Pantafa

Film 2022 | Horror, +13 105 min.

Anno2022
GenereHorror,
ProduzioneItalia
Durata105 minuti
Regia diEmanuele Scaringi
AttoriKasia Smutniak, Greta Santi, Mario Sgueglia, Betti Pedrazzi, Mauro Marino Giuseppe Cederna, Francesco Colella, Ugo De Cesare.
Uscitagiovedì 30 marzo 2023
DistribuzioneFandango
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,73 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Emanuele Scaringi. Un film con Kasia Smutniak, Greta Santi, Mario Sgueglia, Betti Pedrazzi, Mauro Marino. Cast completo Genere Horror, - Italia, 2022, durata 105 minuti. Uscita cinema giovedì 30 marzo 2023 distribuito da Fandango. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,73 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 24 marzo 2023

Angoscianti disturbi del sonno vengono affiancati a oscure leggende popolari per raccontare la storia inquietante di una mamma che cerca di fare la cosa migliore per il bene della propria bambina. In Italia al Box Office Pantafa ha incassato nelle prime 11 settimane di programmazione 82,8 mila euro e 48,3 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
2,73/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,45
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Opera interessante tra modernità e paganesimo che inserisce elementi innovativi nella tradizione dell'horror.
Recensione di Archimede Favini
sabato 3 dicembre 2022
Recensione di Archimede Favini
sabato 3 dicembre 2022

Marta, sempre più preoccupata per le strane allucinazioni che colpiscono la figlia Nina, decide di portarla a vivere in montagna. Le due prendono così in affitto una vecchia casa dall'aspetto un po' spettrale nella cittadina di Malanotte. Tuttavia, la situazione clinica di Nina continua a peggiorare: la bambina inizia a soffrire di gravi paralisi ipnagogiche che assumono caratteristiche orrorifiche: durante la paresi Nina vede uscire dalle pareti una figura fantasmatica che si acquatta sul suo petto e cerca di succhiarle via l'anima. Le preoccupazioni e le suggestioni di Nina vengono ingigantite dalla signora Orsa, una vicina di casa, che riconosce la Pantafica nella descrizione di Nina, un'anima dannata che tormenta le notti dei bambini. È tutto nella sua testa, come sostiene Marta, o il male ha davvero preso connotazioni reali?

Un sottile horror che dona connotazioni reali ai mostri che infestano la nostra mente.

Bruno Bettelheim, psicologo e psicoterapeuta infantile, si occupò lungamente di analizzare le fiabe popolare e i conseguenti risvolti didattici e paideutici sui fruitori, cioè i bambini. In particolare, nel suo libro, "Il Mondo Incantato", Bettelheim si concentra sulle fiabe dei fratelli Grimm, asserendo che esse non possano rappresentare altro se non i miti freudiani e i passaggi che deve affrontare l'Io del bambino per raggiungere una maturità equilibrata. Queste fiabe, dunque, così fortemente radicate nella dimensione popolare, costituiscono a tutti gli effetti una bussola morale per i bambini, in quanto portatrici di valori, significati allegorici, moniti e anche allusioni alla sfera della sessualità.

Queste sono tutte considerazioni che stanno a monte del lavoro che Emanuele Scaringi fa con Pantafa. Il regista costruisce un horror che presenta sì degli aspetti fortemente innovativi e contemporanei, ma che risente d'altro canto di una tradizione millenaria: alla base dell'intreccio sta infatti la leggenda abruzzese della Pantafica, una presenza mostruosa ed evanescente che turberebbe le notti dei bambini. Sebbene la vicenda sia ambientata ai giorni nostri, riecheggiano perennemente i detti dialettali, le formule per scacciare il malocchio, e nel susseguirsi delle ritualità il mood acquisisce un sapore quasi medievale e pagano.

La regia di Scaringi resta sempre sapientemente e fiabescamente a metà tra vero e immaginato, tra modernità e paganesimo, tra manifesto e occulto. Ecco la grande intuizione del regista: la presa di coscienza che ciò che fa realmente paura è il non visto, l'ignoto: perché così facendo la nostra mente non ha elementi di razionalità a disposizione per ridimensionare, perché è solo nel contesto dell'incubo che i mostri assumono fattezze davvero terrificanti.

Un altro aspetto segnante di Pantafa, che si ricollega sempre alle considerazioni psicoanalitiche del Bettelheim, è lo sguardo psicopatologico: al di là degli sconfinamenti nell'horror e al di là della matrice sostanzialmente fiabesco-popolare, il film si basa sulle paralisi ipnagogiche di Nina e sul sospetto che sia affetta da una forma di epilessia infantile. Non ci sono gli elementi per poterlo affermare con certezza, ma è affascinante pensare di leggere la figura della Pantafica come una metafora che simboleggi l'epilessia infantile. Le stesse indicazioni che Orsa dà a Nina per fronteggiare la Pantafica (stai tranquilla, respira profondamente, cerca di rimanere ancorata alla realtà...) sono le stesse che un qualunque neuropsichiatra darebbe a un suo paziente per cercare di gestire al meglio il momento della crisi.

Tutte queste considerazioni finiscono però per sciogliersi in un finale tortuoso, indubbiamente sorprendente, ma per certi versi piuttosto inspiegabile. Il plot twist finale induce di certo alla riflessione sul ruolo materno e sulla profondità psicologica del personaggio di Kasia Smutniak, ma di contro trancia le gambe a certe possibili letture allegoriche o psicanalitiche.

Pantafa è in ultima analisi un lavoro molto interessante, sia riguardo le intuizioni che stanno alla base del progetto e sia in merito all'efficacia registica e narrativa in base agli esiti che il film vuole dare. Pecca forse un po' di unilateralità: il tentativo di rimanere entro i confini del genere horror ne impedisce il riconoscimento nella luce di una realtà più alta e composita.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 6 giugno 2024
MONFARDINI ILARIA

 “La vecchia signora non mi fa dormire; si siede sul mio petto e non mi fa respirare; quando io mi sveglio, lei va via”. Buonanotte Vecchio è un antico borgo medievale nella provincia di Chieti, in Abruzzo, edificato nel XII secolo ed abbandonato definitivamente durante il XX. Pare che il suo nome, inizialmente, non fosse però questo, ma si chiamasse, invece, Malanotte, [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 7 aprile 2023
Giovanni Guidi Buffarini
Corriere Adriatico

La piccola Nina soffre di paralisi del sonno, ha le allucinazioni. La madre Marta (Smutniak) ritiene che cambiare aria, lasciare la città, possa farle bene. Affitta una vecchia casa parecchio sinistra nel paese montano di Malanotte, nome eloquente, no? E le crisi della bambina, guarda un po', peggiorano di brutto. Dicono c'entri la Pantafa, figura del folklore abruzzese e anche del sud delle Marche, [...] Vai alla recensione »

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lunedì 27 marzo 2023
 

Un horror contemporaneo, tra modernità e paganesimo, interpretato da Kasia Smutniak. Dal 30 marzo al cinema. Vai all'articolo »

TRAILER
martedì 14 marzo 2023
 

Regia di Emanuele Scaringi. Un film con Kasia Smutniak, Greta Santi, Mario Sgueglia, Mauro Marino, Giuseppe Cederna. Da giovedì 30 marzo al cinema. Guarda il trailer »

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giovedì 1 aprile 2021
 

Marta si trasferisce insieme a sua figlia Nina a Malanotte, un piccolo paese di montagna. La bambina da qualche tempo soffre di paralisi ipnagogiche, un disturbo del sonno che può portare ad avere stati allucinatori, e Marta ha pensato che un po' di [...]

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