La natura dell'amore

Film 2023 | Commedia, +13 110 min.

Titolo originaleSimple comme Sylvain
Titolo internazionaleThe Nature of Love
Anno2023
GenereCommedia,
ProduzioneCanada
Durata110 minuti
Al cinema1 sala cinematografica
Regia diMonia Chokri
AttoriMagalie Lépine Blondeau, Pierre-Yves Cardinal, Monia Chokri, Francis-William Rhéaume Steve Laplante, Marie-Ginette Guay, Micheline Lanctôt, Guillaume Laurin, Linda Sorgini, Mathieu Baron, Christine Beaulieu, Lubna Playoust, Johanna Toretto, Guy Thauvette.
Uscitamercoledì 14 febbraio 2024
TagDa vedere 2023
DistribuzioneWanted
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,95 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Monia Chokri. Un film Da vedere 2023 con Magalie Lépine Blondeau, Pierre-Yves Cardinal, Monia Chokri, Francis-William Rhéaume. Cast completo Titolo originale: Simple comme Sylvain. Titolo internazionale: The Nature of Love. Genere Commedia, - Canada, 2023, durata 110 minuti. Uscita cinema mercoledì 14 febbraio 2024 distribuito da Wanted. Oggi tra i film al cinema in 1 sala cinematografica Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,95 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 15 febbraio 2024

La storia di un amore travolgente ma impossibile, ostacolato dalla distanza culturale tra due amanti. Ha vinto un premio ai Cesar,

Consigliato sì!
2,95/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,90
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Tra ironia e parodia, un cinema formalista ed esibito che indaga sul desiderio femminile.
Recensione di Roberto Manassero
venerdì 2 febbraio 2024
Recensione di Roberto Manassero
venerdì 2 febbraio 2024

Sophia è una professoressa di filosofia del Quebec, quarantenne colta e benestante, da tempo sposata con Xavier. Insieme ai loro amici d'estrazione medio-borghese, i due conducono un'esistenza tranquilla, per quanto ormai priva di passione. L'incontro con Sylvain, l'operaio chiamato a restaurare la casa sul lago della coppia, sconvolge finalmente la vita ordinata di Sophia: irresistibilmente attratta dall'uomo, travolgente e rude tanto quanto il marito è educato e distaccato, la donna si fa coinvolgere da un amore totale e trova il coraggio di seguire la sua passione. La distanza culturale e i pregiudizi dei due amanti finiranno però per ostacolare la relazione.

Monia Chokri prosegue dopo Babysitter l'analisi del desiderio femminile con un melodramma al tempo raffinato e sguaiato, all'incerto confine fra ironia e parodia.

In passato attrice per Xavier Dolan (in Gli amori immaginari e Laurence Anyways), nei lavori da regista Chokri, québécoise anche lei, ha scelto uno stile simile a quello dell'amico e collega: un cinema dallo stile formalista ed esibito, in cui immagini curate al limite dell'estetizzante riproducono la superficialità delle trame e i toni tra l'eccessivo e il grottesco.

La natura dell'amore è un melodramma, e come tale parla soprattutto in termini visivi, affidando alla caratterizzazione dei personaggi - gli abiti, l'ambiente in cui si muovono, le parole che usano, i gesti che compiono, anche le urla che emettono - il compito di esprimere le loro emozioni e i loro desideri.

Sophia (interpretata da Magalie Lépine Blondeau, un vulcano sul punto d'esplodere) è bella, elegante, composta, veste tailleur color beige, così come suo marito Xavier (Francis-William Rhéaume) indossa colori spenti e parole monotone (in una discussione arriva a sostenere che una vita tranquilla e senza sesso è preferibile a una ansiosa). L'altro vertice del triangolo, che in breve tempo diventerà un semplice gioco a due, è il rude Sylvain (Pierre-Yves Cardinal, che aveva un simile ruolo da oggetto del desiderio in Tom à la ferme di Dolan), definito invece da un look da hipster anni Duemila, barba folta, camicia da boscaiolo, cappello da baseball, scarponi e bicipiti gonfi... Tre maschere, dunque, tre stereotipi che affermano al primo sguardo frustrazione sessuale, assopimento e irruenza. Il film gioca con i modelli figurativi e narrativi che si diverte a squadernare, compresa ovviamente l'attrazione degli opposti che unisce Sophia e Sylvain, e con un tono tipicamente "dolaniano", cioè sguaiato e liberatorio, prova a scardinare entro le regole di una tipica storia d'amore impedita.

