Pelo Malo

Un film di Mariana Rondón. Con Samuel Lange Zambrano, Samantha Castillo, Beto Benites, Nelly Ramos, Maria Emilia Sulbara´n.
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Drammatico, durata 93 min. - Venezuela 2013. - Cineclub Internazionale uscita giovedì 30 ottobre 2014. MYMONETRO Pelo Malo * * * 1/2 - valutazione media: 3,72 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,72/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * 1/2 -
 critica * * * * -
 pubblico * * * 1/2 -
   
   
   
L'intima scoperta di sé nella Caracas scalcinata dei condomini popolari, dell'intolleranza, dell'isolamento.
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primo piano
Una storia che si impone per la forza intrinseca dei sentimenti messi in scena
Marzia Gandolfi     * * * 1/2 -

Junior ha nove anni, un fratellino e una madre vedova con cui vive una relazione conflittuale nella periferia di Caracas. Disoccupata e alla disperata ricerca di un lavoro, Marta adora il figlio minore ed è ostile al maggiore, che pensa addirittura di 'affidare' alla suocera. Junior però non si arrende e insegue ostinato il suo desiderio di farsi amare e accettare da quella madre che non tollera la sua passione per la musica pop e la sua fissazione per i capelli lisci. Riccio e scapigliato, Junior vorrebbe stirarsi i capelli e vestirsi da cantante per fare bella figura nella foto scolastica. Frustrato dall'animosità della donna, frequenta una vicina di casa di pochi anni e grandi sogni e Mario, il ragazzo dei fiammiferi dai grandi occhi neri. Creduto per questo omosessuale, Junior cederà all'abuso (di potere) della madre, rinunciando in un gesto solo alla sua individualità.
I capelli di Junior sono gomitoli di sogni, garbugli, traiettorie imprevedibili con cui titola e in cui si caccia il film di Mariana Rondón, regista, produttrice e artista venezuelana. Pelo malo è il capello cattivo, la traccia meticcia che tradisce l'appartenenza a un'etnia di pelle scura. E nero è il padre defunto di Junior, che da lui ha ereditato porosità, crespezza e grossezza. La trama della sua capigliatura svolge però altri sviluppi, perché Junior è altro da quel genitore morto ammazzato dai colpi di pistola che esplodono nei barrios di Caracas. Una metropoli infernale e tentacolare, in cui si muovono sei milioni di abitanti e in cui si prega o ci si taglia i capelli davanti al Miraflores, compartecipi alla malattia del (fu) presidente Hugo Chávez. Junior è solidale soltanto con la sua mamma, che spia dal letto e che ammira orgoglioso nella divisa da vigilante. Da che si ricordi ha dichiarato guerra ai suoi capelli seguendo percorsi inafferrabili secondo la logica degli adulti e di quella madre piegata dalla vita e indispettita dalla 'frivolezza' del figlio.
Così mentre Junior sogna la 'messa in piega', Marta lo mette in riga, frustrando il suo bisogno di nutrimento, quello reale (si ostina a non preparargli le banane fritte) e quello ideale (si sottrae ai suoi abbracci). Il forte desiderio di una figura di attaccamento spinge il piccolo protagonista a seguire e ad inseguirla comunque, in movimenti fatti di continue deviazioni, di scarti, di bivi, di biforcazioni, di abbandoni. Che vada a cercare un lavoro, che lo conduca a una celebrazione lavorativa o che lo lasci in consegna a una vicina, Marta vive sbandando, va avanti e poi torna sui suoi passi, gira su stessa e non lascia mai prevedere al figlio la direzione che sta per prendere. Mariana Rondón è brava nel dire e nel rappresentare un disagio emotivo che disorienta anche lo spettatore, precipitato in uno scenario sociale e architettonico lambito dalla violenza. Violenza che non vediamo ma avvertiamo innescata nel fuori campo e attiva nei dialoghi di due bambini, di cui (dis)orienta i sogni e induce il bisogno di diventare un cantante pop o una reginetta di bellezza.
Pelo Malo è una storia che si impone per la forza intrinseca dei sentimenti messi in scena con un montaggio secco, luci scartavetrate, regia partecipa ma poco disposta ai sentimentalismi della tv del dolore. Un film crudele sull'impossibilità dell'amore tra una madre e un figlio. Il finale, in questo quadro, arriva improvviso e 'tagliente', estinguendo lo sguardo del cuore. Solo davanti allo specchio e in un suo privato immaginario, Junior rivela qualcosa di sé, qualcosa che la madre non comprende, qualcosa che non è necessario comprendere ma che basterebbe amare.

