va vissuta "alla brasiliana", ovvero con coraggio, determinazione, volontà di rischiare. Peccato che Banana si muova nell'Italia di oggi, in cui tutti hanno paura di sognare: compresi i genitori del ragazzo, che ormai non comunicano più, e la sorella Emma, bilaureata disposta a rinunciare ad un futuro di ricercatrice e all'uomo che ama, e che lei definisce un "fallito bipolare" perché lui non ci sta ad abbandonare i suoi principi.
Anche gli insegnanti di Banana sono rinunciatari e depressi, in primis una prof di italiano, la temutissima Colonna, che è anche la depositaria del futuro accademico di Jessica, cui Banana tiene al punto da offrirsi come volontario per un ciclo intensivo di ripetizioni. Come il ragazzo invisibile di Salvatores, Banana è un supereroe all'italiana, pronto a combattere contro ostacoli insuperabili perché da grandi poteri (nel suo caso di coerenza etica) derivano grandi responsabilità.
Banana è il lungometraggio di esordio del quarantenne Andrea Jublin, reduce dalla nomination agli Oscar per il suo corto Il supplente, anch'esso ambientato nel mondo della scuola. È una commedia dolorosissima, un excursus amaro e tragicomico nell'Italia di oggi, con punte di cattiveria degne della tradizione monicelliana ma con una forma filmica più debitrice del cinema per ragazzi d'oltralpe. L'originalità profonda di Banana sta, fra le altre cose, nel dipingere una contemporaneità in cui gli uomini sono irriducibilmente romantici e le donne involontariamente ridotte ad un cinismo che non fa parte della loro natura, ma è il risultato devastante del condizionamento socioeconomico e subculturale dell'Italia di oggi.
Nel panorama cinematografico italiano contemporaneo Banana è davvero un'anomalia, e questa è la sua forza, anche se, per un racconto che mette al centro la purezza d'animo del protagonista e la sua visione candida (nel senso di Candide) del mondo, certi dialoghi e certe svolte narrative denotano un tocco di furbizia che l'intervento di un produttore accorto avrebbe dovuto smorzare. Anche la confezione apparentemente naif è contraddetta dal team di professionalità affermate che affianca Jublin nella sua veste di regista e sceneggiatore: Gherardo Gossi alla fotografia, Esmeralda Calabria al montaggio, Nicola Piovani alle musiche, Ginevra Elkann e Luigi Musini alla produzione.
Quel che allontana Banana dal sospetto di "conventicola", come direbbe Virzì, è lo spirito profondamente e genuinamente anarchico di Jublin, già evidente ne Il supplente, che lo rende mina vagante e scheggia impazzita. Dunque anche certi dialoghi da corso di sceneggiatura rivelano sprazzi di genuina crudeltà, ai congiuntivi appiattiti "ad arte" si alternano espressioni colloquiali esilaranti, ai sermoni edificanti sui buoni sentimenti fanno da correttivo le acidissime viperate della Colonna, interpretata da una Anna Bonaiuto che giganteggia su un film in cui tutti gli interpreti sono capaci (e ben guidati dal regista): fra gli altri spiccano Beatrice Modica nel ruolo di Jessica, bella di periferia senza speranza e senza redenzione, e lo stesso Jublin nel ruolo di Gianni, il grande amore di Emma, deviante irriducibile dalla fisicità ingombrante che sarebbe piaciuta a Lucien Freud.
"Ma tu ce la fai a continuare?" è la domanda che si pongono i personaggi di Banana. E intendono: a continuare in questa Italia qui, che ammazza le speranze e qualunque traccia di "filosofia brasiliana". Auguriamo a Jublin di continuare a sgomitare nel nostro cinema ristretto e autocensorio tirando fuori sempre di più la sua verve iconoclastica, e lasciandosi bacchettare, quando serve, da un produttore che lo tenga al di qua di qualsiasi tentazione di autocompiacimento.

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Premi e nomination Banana

premi
nomination
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Banana l'agrodolce

venerdì 29 maggio 2015 di Eugenio

Ci sono film che anche se non hollywoodiani dal cast stellare, colpiscono per l’immediatezza e maturità. Ci sono film che partendo da budget ridotti, evidenziano in modo ironico la società di oggi dal punto di vista (solo apparentemente basso) di ragazzini. Ci sono film, infine, per i quali più che la storia in sé contano le emozioni, quelle che ogni spettatore al cinema cerca, quelle per cui uno spettacolo val la pena di essere visto malgrado sia proiettato in continua »

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Intelligente

martedì 30 giugno 2015 di Liuk!