Il punto di vista è quello di Sophia, la sua voglia di sesso, il suo godimento, la sua scelta distruttiva, come suggerisce il titolo originale del film, Simple comme Sylvain, semplice come Sylvain. Agli occhi della donna colta ma irretita da anni di frustrazione, l'uomo brutale e dai modi spicci appare il viatico semplice per un amore liberatorio, il contraltare di tutte le sovrastrutture della vita borghese. Se non fosse, ovviamente, che anche l'amore passionale ha le sue, di sovrastrutture, e pure i sempliciotti sanno mettere due pensieri in fila.

Lo stile che si mantiene inalterato lungo tutto il film, e che filma i personaggi in primissimi piani sgranati, spesso ostacolati da porte e finestre o dislocati nell'inquadratura, trasmette anche in questo caso visivamente il disequilibrio della storia, i piani sfasati tra i due amanti. E proprio per questo, trattandosi di un melodramma, la sua prevedibilità. La storia prosegue perciò in maniera nota, mettendo in scena la distruzione della vita di Sophie, la sua rifondazione e la sua successiva caduta (inevitabile dopo l'ingresso di Sylvain nel suo mondo) e lasciando infine inalterata la distanza che l'amore aveva provato a colmare.

Tocca perciò al senso del ridicolo che traspare in alcune scene (la prima, durante la cena fra amici) e soprattutto alla rabbia espressa nel sesso squarciare la superficie di La natura dell'amore. Sophia urla quando gode, e nell'ultimo amplesso con Sylvain, in cui si piega volutamente all'immagine della donna-oggetto (e lui a quella del maschio predatore), sembra finalmente liberarsi dai suoi fantasmi: come a dire che solo prendendo alla lettera il ruolo che ogni maschera impone si finisce per incontrare la vera natura. Di sé e dell'amore.

Per il resto, tanto la vita borghese quanto quella trasgressiva o liberatoria, non sono altro che recite curate e sfinenti.

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FOCUS
INCONTRI
martedì 13 febbraio 2024
Luigi Coluccio

Esce in sala per Wanted Cinema l’ultimo lavoro di una delle autrici/attrici più interessanti, curiose e personali del cinema francofono globale, Monia Chokri, nome di punta attoriale dell’industria québécois e non (ha lavorato con Denys Arcand, Xavier Dolan, Claire Simon, Katell Quillévéré, Charlotte Le Bon e via elencando), sceneggiatrice e regista di A Brother’s Love (premio Coup de cœur a Cannes 2019) e Babysitter.

La natura dell’amore, suo terzo film, è invece il San Valentino che non ti aspetti: Sophie è una professoressa di filosofia di quaranta anni, insegna all’università per anziani di Montréal e trascina avanti una relazione diventata sempre più distaccata e puramente intellettuale con il compagno Xavier. Un giorno, mentre ispeziona lo chalet appena comprato, incontra il responsabile della ditta di costruzioni, Sylvain. Scoppiano così l’amore e la passione tra città e campagna. Ma che coppia nascerà?

Tra zoom avanti e indietro, pan-focus, teleobbiettivi e uno sguardo coinvolto e critico da commedia romantica anni ’70, abbiamo parlato con Monia Chokri di questo suo ultimo film.


