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Fernanda Montenegro

Fernanda Montenegro è un'attrice brasiliana, è nata il 16 ottobre 1929 a Rio de Janeiro (Brasile).
Nel 1998 ha ricevuto il premio come miglior attrice al Festival di Berlino per il film Central do Brasil. Fernanda Montenegro ha oggi 92 anni ed è del segno zodiacale Bilancia.

Il cinema della Montenegro

A cura di Fabio Secchi Frau

Dunque, Fernanda Montenegro. Un'attrice che apre e chiude un cinema brasiliano da esplorare, partendo dalle telenovelas piene di vita, sesso e follia, per arrivare a diventare la protagonista di molte delle pellicole più interessanti provenienti dall'America Latina. Rafforzata dall'incontro con Fernando Torres, attore, regista, marito, questa interprete si è fatta futuro del grande e del piccolo schermo di una nazione e della recitazione ha fatto la missione della sua vita, tanto da meritarsi il primato di essere la prima e unica attrice brasiliana candidata all'Oscar come miglior attrice (Central do Brasil). Efficace, anima nera in un mondo spietato, nonostante l'età avanzata non perde l'entusiasmo e l'emozione di stare davanti alla cinepresa o sopra un palco che sono come terre promesse.

Radio, teatro, televisione e cinema
Arlette Pinheiro Esteves da Silva nasce a Rio de Janeiro il 16 ottobre 1929 da una famiglia di origini portoghesi e italiane. Il suo quartiere è vicino a quello di Cascadura, un sobborgo di Rio. I suoi genitori sono una casalinga di Bonarcado (una cittadina fondata dagli emigrati sardi negli anni Venti) e un meccanico. Fernanda cresce in questo ambiente, frequentando le scuole pubbliche e affezionandosi moltissimo ai nonni che saranno figure importantissime nella sua vita.
A dodici anni, conclude la scuola primaria e si iscrive a una scuola di formazione professionale che le offrirà dei corsi di stenografia e dattilografia per imparare a fare la segretaria, insegnandole anche l'inglese, il francese e il portoghese. Affamata di conoscenza e di titoli, spiccata per lo studio e curiosa del mondo, decide di frequentare anche il "corso di maturità", una sorta di scuola supplementare notturna che era l'equivalente di due anni di scuole superiori. Ma sembra che il destino abbia per lei qualcosa di meglio che i tasti di una macchina da scrivere. Tutto sta nella sua voce. Tutti le dicono che ha una voce meravigliosa. Gli uomini cadono ai suoi piedi, dai ragazzini agli adulti.
A quindici anni, si presenta per un provino da annunciatrice alla Radio MEC. Il provino è superato e le fanno firmare un contratto. È un passo decisivo per il suo futuro. Arlette si ritrova così a lavorare a Campo de Santana, vicino a Praça da República, nella sede di Radio MEC. Frequenta giovani studenti universitari, in particolare quelli che fanno parte del gruppo amatoriale di teatro coordinato dal professor Adauto Filho. Eccezionalmente, diventa parte di quel gruppo e comincia a recitare con loro in spettacoli come "Nuestra Natascha" di Cassona. Il professor Filho è incantato. Quella ragazzina ha del talento e la invita a partecipare ad altre attività teatrali presso il Teatro Ginástico. Lo studio d'arte drammatica e la pratica sul palcoscenico, la fanno diventare un'attrice da radiodrammi. Lavora a stretto contatto con Cláudio Fornari che la impone in "Sinhá Moça Chorou". Arlette rimane in radio per dieci anni, come presentatrice e attrice, ma il suo nome non le piace. Ci vuole qualcosa di più imponente e meno leggero. La scelta ricade sullo pseudonimo Fernanda Montenegro. A lei non basta. Non sempre la radio la paga per ciò che fa, così arrotonda come insegnante di portoghese per stranieri alla scuola Berlitz.
Nel 1955, Carlos Hugo Christensen le chiede di doppiare la voce di Sangerin nel film Rivolta all'isola dell'inferno. La sua voce, già profonda e marcata, sarebbe stata perfetta nel film. Ma prima del cinema arriva la televisione. Apre TV Tupi a Rio De Janeiro e lei è la prima attrice assunta dall'emittente. In tre anni, recita in ben ottanta sceneggiati, ripresi in teatro per il piccolo schermo. Lavora sotto la direzione di Jacy Campos, Chianca de Garcia e Olavo de Barros e recita con Paulo Porto, Heloísa Helena, Grande Otelo, Fregolente e Colé, partecipando talvolta alla scrittura di programmi televisivi con Jacy Campos e Amaral Neto. Il Brasile si accorge di lei. Per tutto quello che fa, le viene dato il Premio come Attrice Rivelazione del 1952 dall'Associação Brasileira de Críticos Teatrais che è rimasta incantata dalle sue performances in "Está lá fora um inspetor" di J.B. Priestley e "Loucuras do Imperador" di Paulo Magalhães. Entra a far parte della Companhia Maria Della Costa e di quella del Teatro Brasileiro de Comédia. Nel 1959, si sente pronta per fondare con Sérgio Britto, Ítalo Rossi, Gianni Ratto, Luciana Petruccelli, Alfredo Souto de Almeida e Fernando Torres la propria compagnia teatrale che chiamerà Companhia dos Sete. Si impone in questo modo diventando una delle più grandi signore del palco brasiliano, tanto da ricevere diversi premi lungo tutta la sua carriera, per spettacoli come: "A Moratória" (1955) di Jorge Andrade; "Nossa Vida com Papai" (1956); "Vestir os Nus" (1958); "O Mambembe" (1959), diretta da Gianni Ratto; "Mary, Mary" (1963) diretta dal nostro Adolfo Celi; "La locandiera" (1964) di Carlo Goldoni; "A mulher de todos nós" (1966), "Le lacrime amare di Petra von Kant" (1982), "Dona Doida, Um Interlúdio" (1987) e tante altre. In mezzo a tutto questo, l'amore. Fernando Torres si innamora di lei in scena, mentre recitano in "Alegres Canções nas Montanhas". È un colpo di fulmine. I due iniziano a frequentarsi anche oltre il teatro, fino a quando, quattro anni più tardi, decidono di convolare a nozze. Poi sono gli anni delle telenovelas. Le telenovelas (Redenção, Calúnia, Sangue do Meu Sangue, Cara a Cara, Brilhante, Baila Comigno, Adamo contro Eva, Cambalacho, Riacho Doce, Rainha da Sucata, O Mapa da Mina, Renasce, Incidente em Antares, Zazá, Esperança, pastores da Noite, As Filhas da Mãe, Hoje É Dia de Maria, Belíssima, Queridos Amigos, Passione) saranno fondamentali nella sua carriera anche dopo il suo battesimo cinematografico e le permetteranno di essere considerata nazionalmente come la Grande Signora del piccolo schermo brasiliano.