Commedia agrodolce caratterizzata da un personaggio apparentemente semplice ma altresì molto profondo: il Banana è un bambino positivo inserito nello squallore morale della periferia romana. Complessivamente un buon prodotto indipendente. Ne consiglio la visione. continua »

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Banana un film infelice.

martedì 20 gennaio 2015 di lollolello3397

Molti potrebbero pensare che "banana" possa essere il solito film che tratta il tema dell'adolescenza in maniera banale e ripetitiva. A mio parere, anche se ci sarebbero tutti i presupposti per poterlo credere, non è così. Inzialmente tutto fa pensare il contrario, abbiamo il solito ragazzo inammorato della solita ragazza con i soliti problemi con la scuola, con se stessa e con un mondo. Un mondo che viene visto da lei, come dagli altri personaggi, in maniera del tutto continua »

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Banana il rinunciatario

lunedì 19 gennaio 2015 di mauro

Troopo semplice fare una lettura eroica del personaggio e dell'opera. Banana è esso stesso un rinunciatario, perchè rinuncia a prendere coscienza delle proprie qualità e dei propri limiti, e quindi a vivere veramente dentro le proprie possibilità: lanciarsi a caso senza avere ponderato le proprie azioni, non significa essere degli eroi, significa essere dei cretini. In fin dei conti non è meglio di tanti altri, ha sogni diversi e decisamente un modo molto singolare continua »

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DVD | Banana

Uscita in DVD

Disponibile on line da martedì 23 giugno 2015

Cover Dvd Banana A partire da martedì 23 giugno 2015 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Banana di Andrea Jublin con Ascanio Balbo, Anna Bonaiuto, Giorgio Colangeli, Camilla Filippi. Distribuito da Cecchi Gori Home Video. Su internet Banana (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS.

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Banana, piccolo grande Don Chisciotte

di Alessandra Levantesi La Stampa

Ecco un esordio che, pur con le sue fragilità, si segnala per l'originalità di spunto, la freschezza di dialogo e l'accattivante personalità del protagonista (deliziosamente incarnato dall'inedito Marco Todisco). Definito dal regista Andrea Jublin «un piccolo Don Chisciotte della periferia», Banana è in effetti un idealista in lotta contro la mentalità del «catenaccio». Anche se il fatto di essere tondetto e di avere il piede a «banana» gli impedisce di essere un valido calciatore, il ragazzino è convinto che, sul campo da gioco come nella vita, si può aspirare alla felicità del gol (o al gol della felicità), gettandosi con slancio spericolato nella mischia. »

Quante risate alla brasiliana

di Maurizio Acerbi Il Giornale

«Banana» come viene, con cattiveria, soprannominato il ragazzino protagonista, crede che la felicità passi solo ed unicamente nello sposare lo stile filosofico «brasiliano» fatto di fantasia, coraggio e cuore. Si innamora di una compagna che, però, lo sfrutta per ottenere un buon voto in Italiano, materia insegnata da una prof ormai disillusa. Che bella sorpresa questa commedia che fa ridere e, nel contempo, riflettere molto di più di altri costosi e incensati film. Da Il Giornale, 15 gennaio »

Jublin e i dolori del giovane Banana

di Francesco Alò Il Messaggero

L'adolescente corpulento "Banana" ama il calcio brasiliano tanto da eleggerlo a filosofia di vita. Quindi gioca all'attacco anche se lo mettono in porta (ma calcia storto: ha il piede "a banana") e corteggia la più carina della scuola senza speranze. Intorno a lui genitori stanchi, insegnanti nichilisti, sorelle depresse, palazzoni di periferia. Ma "Banana" Bandini (cognome da eroe di John Fante) non ci sta. Il film di Jublin è come il suo protagonista: sconcertante. Specie secondo i canoni del trito cinema giovanilista italiano. »

Un piede a banana e il sogno (di tutti): conquistare il Brasile

di Federico Pontiggia Il Fatto Quotidiano

No, gioiellino non è un termine desueto. Capita, talvolta, di ritrovarlo in sala: Banana, scritto e diretto dal torinese Andrea Jublin, classe 1970, già candidato all'Oscar per il bel corto il supplente. Protagonista è un l4enne (Marco Todisco, wow) buffo, sensibile e, appunto, col piede a banana, che sogna il Brasile e una vita all'attacco. Problema, i genitori sono rassegnati, la sorella Emma (Camilla Filippi, deliziosa) è a rischio catenaccio, la professoressa Colonna (Anna Bonaiuto, che classe) beffarda e Jessica, la compagna di classe di cui è perdutamente innamorato, non lo ricambia: che fare? Su spartito tragicomico, Jublin riesce a comporre un samba di formazione inconsueto per il nostro cinema, soprattutto negli esiti felici: mutatis mutandis, Banana è quel che avrebbe voluto essere l'Intrepido di Amelio, forse pure il ragazzo invisibile di Salvatores. »

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