L'INTERVISTA

Partiamo da quello che è venuto prima e quello a cui sei arrivata adesso. Nei due film precedenti, A Brother’s Love e Babysitter hai decostruito la maternità, il rapporto fratello/sorella, la sessualità, e ora con La natura dell’amore sembri essere arrivata all’analisi finale, quella più pura, mettendo al centro di tutto l’amore.
Innanzitutto grazie perché hai quasi parlato di una trilogia e, forse inconsapevolmente, lo è stata. In effetti i tre film corrispondono a tre diversi periodi della mia vita e quindi forse c’è una struttura generale che li lega. E grazie anche per aver usato la parola “decostruzione”, perché ogni volta che mi accingo a preparare e realizzare un film quello che voglio fare è proprio mettere al centro per lo spettatore quelli che sono i miei valori. Per questo scelgo sempre delle protagoniste che hanno più o meno la mia età, non sono film autobiografici, non sono io ma quasi degli alter-ego sui cui cerco di proiettare le mie angosce e le mie insicurezze. Quando ho iniziato a lavorare alla scrittura de La natura dell’amore avevo voglia di studiare, analizzare, interrogare il rapporto di coppia, l’amore, il desiderio, non solo per me stessa ma anche per gli spettatori, che spero abbiano voglia di chiedersi anche loro delle cose.

L’amore non è solo un pretesto narrativo ma ne sta al centro anche come riflessione teorica, filosofica, emotiva, sentimentale, grazie alle lezioni e agli interrogativi della protagonista Sophie. E soprattutto con le riflessioni finali lasciate alle parole di bell hooks.
L’amore è fondamentale. Non saremmo nulla senza di esso e non si potrebbe fare nulla senza di esso. E se non è proprio questo il senso del film una delle domande a cui volevo rispondere è il come si fa ad amare bene, come si può amare sé stessi. Il libro di bell hooks [Tutto sull’amore – Nuove visioni, NdR] l’ho scoperto in una fase avanzata della scrittura, ma mi ha subito colpito tantissimo e ho cercato di inserirlo comunque nel film. Porta una luce moderna, diversa, sulla questione, perché bell hooks arriva a proporre una soluzione su come si debba amare bene e meglio. E se è vero che in precedenza Sophie parla del modo in cui i filosofi uomini hanno costruito le varie teorie sull’amore, è bello che il film si chiuda con le parole di una donna, perlopiù afroamericana, quindi doppiamente oppressa.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 22 febbraio 2024
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Mondi lontani, borghesia intellettuale di città (Montreal) e manovali di provincia, Il titolo originale è Simple comme Sylvain, dove il semplice di una vita senza pretese è anche un facile falegname, factotum di campagna, alto, muscoloso e rozzo, ma capace di scatenare l'erotismo in ebollizione di una filosofa non soddisfatta dal marito disinteressato.

sabato 17 febbraio 2024
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

La regista è nata in Québec, di origini tunisine (e ha in curriculum parecchio lavoro da attrice per Denys Arcand e Xavier Dolan). Una commedia amorosa, finalmente, genere che il festival perbene rifuggono perché divertirsi è male questa era a Cannes Sofia, quarant'anni o giù di fi, in. segna filosofia all'università della terza età, in attesa di un posto migliore, Sposata da dieci anni con Xavier, [...] Vai alla recensione »

venerdì 16 febbraio 2024
Véronique Cauhapé
Le Monde

I film di Monia Chokri, attrice e regista del Québec, sono riflessioni vagamente autobiografiche su un tema che, per sua stessa ammissione, la ossessiona: l'amore. Tema inesauribile osservato attraverso la lente della coppia, del desiderio, della sessualità, dell'emancipazione. La natura dell'amore affronta tutto ciò come una barca in balia della corrente.