Il debutto cinematografico
Il debutto cinematografico arriva nel 1965 con A Falecida di Leon Hirszman, che racconta la tragedia carioca di Nelson Rodrigues.

Medal of Ordem do Cruzeiro do Sul
Già nel 1971, si aggiudica la Medal of Ordem do Cruzeiro do Sul per i servizi resi alla cultura brasiliana, mentre nel 1992 il Portogallo le offre la Medaglia della Cultura al Merito.

Il rifiuto alla carica di Ministro della Cultura
Negli anni Ottanta, la grande occasione. Il Presidente del Brasile la invita a diventare Ministro della Cultura. Fernanda Montenegro però, è irremovibile su quel punto: rifiuta, perché per la sua nazione lei sempre e solo sarà una delle sue attrici.

La prima attrice brasiliana candidata all'Oscar
1997. Recita il ruolo di Donna Margarida in 4 giorni a settembre, ma è nel 1998 che ottiene la sua prima candidatura all'Oscar che la trasforma nella prima attrice brasiliana a ottenere una nomination all'Academy. Il film che le ha portato tanto è Central do Brasil di Walter Salles, all'interno del quale recita il ruolo di un'insegnante in pensione che cerca di vendere un bambino abbandonato dalla madre a dei rivenditori di organi, ma poi se ne pente ed è costretta a scappare con lui. Miserrima, disperata, avida ed egoista, avrebbe potuto portare a casa sua la tanto prestigiosa statuetta se, sul suo cammino, non avesse incontrato Gwyneth Paltrow con Shakespeare in Love (1997). Si consolerà comunque con il primato, un Orso d'Argento al Festival di Berlino e la candidatura al Golden Globe. Nel 2005, è la coprotagonista di The House of Sand, mentre nel 2007 è Tránsito Ariza in L'amore ai tempi del colera che la trasforma in una versione latina di Lillian Gish.

Vita privata
Dal 1954 è stata la moglie dell'attore e regista (oggi defunto) Fernando Torres dal quale ha avuto due figli, l'attrice Fernanda Torres e il regista Cláudio Torres.

Ultimi film

Drammatico, (Brasile - 2005), 115 min.
Drammatico, (Brasile - 1998), 115 min.
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