Finalement - Storia di una tromba che si innamora di un pianoforte

Film 2024 | Commedia, +13 129 min.

Titolo originaleFinalement
Anno2024
GenereCommedia,
ProduzioneFrancia
Durata129 minuti
Regia diClaude Lelouch
AttoriKad Merad, Elsa Zylberstein, Michel Boujenah, Sandrine Bonnaire, Barbara Pravi Françoise Fabian, Victor Meutelet, Clémentine Célarié, Paul Belmondo, François Morel, Raphaël Mezrahi, Megan Chung, Gina Tietz, Laurent Couson.
Uscitagiovedì 19 settembre 2024
TagDa vedere 2024
DistribuzioneEuropictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,60 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Claude Lelouch. Un film Da vedere 2024 con Kad Merad, Elsa Zylberstein, Michel Boujenah, Sandrine Bonnaire, Barbara Pravi. Cast completo Titolo originale: Finalement. Genere Commedia, - Francia, 2024, durata 129 minuti. Uscita cinema giovedì 19 settembre 2024 distribuito da Europictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,60 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 17 settembre 2024

Lino, che ha deciso di lasciarsi tutto alle spalle, si renderà conto che finalmente tutto quello che accade nella vita è un bene. In Italia al Box Office Finalement - Storia di una tromba che si innamora di un pianoforte ha incassato 372 mila euro .

Consigliato sì!
3,60/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,38
PUBBLICO 3,41
CONSIGLIATO SÌ
Tutta la libertà di potersi esprimere senza vincoli di un regista che ha sempre prediletto il cuore al cervello.
Recensione di Giancarlo Zappoli
lunedì 2 settembre 2024
Recensione di Giancarlo Zappoli
lunedì 2 settembre 2024

Lino è un uomo che sta girovagando nel Nord della Francia. A ogni persona che gli concede un passaggio racconta di sé e della propria vita una versione diversa. Scopriremo progressivamente quale sia il suo reale passato e cosa gli riservi il prossimo futuro.

Claude Lelouch (classe 1937) si è spesso immedesimato nei suoi personaggi trasferendo in loro le proprie vittorie e le proprie sconfitte sia nel campo professionale che in quello ancor più ampio dei sentimenti.

Ed è proprio della follia dei sentimenti di cui Lino (uno straordinario Kad Merad disponibile a qualsiasi variazione di tono, anche la più sottile) è portatore (in)sano in quanto desideroso di ritrovare in sé quelle vibrazioni e anche quelle profonde contraddizioni che ha rilevato, immedesimandosi, in coloro per i quali ha prestato la propria opera (che ci verrà rivelato quale sia).

Lino è di fatto Claude che nella vita ha sempre dichiarato di prediligere il lavoro del cuore a quello del cervello. Volendo alzare ulteriormente il livello si potrebbe affermare con Julio Cabrera che il suo nume tutelare sia stato quasi da sempre Schopenhauer con la sua visione del mondo come Volontà e Rappresentazione. Il lato meno razionale contrapposto a quello logico oppure la rappresentazione del versante oscuro dell'umanità rispetto a quello più aperto verso gli altri. Lelouch si trova da questo secondo lato della barricata anche quando propone dei drammi.

Se dovessimo pensare che da quando, nel 2019, abbiamo visto in Italia il suo I migliori anni della nostra vita sia rimasto inattivo ci sbaglieremmo. Nel frattempo ha girato altri due lungometraggi e un corto.

Come sempre (o quasi) con l'occhio attaccato dietro l'oculare della camera ("perché Van Gogh non cedeva il pennello ad altri") e con la partecipazione nei confronti degli attori a cui non fa leggere tutta la sceneggiatura ma che segue ovunque. Di lui Jean-Claude Brialy ha detto: "Come un amante appassionato segue in permanenza i suoi attori con la sua macchina da presa. È sempre con voi, vi sbagliate di porta, rientrate in un armadio a muro e la macchina da presa è già nell'armadio! E se questo imprevisto gli piace lo mette nel film."

