Una volta nella vita

Film 2014 | Drammatico +13 105 min.

Titolo originaleLes héritiers
Anno2014
GenereDrammatico
ProduzioneFrancia
Durata105 minuti
Regia diMarie-Castille Mention-Schaar
AttoriAriane Ascaride, Ahmed Dramé, Noémie Merlant, Geneviève Mnich, Stéphane Bak Wendy Nieto, Aïmen Derriachi, Mohamed Seddiki, Naomi Amarger, Alicia Dadoun, Adrien Hurdubae, Raky Sall, Amine Lansar, Koro Drame´, Xavier Maly.
Uscitamercoledì 27 gennaio 2016
TagDa vedere 2014
DistribuzioneParthénos
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,18 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Marie-Castille Mention-Schaar. Un film Da vedere 2014 con Ariane Ascaride, Ahmed Dramé, Noémie Merlant, Geneviève Mnich, Stéphane Bak. Cast completo Titolo originale: Les héritiers. Genere Drammatico - Francia, 2014, durata 105 minuti. Uscita cinema mercoledì 27 gennaio 2016 distribuito da Parthénos. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,18 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una storia ambientata in un liceo, dove gli adolescenti impareranno ad affrontare la vita mettendo alla prova i propri limiti. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Cesar.

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Consigliato sì!
3,18/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,20
PUBBLICO 3,33
CONSIGLIATO SÌ
Un film più che riuscito su come dovrebbe essere la scuola: luogo della trasmissione del saper imparare.
Recensione di Marianna Cappi
giovedì 21 gennaio 2016
Recensione di Marianna Cappi
giovedì 21 gennaio 2016

Nella banlieu di Créteil, a sud-est di Parigi, il crogiolo di etnie e differenti confessioni religiose ha numeri ben sopra la media. Al liceo Léon Blum, in particolare, c'è una classe multiculturale litigiosa e indisciplinata che crea problemi al preside e al corpo docente. Solo la professoressa di storia, Anne Gueguen, pare essere in grado di farsi ascoltare da quei ragazzi. Non solo: contro il parere di tutti, inizialmente scoraggiata dagli studenti stessi, la Gueguen sceglie proprio la seconda esplosiva, anziché la gemella "europea" e più disciplinata, per partecipare al concorso nazionale della Resistenza e della Deportazione (CNRD) indetto dal Ministero della Pubblica Istruzione. L'incontro con la memoria della Shoah avrà un impatto indelebile sulla vita e sul comportamento dei ragazzi della banlieu.
Fuor di finzione, l'esperienza reale del concorso letterario è stata di grande stimolo per il giovane Ahmed Dramé, che ha contattato la regista Marie-Castille Mention-Schaar e rievocato con lei quell'anno di liceo, e fornendole la base di partenza per questo film: una sorta di fratellino ingenuo ma felice de La Classe di Cantet, cui deve molta ispirazione, pur non eguagliandone la statura cinematografica.
Là, si trattava soprattutto di una guerra di parole: una lotta dura per avere l'ultima, e la presunta verità, tra arroganza e potere. Qui, quello che la professoressa insegna con successo è l'esatto contrario: il dovere, prima, di trovare le proprie parole, e di non cadere nella trappola terribile del silenzio-assenso, e poi di fermare quelle stesse parole, non solo quelle irrispettose e inaccettabili, ma tutte, e di opporre loro un silenzioso rispetto. Quando, nel museo dell'Olocausto, sono le ragazzine stesse a dire con un fil di voce che hanno deciso di trattenersi, che l'altro impegno è rimandabile mentre questo no, il film è arrivato a segno, nella sua vocazione didattica e non solo.
Appesantito inizialmente da un prologo a tesi sul muro contro muro tra la legge francese e l'identità culturale in materia di velo sul capo delle donne, con il tramite tenero e serio allo stesso tempo di una grande attrice, Ariane Ascaride, Una volta nella vita diventa in corso d'opera un film più che riuscito, anche perché perfettamente adeguato alle ambizioni di partenza. C'è un momento preciso che decreta la vittoria del film sul rischio di scivolare nel cliché, ed è il momento in cui l'ex deportato Léon Ziguel parla al gruppo di attori e comparse, tutti studenti. In quel momento, girato per forza di cose in un'unica ripresa, la finzione che struttura il film e la realtà storica che lo sostanzia raggiungono la simbiosi e la classe si apre ad annettere il pubblico tutto, in sala o altrove.
La scuola, origine e destinatario ideale di questo lavoro, è ritratta, con ottimismo e speranza, come il luogo possibile della trasmissione, non solo del sapere, ma ancor più del saper imparare.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 1 febbraio 2016
letizia

