Non morirò di fame

Film 2023 | Drammatico,

Regia di Umberto Spinazzola. Un film con Michele Di Mauro, Jerzy Stuhr, Chiara Merulla, Claudia Ferri, Riccardo Lombardo. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 2023, distribuito da La Sarraz Pictures. - MYmonetro 3,50 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 2 febbraio 2023

Una storia toccante e di riscatto che tratta tematiche universali

Consigliato sì!
3,50/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA
PUBBLICO 5,00
CONSIGLIATO SÌ
Ottimi attori per la storia di un ex chef in disgrazia che non va oltre lo spunto iniziale e la morale sullo spreco alimentare.
Recensione di Simone Granata
martedì 31 gennaio 2023
Recensione di Simone Granata
martedì 31 gennaio 2023

In seguito alla chiusura del proprio ristorante e a una crisi depressiva profonda, l'ex chef stellato Pier ha abbandonato la famiglia ed è diventato un senzatetto. Alla morte della moglie, due anni dopo, torna a Torino e rivede la figlia adolescente Anna, trasferitasi dalla zia. Pier si sistema in una baracca del deposito edile di un amico, e girovagando per le vie della città conosce l'anziano clochard di nome Granata che lo aiuterà a riscoprire il suo talento. Scavando nella realtà dello spreco alimentare, Pier riuscirà a superare i traumi passati, ritrovando la passione per la cucina e riallacciando il rapporto con sua figlia.

Il rovesciamento della figura dello chef diventa uno stimolo per riflettere sulle contraddizioni del sistema di consumo alimentare, ma il film non riesce a elevarsi da una piattezza di fondo.

L'idea di prendere la figura dello chef, tra le più in voga negli ultimi tempi (meglio se stellato), e farla precipitare in fondo alla scala sociale, è senza dubbio un interessante spunto di partenza. Tanto più se questa operazione è diretta dal regista prettamente televisivo Umberto Spinazzola, il cui nome è legato proprio ai principali programmi di food entertainment, in particolare al successo di Masterchef Italia. In effetti, la mano abile del regista si nota più che altro nei primissimi piani sul cibo e gli ingredienti e nelle inquadrature strette sulle preparazioni culinarie. Quando si allarga al resto, la regia si fa invece, purtroppo, più approssimativa (ne sono un esempio le ripetute dissolvenze nella luce bianca per introdurre i flashback che raccontano l'esaurimento emotivo e il crollo nervoso del protagonista).

Non morirò di fame è un film basato su un cortocircuito del sistema che inizialmente incuriosisce: un top chef caduto dalle stelle (Michelin) alle stalle, capace però non solo di sopravvivere ma anche di mangiare bene, cucinando gli avanzi raccolti dall'immondizia, dai ristoranti, da mercatini e supermercati. Pier non raccatta il cibo buttato via, ma lo recupera. E attraverso il recupero degli sprechi riesce a non sprecare il suo talento in cucina. In un certo senso, il clochard ed ex falsario Granata è un personaggio speculare rispetto al protagonista: mentre il primo riproduceva copie di famosi dipinti spacciandole per originali, il secondo riprende gli scarti di cibo per trasformarli in piatti squisitamente autentici.

Il film di Spinazzola evidenzia le storture e i paradossi legati agli sprechi alimentari (può davvero considerarsi illegale rubare avanzi di cibo di un supermarket destinati alla spazzatura?), ma nel farlo insiste troppo sull'intento moralistico. Nel soggetto del film c'erano i presupposti per mescolare sapientemente commedia e dramma; e invece, non solo ciò non avviene ma non si percorre con decisione nemmeno una delle due strade, né la commedia né il dramma, in una messinscena priva di guizzi.

Non bastano a risollevare la narrazione dalla monotonia il pur bravo Michele Di Mauro (tra i protagonisti di Call My Agent - Italia), che lavora per sottrazione interpretando Pier, o il carisma di Jerzy Stuhr (tra i maggiori attori del cinema polacco, noto per le sue collaborazioni con Andrzej Wajda, Krysztof Zanussi e soprattutto Krysztof Kieslowski, e in Italia con Nanni Moretti) nei panni di Granata.

La storia di Pier mostra come anche con poco si possano realizzare ottimi piatti. Peccato che lo stesso discorso non si possa applicare pure al film.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 31 gennaio 2023
Pedro Armocida
Film TV

È un cinema semplice, lineare, autentico quello di Umberto Spinazzola, che 14 anni dopo L'ultimo crodino imbastisce con Non morirò di fame (scritto insieme ad Alessia Rotondo) una storia contemporanea attenta ad alcune questioni ambientali come, per esempio, lo spreco alimentare. Spinazzola - che tra l'altro è il regista dei programmi tv Masterchef Italia e Hell's Kitchen - lo affronta attraverso le [...] Vai alla recensione »

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