Cella 211

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Un film di Daniel Monzón. Con Luis Tosar, Alberto Ammann, Antonio Resines, Marta Etura, Carlos Bardem.
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Titolo originale Celda 211. Azione, Ratings: Kids+16, durata 110 min. - Francia, Spagna 2009. - Bolero Film uscita venerdì 16 aprile 2010. MYMONETRO Cella 211 * * * - - valutazione media: 3,47 su 56 recensioni di critica, pubblico e dizionari. Acquista »
Consigliato sì!
3,47/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * 1/2 -
 critica * * * 1/2 -
 pubblico * * * - -
Per fare buona impressione nel carcere dove ha appena trovato lavoro come secondino, Juan Oliver si presenta con un giorno d'anticipo sul primo turno di guardia.
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primo piano
Una solida produzione di genere carcerario che riesce bene a coniugare argomenti politici e logica di intrattenimento spettacolare
Edoardo Becattini     * * * - -

Per fare buona impressione nel carcere dove ha appena trovato lavoro come secondino, Juan Oliver si presenta con un giorno d'anticipo sul primo turno di guardia. Durante la visita al braccio di massima sicurezza, un frammento di intonaco cade dal soffitto e lo colpisce sulla testa. In attesa di poterlo soccorrere, gli altri guardiani lo distendono temporaneamente nell'unica cella libera, la numero 211. In quello stesso istante, ha però inizio una rivolta organizzata dal carismatico detenuto Malamadre, che costringe il giovane guardiano inesperto a improvvisarsi credibile galeotto per riuscire a sopravvivere alla situazione e riabbracciare la moglie al sesto mese di gravidanza.
Negli ultimi anni la Spagna si è costruita un passo alla volta una solida identità legata al cinema di genere. È una tendenza inaugurata qualche anno fa da Amenábar e poi portata avanti da Alex De la Iglesia, Jaume Balagueró e Juan Antonio Bayona, che dimostra come questi cineasti conoscano talmente bene le regole del gioco da saperle riorganizzare senza stravolgerle, da riuscire a trovare un nuovo percorso di senso all'interno di un reticolo fatto di cliché. Cella 211 non ha a che fare con spiriti inquieti, case infestate o possessioni demoniache, ma con un altro dei luoghi cari al cinema popolare americano: il carcere, al cui interno Juan diviene il tipico "personaggio ordinario calato in un contesto straordinario". La nota formula hitchcockiana si declina qui a partire da un rovesciamento che vede il personaggio principale costretto a fingersi oppositore per sopravvivere, fino a scoprirsi capo carismatico e principale motore della rivolta carceraria. Una rivolta che, come accade nel miglior cinema di genere, ha una forte connotazione politica. Argomenti come le condizioni carcerarie e la denuncia della violenza istituzionale, le questioni diplomatiche con il governo basco e la gestione dei terroristi dell'ETA, oltre al ruolo fondamentale dei media sull'opinione pubblica, vengono messi in scena senza troppe indulgenze (anzi, calcando fin troppo sulla tragicità della vicenda), e mantenendo una componente spettacolare e una progressione drammaturgica invidiabili per una stessa produzione americana.
Se è vero che tastare il polso al cinema popolare aiuta ad avere un'idea sullo stato di salute dell'intera cinematografia di una nazione, Cella 211 racconta di un cinema estremamente vivace, avvincente e complesso, anche quando gioca secondo le regole.

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Premi e nomination Cella 211 MYmovies
Cella 211 recensione dal Dizionario Fumagalli - Cotta
Premi e nomination Cella 211

premi
nomination
European Film Awards
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2
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Un fulmine a ciel sereno.

lunedì 19 aprile 2010 di chiarialessandro

Dopo un esordio che ritengo pressoché sconosciuto, Daniel Monzon ci ha regalato un vero gioiello, possente ed impetuoso, incastonato in una struttura narrativa semplice e lineare che si lascia seguire con facilità, dando corpo e voce ad una delle tante storie “assurde” che diventano realistiche proprio grazie a quella meravigliosa macchina dei sogni rispondente al nome di cinema. Vi potreste mai immaginare un secondino che, per una strana serie di cause, deve assumere l’identità di un detenuto continua »

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Il mondo non cambia, ma anche l'amicizia vera

sabato 17 aprile 2010 di Nino Pell.

A volte capita che il confine che separa coloro che si schierano dalla parte del bene (o credono di schierarsi) e coloro che invece hanno scelto, per varie vicissitudini, l'altra sponda, diventa così labile e trasparente tanto da non riuscire più a distinguere i primi coi secondi. E quello che succede al protagonista di questo film: un giovane con una moglie ed un figlio prossimo alla nascita, che, dovendo assumere servizio come guardia carceraria all'interno di un istituto penitenziario di massima continua »

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Emozionante ma ben poco credibile.

giovedì 5 agosto 2010 di www.federicoremiti.com

Troppo costruito, nonché dimostrazione lampante che i premi nazionali sono la più grande masturbazione mentale (e non solo) dell'industria cinematografica (vincitore di 8 premi Goya). E' un problema tipico dei film tratti da libri, le storie che funzionano sotto l'aspetto "sospensione dell'incredulità" in un libro a volte non funzionano al cinema (uno certi dettagli nella lettura se li dimentica). Il regista qui ha spinto con numerosi colpi di scena continua »

