L'amore dura tre anni

Un film di Frédéric Beigbeder. Con Gaspard Proust, Louise Bourgoin, Frédérique Bel, Joey Starr, Jonathan Lambert.
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Titolo originale L'amour dure trois ans. Commedia, durata 98 min. - Francia 2011. - Moviemax uscita mercoledì 27 giugno 2012. MYMONETRO L'amore dura tre anni * * 1/2 - - valutazione media: 2,70 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato nì!
2,70/5
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
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Sophisticated comedy che rievoca lo splendore del tocco truffautiano
Marzia Gandolfi     * * * - -

Marc Marronnier ha trent'anni, una moglie e due lavori. Critico letterario di giorno e cronista mondano di notte, divorzia dopo tre anni per un sms di troppo. Se la moglie gli preferisce uno scrittore di successo, Marc vuole Alice, avvenente moglie del cugino incontrata al funerale della nonna. Conquistata da Marc sulle note e con le note di Michel Legrand, Alice prova a resistere al corteggiamento dell'uomo che disperato tenta il suicidio e poi scrive un pamphlet sulla caducità dell'amore. Scalate le classifiche dei libri e il cuore di Alice, Marc all'improvviso è il più letto, il più venduto, il più amato. Pubblicato con uno pseudonimo, "L'amore dura tre anni" è inviso ad Alice che non lo ha mai finito, che disprezza l'immaturità del suo autore, che ignora l'identità dell'autore. Identità rivelata presto alla consegna di un prestigioso premio letterario. La rivelazione precipiterà la loro relazione. A Marc la responsabilità di recuperarla e di viverla 'per sempre' felice e contento.
Critico letterario, scrittore, pubblicitario, editore, Frédéric Beigbeder debutta al cinema e aggiunge al suo mestiere e ai suoi mestieri quello del regista. Adattando per lo schermo uno di suoi romanzi più celebri, "L'amore dura tre anni", l'autore francese realizza una sophisticated comedy che in diversi momenti rievoca (intenzionalmente) lo splendore del tocco truffautiano e del non meno celebre Lelouch's's touch. Se del primo rifà il racconto della vita alla maniera di Antoine Doinel (Il ciclo Doinel) e delle donne alla maniera di Bertrand Morane (L'uomo che amava le donne), del secondo rispolvera la vena caustica, ludica e fanciullesca.
Al centro del film omonimo c'è l'alchimia dei rapporti tra le due incognite incarnate da un uomo e una donna. L'orizzonte speculativo di Marc Marronnier è incentrato allora su basi affettive e relazionali, per il protagonista l'amore, al di là della resistenza e nonostante la fugacità, è la causa prima, il principio fondamentale, il bisogno inappagato che muove il mondo e lo innamora come una canzone di Legrand. Perché il libro pubblicato da Marronnier è soltanto una boutade che fa il paio con il cinismo degli infedeli di Jean Dujardin e Gilles Lellouche, a contare è piuttosto la parola, detta, scritta, 'telefonata', cantata, letta, recitata, che si rivela per il regista il luogo di un'invenzione creativa, dove prende forma e si realizza un desiderio.
Beigbeder dimostra familiarità e versatilità rispetto alla parola, un mondo che abita e manipola trovando sviluppi esplosivi, rimandi intertestuali letterari, cinematografici e musicali. L'autore ci parla di una forma letteraria (il romanzo autobiografico) e poi la mette in scena, ci dice ancora del processo che trasforma un'idea in un prodotto cartaceo, immagini mentali che diventano parole e parole scritte che diventano cinema. Eppure in questo universo così compatto e autoreferenziale, insediato da un protagonista al servizio della finzione, è la realtà, figurata dalla bella Alice, a insinuarsi tra le pieghe della storia, è la vita reale a imprimere le svolte decisive al racconto. L'amore di Marc per Alice diventa sempre più evidente e impone al protagonista di cambiare piani esistenziali e teoremi sentimentali.
L'amore dura tre anni rivela l'ecletticità di affabulatore onnivoro del suo autore, che combina dosi e qualità delle arti fino a pervenire a un proprio stile. Fingendo di rovesciare il romanticismo sentimentale, il film apre su una sintesi fatale intorno ai banali inferni di una mediocre vita coniugale, Beigbeder introduce un nuovo amore, un lieto fine e sposta più in là la scadenza temporale. Accendono e consumano la passione Louise Bourgoin e Gaspard Proust, di smagliante bellezza lei, di irresistibile instabilità lui, prossimo nei tratti e nelle ossessioni al Doinel di Jean-Pierre Léaud. Come lui abbandonerà il domicile conjugal, come lui verrà abbandonato da una femme letale che legge Philip Roth ma sposa Marc Levy.