In questa occasione il titolo potrebbe far pensare ad un'opera intesa come ultima ma il senso che lui gli dà non è quello. È semmai quel senso di liberazione che la parola contiene, quel 'finalmente' potersi esprimere senza quei vincoli che la società impone o cerca di imporre. In prossimità della fine se ne trova l'esempio più provocatorio e sottile.

C'è però indubbiamente il piacere del citarsi, del ricordare, magari inserendo in un dialogo un titolo di un suo film, che la follia dei sentimenti è un'affezione che ben conosce e di cui non si vuole affatto liberare. Così come vuole tenere vivo il ricordo non solo di un attore ma anche di un amico chiamando il suo protagonista Lino e omaggiando in più di un'occasione il Lino Ventura protagonista del memorabile L'avventura è l'avventura (a tal proposito lasciate anche scorrere tutti i titoli di coda).

Ma, da uomo di cinema a 360° qual è, non cita solo sé stesso e le proprie opere. Ad un certo punto diventerà centrale un film di un altro autore. Sarà interessante e anche curioso scoprirne il perché.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 11 settembre 2024
francesca meneghetti

Esci dalla sala e pensi che vorresti tornare subito indietro per rivedere il film, per cogliere le sfumature e ciò che non hai capito subito, per risentire la colonna sonora, per comprendere meglio le parole che ti sono sfuggite delle canzoni in francese, per focalizzare le citazioni (due tra tutte: I ponti di Madison County e Lino Ventura) e gli ammiccamenti, perché ti pare che quel film sia un’opera [...] Vai alla recensione »

FOCUS
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lunedì 2 settembre 2024
Giancarlo Zappoli

Lino è un uomo che sta girovagando nel Nord della Francia. A ogni persona che gli concede un passaggio racconta di sé e della propria vita una versione diversa. Scopriremo progressivamente quale sia il suo reale passato e cosa gli riservi il prossimo futuro.

Claude Lelouch (classe 1937) si è spesso immedesimato nei suoi personaggi trasferendo in loro le proprie vittorie e le proprie sconfitte sia nel campo professionale che in quello ancor più ampio dei sentimenti. Ed è proprio della follia dei sentimenti di cui Lino (uno straordinario Kad Merad) è portatore (in)sano in quanto desideroso di ritrovare in sé quelle vibrazioni e anche quelle profonde contraddizioni che ha rilevato, immedesimandosi, in coloro per i quali ha prestato la propria opera (che ci verrà rivelato quale sia). Il titolo potrebbe far pensare ad un’opera intesa come ultima ma il senso che lui gli dà non è quello.

È semmai quel senso di liberazione che la parola contiene, quel ‘finalmente’ potersi esprimere senza quei vincoli che la società impone o cerca di imporre. In prossimità della fine se ne trova l’esempio più provocatorio e sottile.

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Frasi
Nel brumoso oceano delle mie incertezze,sono contento di rivederla
Lino (Kad Merad)
dal film Finalement - Storia di una tromba che si innamora di un pianoforte - a cura di Paolo Galletta
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
lunedì 7 ottobre 2024
Fabiana Sargentini
Close-up

Alla fine - Finalement. Storia di una tromba che si innamora di un pianoforte - Claude Lelouch a quasi 87 anni realizza un altro lungometraggio, dopo una cinquantina di film nell'arco di una carriera lunga di sessant'anni. Alcuni altri colleghi registi hanno continuato a esprimersi nella loro arte fino al compimento di una età molto avanzata - Woody Allen, Eric Rohmer, Ridley Scott, Manuel De Oliveira, [...] Vai alla recensione »

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martedì 17 settembre 2024
 

I primi minuti di un'avventura che diventa una summa della cinematografia di Claude Lelouch. Ora in sala. Guarda l'inizio del film »

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martedì 10 settembre 2024
 

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lunedì 2 settembre 2024
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Fuori Concorso a Venezia. Da giovedì 19 settembre al cinema. Vai all'articolo »

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mercoledì 28 agosto 2024
 

Regia di Claude Lelouch. Un film con Kad Merad, Sandrine Bonnaire, Elsa Zylberstein. Da giovedì 19 settembre al cinema. Guarda il trailer »

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