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No te quiero – yo tampoco

domenica 16 novembre 2014 di Zarar

La regista Mariana Rondòn ambienta in una squallida periferia-alveare di una Caracas intasata, straripante di movimento, colore, flusso continuo di un’umanità che scorre senza guardarsi e senza parlarsi, la piccola storia della difficile convivenza di una giovane madre vedova, Marta,  e del suo figlio Junior, di nove anni. Difficoltà economiche, ignoranza, disperata ricerca di un lavoro, un clima di violenza incombente, dove indossare  una divisa è  continua »

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Il ragazzo dai capelli strani

di Federico Pontiggia Il Fatto Quotidiano

L'amica: "Non è meglio se ti vesti da militare?" Junior: "Perché?" Lei: "Affinché tua mamma ti voglia bene" Lui: "Vado da mia nonna a farmi lisciare i capelli". Quattro battute per un film, e che film: Pelo Malo ("Brutti capelli"), diretto dalla venezuelana Mariana Rondòn, nelle nostre sale con la piccola e benemerita distribuzione Cineclub Internazionale. Protagonista Junior (Samuel Lange, super), nove anni, orfano di padre, capelli ribelli, ovvero ricci, riccissimi. Ebbene, quel che Wallace avrebbe definito "il ragazzo dai capelli strani" ha un problema tricotico-esistenziale: i capelli li vuole stirare, li vuole lisci, come un cantante pop che si rispetti. »

Storia di Junior e dei suoi ricci non addomesticabili

di Roberto Nepoti La Repubblica

Presentato a molti festival, e pluripremiato, arriva un piccolo film venezuelano di molti meriti. In un barrio di Caracas vive, con la madre single e il fratellino, Junior: bel bambino di nove anni dai tratti delicati ma ossessionato da un capigliatura crespa (come quella del padre) e ribelle. Il ragazzo la odia e cerca con ogni mezzo di "addomesticarla". Frattanto sogna di diventare cantante, balla con la nonna, guarda i concorsi di bellezza e gioca alle bambole con una piccola amica. Irritando assai mamma Marta, che vede nei suoi comportamenti i prodromi dell'omosessualità. »

Dal Venezuela di Chavez un film tenero e disperato

di Francesco Alò Il Messaggero

Rosso Malpelo aveva il problema del colore. Junior della lunghezza. E non solo: la mamma è convinta che quei capelli siano troppo lunghi perché lui è sicuramente gay, ma non in chiave paternalista e politicamente corretta come nell'esilarante commedia francese Tutto sua madre, bensì in una forma paranoica e punitiva che ricorda di più Carrie sguardo di Satana. In un Venezuela in cui tutti si radono i capelli a zero per solidarietà nei confronti del presidente Chavez in chemioterapia, Pelo malo è un gran film che racconta una piccola storia di conflitto dentro palazzoni fatiscenti tra un adorabile, e bellissimo, bambino e una madre single rabbiosa e ignorante (ha perso il lavoro per uno scatto di rabbia). »

Junior alla ricerca della felicità

di Silvana Silvestri Il Manifesto

Vincitore della Concha de oro di San Sebastian 2013 e di altri prestigiosi premi (come la migliore sceneggiatura a Mar del Plata), Pelo Malo di Mariana Rondon ha appena ricevuto anche la segnalazione del Sindacato critici italiani. Limpido, essenziale, struggente nel profondo ma senza cedimenti e senza allinearsi alla lunga e facile sede di bambini delle classi sottoproletarie nel cinema che affollano i festival da ogni parte del mondo, procede con andamento dolce per colpire meglio. Si ritaglia nel caos di Caracas, nel flusso costante del traffico, tra le strutture geometriche della città, il rapporto conflittuale tra madre e figlio. »

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