venerdì 16 febbraio 2024
Fabiana Sargentini
Close-up

Sophia (Magalie Lépine Blondeau) è sposata da dieci anni con Xavier (Francis-William Rhéaume), condivide con lui interessi e cultura, gusti e amicizie ma la passione ha perso mordente. Per ristrutturare uno chalet di sua proprietà la donna entra in contatto con Sylvain (Pierre-Yves Cardinal), un tuttofare di bell'aspetto, di diversa estrazione sociale, col quale scherza piacevolmente e verso il quale [...] Vai alla recensione »

venerdì 16 febbraio 2024
Michele Gottardi
Il Mattino di Padova

Un film molto francese, molto melò, con un tema - la riflessione sull'amore - altrettanto tipico d'Oltralpe, così come il lavoro di gruppo sugli attori. Peccato che "La natura dell'amore" provenga dal Canada, in particolare dal Québec francofono, come la regista Monia Chokri, attrice e sceneggiatrice di Montréal, che ha lavorato molto sia con Denys Arcand che soprattutto con Xavier Dolan, qui al suo [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 febbraio 2024
Lidia Saller
Il Giornale

Tra una docente di filosofia, intellettuale ma non troppo e un falegname, a dir poco irresistibile, scocca la scintilla dell'amore, con buona pace del compagno di lei. Una commedia romantica che non t'aspetti, ricca di omaggi ai maestri del cinema francese (Truffaut su tutti) e non solo. Con garbo, arguzia e tanto pepe, Chokri esplora l'amore ai tempi dei radical chic snob, servendosi di attori calzanti [...] Vai alla recensione »

mercoledì 14 febbraio 2024
Matteo Pivetti
Sentieri Selvaggi

È possibile conferire all'amore una dimensione esclusivamente intellettuale, come se non fosse comprensibile senza l'aiuto dei grandi filosofi e inspiegabile senza virtuosismi linguistici? Sembra porsi una domanda di questo tipo Monia Chokri, che all'esperienza da attrice (è apparsa tra gli altri in Les amours imaginaires e Laurence Anyways di Xavier Dolan) accosta ormai quella da regista, qui alle [...] Vai alla recensione »

martedì 13 febbraio 2024
Luca Pacilio
Film TV

Sophia (Magalie Lépine Blondeau) vive con Xavier il rapporto maturo e dialettico di una borghese colta ed emancipata. Ma quando incontra Sylvain (Pierre-Yves Cardinal), il falegname che deve ristrutturare lo chalet di campagna, scatta il fatale colpo di fulmine: è solo una parentesi che si apre in una vita sentimentale accomodata in un ménage frustrante? La chiave di volta di un'insoddisfazione che [...] Vai alla recensione »

mercoledì 7 febbraio 2024
Lorenzo Ciofani
La Rivista del Cinematografo

A Sophia, professoressa universitaria di filosofia a Montréal, non manca niente: nel giorno del suo quarantesimo compleanno sono tutti attorno a lei, dal compagno con cui le cose sembrano andare bene agli amici intellettualmente stimolanti. Ma, lo sappiamo, i nostri volti sono cartografie sentimentali, i sorrisi sbilenchi svelano le increspature dell'anima e gli sguardi si perdono al di là di quel [...] Vai alla recensione »

giovedì 18 maggio 2023
Vania Amitrano
Ciak

Da Un Certain Regard arriva al 76° Festival di Cannes una deliziosa commedia romantica canadese, The Nature of Love, scritta e diretta dall'attrice e regista Monia Chokry, già vincitrice in questa stessa sezione nel 2019 per A Brother's Love. Sophia è una professoressa di filosofia a Montreal e vive con Xavier da 10 anni. La loro è un'unione fondata su una solida affinità intellettuale e su quella [...] Vai alla recensione »

NEWS
GUARDA L'INIZIO
martedì 6 febbraio 2024
 

La regista, già attrice musa di Xavier Dolan, racconta un vertiginoso colpo di fulmine che cattura due persone in una travolgente passione. Dal 14 febbraio al cinema. Guarda l'inizio del film »

NEWS
giovedì 1 febbraio 2024
 

Una giovane donna incontra un uomo che proviene da un'altra classe sociale. L'incontro rappresenterà una svolta. Vai all'articolo »

TRAILER
lunedì 15 gennaio 2024
 

Regia di Monia Chokri. Un film con Magalie Lépine Blondeau, Pierre-Yves Cardinal. Da mercoledì 14 febbraio al cinema. Guarda il trailer »

winner
miglior film straniero
Cesar
2024
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