Incassi L'amore dura tre anni
Primo Weekend Italia: € 80.000
Incasso Totale* Italia: € 250.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 22 luglio 2012
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Dell'amore e dintorni

sabato 30 giugno 2012 di donni romani

Avventure e disavventure sentimentali di un trentenne appena divorziato, emozioni in bilico fra cinismo e passione, educazione sentimentale a suon di delusioni e riavvicinamenti, insomma tutto ciò che una commedia francese sa mettere in campo, di buono e non. Marc Marronier, fresco di divorzio  e amareggiato quanto basta dai rapporti con le donne scrive un pamphlet teorizzando che l'amore dura solo tre anni e via andando di luoghi comuni e considerazioni amare sulle donne. Fatalità continua »

Marc Marronnier
"L'amore non dura tre anni, non dura un'ora, non dura nemmeno tre secondi perché, per durare, dovrebbe esistere!"
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Marc Marronnier (Gaspard Proust)
"Ogni uomo dopo i trent'anni, ancora in vita, è un coglione".
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Marc Marronnier
"I messaggi sono una forma di tortura molto raffinata. Un giorno senza risposta, pensi ad una tattica. Due giorni senza risposta, ti offendi. Tre giorni senza risposta... ti innamori"
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Il caso L'amore dura tre anni.

Primi film alla francese

venerdì 29 giugno 2012 - Robert Bernocchi

La scorsa settimana, durante una conferenza che analizzava i dati del cinema italiano nel 2011, Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Raicinema, raccontava la sua preoccupazione per le opere prime e seconde, che tranne rari casi ottengono risultati sconfortanti nelle sale. Secondo Del Brocco, c'è bisogno di nuove forme di sfruttamento per sostenere i giovani autori, che altrimenti rischiano di non trovare finanziamenti per esordire e farsi notare. continua »

   

Amori con scadenza

di Alessandra Levantesi La Stampa

Scrittore, giornalista, pubblicitario, animatore televisivo e ora regista! In patria Frédéric Beigbeder (classe 1965) è figura assai nota ed era ovvio che la sua opera prima ricevesse una certa attenzione dalla stampa, anche se non tutta di segno benevolo. Però l’autorevole Le Monde , definendo «drole», divertente, la commedia, ha dato il suo beneplacito all’operazione e il botteghino è stato buono. Comunque notiamo che, adattando per lo schermo un proprio romanzo del 1997, L’amore dura tre anni (Feltrinelli), il neocineasta ha mantenuto al protagonista, il suo alter ego Marc Marronnier, un irritante carattere di parigino narcisista e radical-chic; ma ha anche cambiato efficacemente alcuni snodi narrativi e operato indovinate scelte di stile, ispirandosi al cinema francese degli Anni ’60. »

Quanti luoghi comuni anche sull'amore che dura solo tre anni

di Roberto Nepoti La Repubblica

Marc, che si guadagna la vita scrivendo, divorzia da Anne. Ormai convinto che l'amore non possa superare la soglia dei tre anni, decide di non impegnare mai più seriamente il proprio muscolo cardiaco. Poi incontra Alice; e si sorprende a constatare che non sempre il limite del titolo è invalicabile. Tutto qui, in questa “rom-com” alla francese tratta da un romanzo di Frédéric Beigbeder e diretta da lui stesso. Per intendersi sul genere, più che muoversi in area Federico Moccia il regista esordiente mira a Woody Allen, tra battute cinico-romantiche e una certa aura modaiola. »

L'amore dura poco ma diverte

di Massimo Bertarelli Il Giornale

Il giovane critico letterario Marc Marronier la notte si trasforma in cronista mondano. Scottato dalla separazione dalla moglie Anne, decide di scrivere un romanzo, L’amore dura tre anni, finché conosce la seducente fotografa Alice. Piacevole commedia sentimentale francese, frizzante e spiritosa, che pur usando un linguaggio a volte ardito, non scivola mai nella volgarità. Una battuta da gotha dell’umorismo, quando il medico chiede al protagonista infortunato: «Lo usa molto questo piede?». Da I »

Una sofisticata guerra dei sessi sulla scia di Truffaut

di Valerio Caprara Il Mattino

Riaperto il concorso paragoni. «L’amore dura tre anni» si può definire un film truffautiano o per caso qualcuno intende apparigliarlo all’assai meno intoccabile Lelouch? Il regista debuttante (a quasi cinquant’anni) Beigbeder traspone, comunque, con la malizia e la ferocia giuste il proprio omonimo romanzo uscito nel 2003: incentrato sull’ egocentrico/autobiografico letterato Marc che ha scritto sotto pseudonimo un libello misogino per scacciare la disillusione post-traumatico divorzio (ahi, quegli sms clandestini. »

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