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mercoled 17 ottobre 2018

Anna Karina

Nome: Hanna Karin Blarke Bayer
78 anni, 22 Settembre 1940 (Vergine), Copenhagen (Danimarca)
occhiello
Non sono cattivo, Nan, sono triste.
E io non sono triste, Paul, sono cattiva.

dal film Questa la mia vita (1962) Anna Karina Nan
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Anna Karina
Festival di Berlino 1961
Premio miglior attrice per il film La donna donna di Jean-Luc Godard



sabato 13 ottobre 2018 - Il film di Xavier Giannoli segue il filone dell'inspiegabile che fa saltare tutte le abitudini quotidiane e sfida attraverso le immagini le nostre convinzioni. Al cinema.

L'apparizione, di fronte a un mistero quasi mai si pu rimanere intatti

Roy Menarini cinemanews

L'apparizione, di fronte a un mistero quasi mai si pu rimanere intatti La storia del cinema ha spesso avuto a cuore la figura della mistica. Ancora oggi, la Giovanna d'Arco narrata nel 1928 da Carl Theodor Dreyer caso di scuola per spiegare come il cinema abbia cercato la purezza attraverso il linguaggio filmico. In quel caso, la potenza del primo piano garantiva al tempo stesso l'assoluta trasparenza della pulzella e il mistero insondabile della fede. Il volto era contemporaneamente accesso e negazione dell'assoluto, tanto che molti anni dopo Jean-Luc Godard spinse la protagonista del suo Questa la mia vita, Anna Karina, a riconoscersi e commuoversi proprio di fronte a La passione di Giovanna D'Arco. La visionaria di L'apparizione non ha, opportunamente, le stesse fattezze di Rene Falconetti ma ne ribadisce il pallore e gli occhi febbrili. Nel film, a un certo punto, uno dei religiosi che pi insiste perch si dia pubblica rappresentazione alle convinzioni della ragazza, cita Bernadette, altra famosa mistica del culto mariano. In questo caso, la donna (canonizzata dalla Chiesa Cattolica), viene ricordata per una versione della sua vita assai spettacolarizzata, hollywoodiana. L'omonimo film con Jennifer Jones viene ricordato come uno strano unicum per gli anni Quaranta, con il suo mix di estasi e cattivo gusto.

Le visioni di Bernadette, nella realt, originarono il culto di Lourdes, su cui un altro esempio di cinema d'autore contemporaneo - l'omonimo Lourdes di Jessica Hausner - ha riflettuto in termini al tempo stesso laici e affascinati. Da ultimo, anche una serie televisiva italiana - l'intrigante Il miracolo (guarda la video recensione) ideato da Niccol Ammaniti - si domandato che spazio ha o avrebbe il sacro nella cultura contemporanea se non vi fossero risposte chiare ad avvenimenti apparentemente miracolosi, come il sanguinamento di una statua della Madonna.
La commissione chiamata a indagare l'attendibilit delle visioni in L'apparizione decisamente pi innocua degli inquisitori di Giovanna d'Arco. Si tratta di persone della Chiesa e del sapere, cui si aggiunge un giornalista, scettico per natura, e ficcanaso per mestiere. I risultati cui giunger saranno al tempo stesso ambigui e sconvolgenti, perch di fronte a un mistero quasi mai si pu rimanere intatti. Al di l, per, del modo in cui Xavier Giannoli imposta la questione metafisica, quasi come se ci trovassimo di fronte a una detection poliziesca - idea gi venuta al nostro Damiano Damiani con L'inchiesta - la domanda da farsi quale ruolo viene affidato questa volta al cinema. S, perch in passato, registi particolarmente votati a svelare la grazia e l'assoluto attraverso il mezzo cinematografico (da Bresson a Bergman) interrogavano il silenzio di Dio o le sue presunte epifanie investendo la settima arte di un compito importante: rappresentare il sacro attraverso il profano (il cinema talmente profano che vietato in varie parti del mondo).

Forse chiedere troppo a Giannoli e al suo L'apparizione di emulare gesta estetiche cos ambiziose. Eppure va sottolineato come la cultura contemporanea, sempre pi de-sacralizzata e infastidita dall'idea stessa di morte e di assenza, stia tornando a porsi domande alte e profonde. L'apparizione sembra seguire il filone dell'inspiegabile che fa saltare tutte le abitudini quotidiane, molto materiali e concrete, come succede anche in modi diversi a The Leftovers o Les Revenants (ancora una volta serie televisive), e che - tra apparizioni, sparizioni, ritorni - sta in fondo chiedendo alla narrazione per immagini di sfidare le nostre convinzioni.

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