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Avvincente e spettacolare thriller claustrofobico

venerdì 21 maggio 2010 di alespiri

Una situazione paradossale, resa estremamente credibile, è lo spunto per il claustrofobico thriller del regista spagnolo Daniel Monzon. Juan Olivier, un neoassunto in un carcere di massima sicurezza, ale presentazioni, viene coplito alla testa: è l’inizio di una rivolta carceraria sanguinosa. Altri agenti vengono feriti nel tentativo di arginare la sommossa. Grazie anche alla prontezza di riflessi, alla scaltrezza, del protagonista questi si troverà ad affrontare un involontario "passaggio" continua »

Malamadre
Succeda quel che succeda non esci vivo da qui...
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Juan Oliver
Si fa quel che si può
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Malamadre (Luis Tosar)
Di Malamadre non ride neanche Dio
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DVD | Cella 211

Uscita in DVD

Disponibile on line da martedì 5 ottobre 2010

Cover Dvd Cella 211 A partire da martedì 5 ottobre 2010 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Cella 211 di Daniel Monzón con Carlos Bardem, Luis Tosar, Antonio Resines, Marta Etura. Distribuito da Cecchi Gori Home Video. Su internet Cella 211 è acquistabile direttamente on-line su IBS.

Prezzo: 12,99 €
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INCONTRI | Carcere, politica e spettacolo per il film trionfatore ai premi Goya.

Cinema infiltrato

mercoledì 14 aprile 2010 - Edoardo Becattini

Cella 211: Cinema infiltrato Al cinema, capita molte volte di raccontare storie di innocenti, presunti colpevoli o sorvegliati speciali finiti in carcere per un errore o un eccesso di giustizia. Molto più raro è vedere questi stessi innocenti costretti a fingersi valenti criminali per la propria sopravvivenza. Da questo rovesciamento di posizione e da un ribaltamento dell'ordine costituito all'interno di un carcere di massima sicurezza dopo l'esplosione di una rivolta, si costruisce Cella 211. Esibendo con fierezza gli importanti riconoscimenti ottenuti sia nel suo paese d'origine, la Spagna (dove ha vinto tutti i principali premi Goya), che all'estero (ottimo successo alle ultime Giornate degli Autori veneziane e a Toronto) come fossero i tatuaggi del carismatico co-protagonista Malamadre, il film arriva adesso nelle sale italiane in un momento in cui le carceri stanno tornando argomento di grande dibattito, dentro e fuori dai cineforum.

Il dramma di Juan prigioniero tra i cattivi

di Roberto Nepoti La Repubblica

Vero che il "film carcerario" non è mai stato un filone per educande: però Cella 211 entra a farne parte con una crudezza e una violenza così estreme da scavalcare tutti i precedenti. Juan, giovane secondino, giunge nel carcere di massima sicurezza proprio nel momento in cui un gruppo di prigionieri prende il controllo di un "braccio". Spacciatosi per un nuovo detenuto, riesce a salvare la pelle. Finché la moglie di Juan, incinta, resta drammaticamente coinvolta nelle rappresaglie di polizia; nel giovane si scatenano reazioni che non hanno più nulla a che vedere con i ruoli istituzionali. »

Detenuti in rivolta, un secondino appena assunto, l'ombra dell'Eta: dalla Spagna un grande film carcerario

di Francesco Alò Il Messaggero

Luis Tosar, signori. Tre Goya già vinti: fragile disoccupato (I lunedì al sole), amante violento (Ti do i miei occhi) e, semplicemente, Malamadre in Cella 211 di Daniel Monzón, thriller carcerario di grande potenza. Quando un giovane secondino al primo giorno di lavoro viene coinvolto suo malgrado nella rivolta dei detenuti del penitenziario, proverà a farsi passare per uno di loro. La chiave per convincerli è avere la fiducia di Malamadre, leader dei carcerati alla guida della ribellione. Ricorda Rivolta al blocco 11 di Don Siegel per le dinamiche tra detenuti (qui ci sono spagnoli, colombiani e gli altezzosi terroristi baschi) e dopo Il Profeta è il più bel film da dieci anni a questa parte d'ambientazione carceraria. »

Rivolta in carcere

di Alberto Crespi L'Unità

Il film carcerario è un sotto-genere nobilissimo che ha, soprattutto nel cinema americano, una grande tradizione. È molto interessante che arrivi un epigono dalla Spagna, dove il tema «rivolta in prigione» acquista connotazioni politiche forti. Nel carcere di Zamora, i detenuti comuni più pericolosi si impadroniscono di un braccio dell'edificio tenendo come ostaggi tre militanti dell'Eta al cui destino il governo di Madrid è particolarmente sensibile. Fatalità vuole che nella cella 211 del titolo rimanga, all'inizio della rivolta, il giovane secondino Juan. »

di Paola Casella Europa

Per convenzione, il genere carcerario al cinema appartiene agli americani. Ma alcuni film recenti, Il profeta del francese Jacques Audiard e ora Cella 211 dello spagnolo Monzon, ci dimostrano che l'Europa sta recuperando terreno. Cella 211 narra la storia di un guardiano che, al suo primo giorno di lavoro, resta coinvolto in una rivolta capitanata dal feroce Malamadre (Luis Tosar, il miglior attore iberico della sua generazione), con conseguenze che sarebbe davvero un crimine rivelare. Film teso, veloce, pieno di svolte imprevedibili, violentissimo, per certi versi eccessivamente teatrale, ma assai efficace. »

Cella 211 | Indice

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