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Cella 211 |
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Un film di Daniel Monzón.
Con Luis Tosar, Alberto Ammann, Antonio Resines, Marta Etura, Carlos Bardem.
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Titolo originale Celda 211.
Azione,
Ratings: Kids+16,
durata 110 min.
- Francia, Spagna 2009.
- Bolero
uscita venerdì 16 aprile 2010.
MYMONETRO
Cella 211
valutazione media:
3,49
su
45
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Per fare buona impressione nel carcere dove ha appena trovato lavoro come secondino, Juan Oliver si presenta con un giorno d'anticipo sul primo turno di guardia.
![]() Una solida produzione di genere carcerario che riesce bene a coniugare argomenti politici e logica di intrattenimento spettacolare |
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Edoardo Becattini
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Per fare buona impressione nel carcere dove ha appena trovato lavoro come secondino, Juan Oliver si presenta con un giorno d'anticipo sul primo turno di guardia. Durante la visita al braccio di massima sicurezza, un frammento di intonaco cade dal soffitto e lo colpisce sulla testa. In attesa di poterlo soccorrere, gli altri guardiani lo distendono temporaneamente nell'unica cella libera, la numero 211. In quello stesso istante, ha però inizio una rivolta organizzata dal carismatico detenuto Malamadre, che costringe il giovane guardiano inesperto a improvvisarsi credibile galeotto per riuscire a sopravvivere alla situazione e riabbracciare la moglie al sesto mese di gravidanza.
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premi nomination |
European Film Awards 0 2 |
Un fulmine a ciel sereno.
lunedì 19 aprile 2010
di chiarialessandro
Dopo un esordio che ritengo pressoché sconosciuto, Daniel Monzon ci ha regalato un vero gioiello, possente ed impetuoso, incastonato in una struttura narrativa semplice e lineare che si lascia seguire con facilità, dando corpo e voce ad una delle tante storie “assurde” che diventano realistiche proprio grazie a quella meravigliosa macchina dei sogni rispondente al nome di cinema. Vi potreste mai immaginare un secondino che, per una strana serie di cause, deve assumere l’identità di un detenuto continua » |
Il mondo non cambia, ma anche l'amicizia vera
sabato 17 aprile 2010
di Nino Pell.
A volte capita che il confine che separa coloro che si schierano dalla parte del bene (o credono di schierarsi) e coloro che invece hanno scelto, per varie vicissitudini, l'altra sponda, diventa così labile e trasparente tanto da non riuscire più a distinguere i primi coi secondi. E quello che succede al protagonista di questo film: un giovane con una moglie ed un figlio prossimo alla nascita, che, dovendo assumere servizio come guardia carceraria all'interno di un istituto penitenziario di massima continua » |
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Avvincente e spettacolare thriller claustrofobico
venerdì 21 maggio 2010
di alespiri
Una situazione paradossale, resa estremamente credibile, è lo spunto per il claustrofobico thriller del regista spagnolo Daniel Monzon. Juan Olivier, un neoassunto in un carcere di massima sicurezza, ale presentazioni, viene coplito alla testa: è l’inizio di una rivolta carceraria sanguinosa. Altri agenti vengono feriti nel tentativo di arginare la sommossa. Grazie anche alla prontezza di riflessi, alla scaltrezza, del protagonista questi si troverà ad affrontare un involontario "passaggio" continua » |
Emozionante ma ben poco credibile.
giovedì 5 agosto 2010
di www.federicoremiti.com
Troppo costruito, nonché dimostrazione lampante che i premi nazionali sono la più grande masturbazione mentale (e non solo) dell'industria cinematografica (vincitore di 8 premi Goya). E' un problema tipico dei film tratti da libri, le storie che funzionano sotto l'aspetto "sospensione dell'incredulità" in un libro a volte non funzionano al cinema (uno certi dettagli nella lettura se li dimentica). Il regista qui ha spinto con numerosi colpi di scena continua » |
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| Possiamo vivere la nostra vita solo per ciò che siamo in un determinato tempo e spazio. quello che ci accade accade solo in quell'esatto momento, altri tempi e spazi semplicemente non esistono. | |
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| Malamadre | |
| Succeda quel che succeda non esci vivo da qui... | |
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| Juan Oliver | |
| Si fa quel che si può | |
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Altre frasi celebri del film Cella 211
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DVD | Cella 211Uscita in DVD
Disponibile on line da martedì 5 ottobre 2010
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INTERVISTE | Carcere, politica e spettacolo per il film trionfatore ai premi Goya.Cinema infiltrato
mercoledì 14 aprile 2010 - Edoardo Becattini
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Detenuti in rivolta, un secondino appena assunto, l'ombra dell'Eta: dalla Spagna un grande film carcerario
di Francesco Alò Il Messaggero
Luis Tosar, signori. Tre Goya già vinti: fragile disoccupato (I lunedì al sole), amante violento (Ti do i miei occhi) e, semplicemente, Malamadre in Cella 211 di Daniel Monzón, thriller carcerario di grande potenza. Quando un giovane secondino al primo giorno di lavoro viene coinvolto suo malgrado nella rivolta dei detenuti del penitenziario, proverà a farsi passare per uno di loro. La chiave per convincerli è avere la fiducia di Malamadre, leader dei carcerati alla guida della ribellione. Ricorda Rivolta al blocco 11 di Don Siegel per le dinamiche tra detenuti (qui ci sono spagnoli, colombiani e gli altezzosi terroristi baschi) e dopo Il Profeta è il più bel film da dieci anni a questa parte d'ambientazione carceraria. » |
Il dramma di Juan prigioniero tra i cattivi
di Roberto Nepoti La Repubblica
Vero che il "film carcerario" non è mai stato un filone per educande: però Cella 211 entra a farne parte con una crudezza e una violenza così estreme da scavalcare tutti i precedenti. Juan, giovane secondino, giunge nel carcere di massima sicurezza proprio nel momento in cui un gruppo di prigionieri prende il controllo di un "braccio". Spacciatosi per un nuovo detenuto, riesce a salvare la pelle. Finché la moglie di Juan, incinta, resta drammaticamente coinvolta nelle rappresaglie di polizia; nel giovane si scatenano reazioni che non hanno più nulla a che vedere con i ruoli istituzionali. » |
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Rivolta in carcere
di Alberto Crespi L'Unità
Il film carcerario è un sotto-genere nobilissimo che ha, soprattutto nel cinema americano, una grande tradizione. È molto interessante che arrivi un epigono dalla Spagna, dove il tema «rivolta in prigione» acquista connotazioni politiche forti. Nel carcere di Zamora, i detenuti comuni più pericolosi si impadroniscono di un braccio dell'edificio tenendo come ostaggi tre militanti dell'Eta al cui destino il governo di Madrid è particolarmente sensibile. Fatalità vuole che nella cella 211 del titolo rimanga, all'inizio della rivolta, il giovane secondino Juan. » |
di Paola Casella Europa
Per convenzione, il genere carcerario al cinema appartiene agli americani. Ma alcuni film recenti, Il profeta del francese Jacques Audiard e ora Cella 211 dello spagnolo Monzon, ci dimostrano che l'Europa sta recuperando terreno. Cella 211 narra la storia di un guardiano che, al suo primo giorno di lavoro, resta coinvolto in una rivolta capitanata dal feroce Malamadre (Luis Tosar, il miglior attore iberico della sua generazione), con conseguenze che sarebbe davvero un crimine rivelare. Film teso, veloce, pieno di svolte imprevedibili, violentissimo, per certi versi eccessivamente teatrale, ma assai efficace. » |
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