Film molto interessante,agile,che mostra come la passione di una prof.capace di dare fiducia ai suoi alunni disastrati, riesca a vincere l'apatia,il disinteresse,la conflittualita',l'in dividualismo di questa terribile seconda superiore della periferia parigina. L'esistenza di classi cosi' problematiche è purtroppo reale in certe periferie degradate di metropoli;conosco persone che hanno abbandonato [...] Vai alla recensione »

martedì 2 febbraio 2016
Flyanto

Tratto da un fatto realmente accaduto "Una Volta nella Vita" presenta come in una scuola francese situata nella periferia di Parigi sono stati  insegnati e conseguentemente appresi gli avvenimenti della Shoah. Grazie ad una professoressa (Ariane Ascaride) dotata di molta buona volontà e di ottimi propositi, una classe di una scuola superiore composta da ragazzi appartenenti [...] Vai alla recensione »

venerdì 25 novembre 2016
Riccardo Tavani

Liceo Léon Blumdi Créteil, città nella banlieue sud-est di Parigi. Una goccia d’Europa, ma una goccia che riflette tutto l’immenso cielo sopra di essa.   “L’Europa si presenta a noi con due volti. Uno, quello della discarica dei più complicati problemi dell’epoca, quali l’immigrazione.

martedì 26 gennaio 2016
Eugenio

Sera di martedì 26 gennaio 2016, ore 21:20. Il film "Una volta nella vita" di Marie-Castille Mention-Schaar è programmato dalla distribuzione per uscire il 27 gennaio. Quindi non è ancora nelle sale. Con quale criterio qualcuno del potenziale pubblico già, da oggi, ha espresso il dissenso/assenso con la recensione/presentazione del film in questo sito?

domenica 7 febbraio 2016
pablasono

ottimo film,da vedere e consigliare

mercoledì 3 febbraio 2016
francesca50

Il film è bem condotto, anche se il tema tratttato, quello dell'insegnante appassionato che recupera la classe, è stato già raccontato e riraccontato. Viene la snoah ad essere resa in modo didascalico come una lezione di storia. In questo senso il film è interessante perché molto documentaristico. Per il resto possiamo dire che i ragazzi presi dalla strada esprimono [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

Una seconda classe del liceo "Léon Blum" di Créteil è ritenuta senza speranza: meticcia, agitata, rissosa, piena di ragazzi arroganti quanto insicuri, va alla deriva nell'indifferenza di tutti. Finché la prof di storia, non propone di partecipare al Concorso nazionale della Resistenza e della Deportazione. L'adesione è volontaria, il tema difficile - "I bambini e gli adolescenti ebrei nel sistema concentraz [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

In francese si chiama Les héritiers, "Gli eredi". In Italia è diventato Una volta nella vita, parafrasando una delle frasi di Lèon Blum citate nei dialoghi (a Lèon Blum, politico francese, presidente del consiglio durante il Fronte Popolare del 1936, critico letterario, deportato in Germania durante la Repubblica di Vichy, è anche dedicato il vero liceo della turbolenta Créteil, banlieue parigina, [...] Vai alla recensione »

Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Talvolta i miracoli si avverano. A testimoniarlo è una problematica classe liceale di Créteil, nella banlieue sud-est di Parigi. Avversi a ogni modello disciplinare, gli studenti rappresentano il meglio/peggio dell'odierna mescolanza di etnie, religiosi, appartenenze socio-culturali. L'insegnante Anne Gueguen (Ascaride) sceglie questa classe per partecipare a un concorso nazionale: si tratta di elaborare [...] Vai alla recensione »

Fulvia Caprara
La Stampa

Nella classe turbolenta del Liceo «Léon Blum» di Créteil (banlieu a Sud-Est di Parigi) la professoressa Anne Gueguen (Ariane Ascaride) impone il silenzio con il piglio di un generale di corpo d'armata. La battaglia si annuncia dura, da una parte la sua voglia di esercitare il compito cruciale dell'insegnamento, dall'altra le tensioni infuocate che dividono ragazzi di diverse etnie, classi sociali e [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Ancora un film sull'Olocausto, di certo nobile nei propositi, ma esageratamente retorico. A Créteil, nell'estrema periferia parigina, una coraggiosa prof di Storia riesce, quasi miracolosamente, a svegliare le coscienze di una classe di sbandati. Come? Facendo partecipare i suoi ragazzi, di molteplici etnie, a un concorso per le scuole dedicato alla deportazione nei lager.

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