Gli orsi non esistono

Film 2022 | Drammatico, 106 min.

Titolo originaleKhers Nist
Titolo internazionaleNo Bears
Anno2022
GenereDrammatico,
ProduzioneIran
Durata106 minuti
Al cinema1 sala cinematografica
Regia diJafar Panahi
AttoriJafar Panahi, Mina Kavani, Naser Hashemi, Vahid Mobasheri, Bakhtiyar Panjeei Reza Heydari, Mina Khosrovani.
Uscitagiovedì 6 ottobre 2022
TagDa vedere 2022
DistribuzioneAcademy Two
MYmonetro 4,11 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Jafar Panahi. Un film Da vedere 2022 con Jafar Panahi, Mina Kavani, Naser Hashemi, Vahid Mobasheri, Bakhtiyar Panjeei. Cast completo Titolo originale: Khers Nist. Titolo internazionale: No Bears. Genere Drammatico, - Iran, 2022, durata 106 minuti. Uscita cinema giovedì 6 ottobre 2022 distribuito da Academy Two. Oggi tra i film al cinema in 1 sala cinematografica - MYmonetro 4,11 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 9 settembre 2022

La storia di due relazioni parallele che si trovano ad affrontare un periodo di difficoltà. Il film è stato premiato al Festival di Venezia,

Consigliato assolutamente sì!
4,11/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 4,22
PUBBLICO
ASSOLUTAMENTE SÌ
Una storia che reclama verità immortalata da un regista che continua a esporsi in prima persona senza timore.
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 9 settembre 2022
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 9 settembre 2022

Una strada e una coppia. Lui ha procurato per lei un passaporto falso per consentirle di espatriare ma quando la donna apprende che non partiranno insieme rifiuta di lasciarlo. Uno "Stop" ci informa del fatto che si tratta di una scena di una docufiction  che Jafar Panahi sta cercando di dirigere a distanza da un villaggio in cui il segnale è estremamente precario. Ma anche la vita in quel luogo è precaria.

L'ultimo film (per prevedibili almeno sei anni) del pluripremiato regista.

Come è noto Jafar Panahi già nel 2010 aveva subito una condanna che prevedeva per venti anni l'impossibilità di girare film, espatriare ed avere contatti con i media. Di recente però, essendosi recatosi alla Procura di Teheran per avere informazioni su un altro regista detenuto, è stato arrestato e condannato a sei anni di reclusione.

Questo film si propone come una sorta di (ovviamente speriamo temporaneo) punto fermo nella sua filmografia. Ancora una volta, da artista che non si piega ai diktat del potere, riesce ad eludere tutti i vincoli e a consegnarci una sua riflessione sul cinema e sulla società iraniana. Per quanto riguarda il cinema ci mostra come possa ancora essere un mezzo di denuncia a cui solo la mancanza di campo può porre degli ostacoli.

Non sono più i tempi in cui il regime consegnava e controllava la quantità di pellicola utilizzata per girare un film 'autorizzato' preceduto dall'immancabile "In nome di Dio". Oggi si procede diversamente e, se necessario, per interposte persone. Ecco allora una storia d'amore così forte da chiedere di essere raccontata ma che, al contempo, finisce con il reclamare una 'verità' che anche il cinema più indipendente può faticare a cogliere nella sua essenza. 

Ma c'è un'altra vicenda che avviene nel villaggio e che coinvolge Panahi al punto da costringerlo ad andarsene. Muovendosi su questo doppio registro riesce non solo a raccontarci due situazioni definite nel tempo e nello spazio ma anche a ricordarci come il potere espanda i suoi tentacoli anche nei luoghi più remoti approfittando dei pregiudizi e dell'ignoranza.

Resta comunque il bisogno irrefrenabile dell'artista di esprimersi con il mezzo a lui più congeniale, giocando anche sulla sospensione dell'incredulità. Lo spettatore deve pensare ad un Panahi in solitudine nel villaggio mentre invece viene ripreso con camera in movimento da qualcuno che è lì con lui. Questa però non è finzione nel senso deteriore del termine. È fare cinema di testimonianza esponendosi in prima persona ponendosi dietro e davanti alla macchina da presa non avendo il timore di firmare così la propria condanna pur di raccontare senza costrizioni servili.

PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 9 settembre 2022
Peer Gynt

Nel minuscolo villaggio iraniano di Jabbar un abitante del luogo informa il regista Jafar Panahi (sì, proprio lui, che recita nel film interpretando se stesso) che di notte deve fare attenzione ad andare in giro, per timore degli orsi. Il regista è stato convocato dal capo villaggio a giurare sul Corano, in un'apposita sala dei giuramenti, di non essere in possesso di una foto che [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
lunedì 26 settembre 2022
Giovanni Spagnoletti
Close-up

Motto da una battuta pronunziata (più o meno) nel film e "sale della terra" di Jafar Panahi: «Non ci sono orsi qui, la nostra paura dà potere agli altri». Incipit: Siamo in una cittadina in Turchia sul mare: un uomo cerca una donna che lavora in un bar come cameriera, le dice di uscire un momento e le consegna un passaporto evidentemente rubato e falsificato, invitandola con quello a fuggire in Europa, [...] Vai alla recensione »

venerdì 16 settembre 2022
David Rooney
The Hollywood Reporter

L'ultimo film di Jafar Panahi sarebbe stata un'opera forte anche se a luglio il regista non fosse stato arrestato per l'ennesima volta. Apparentemente semplice, Gi orsi non esisto-no si trasforma un po' per volta in una complessa riflessione sul prezzo che deve pagare chi in Iran non vuole rinunciare alla sua libertà di espressione, sul divario fra tradizione e modernità, sulle differenze tra la vita [...] Vai alla recensione »

sabato 10 settembre 2022
Cristina Piccino
Il Manifesto

C'è qualcosa di unico, che commuove e sorprende ogni volta nella passione di Jafar Panahi per il fare-cinema: un'ostinazione la sua morale, politica, e un gesto di resistenza con cui scomporre e ricomporre la realtà, l'umano, i conflitti, i paradossi; svelare quanto si cela dietro abitudini e sguardi pigri opponendo il dubbio alla certezza, il pensiero critico alla manipolazione.

sabato 10 settembre 2022
Enrico Danesi
Giornale di Brescia

Ultimi tre film del concorso, dalla qualità decisamente eterogenea. «No Bears» (Niente orsi) di Jafar Panahi è un'opera che assume una valenza particolare alla luce della vicenda personale del cineasta iraniano, che lo interpreta in prima persona. Panahi è infatti in carcere da luglio, condannato a 6 anni di detenzione, reo di "propaganda contro il regime" perpetrata attraverso i suoi film.

sabato 10 settembre 2022
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Sull'assenza-presenza del regista iraniano Jafar Panahi sappiamo tutto, carcere attuale compreso. "No bears" è un film che toglie definitivamente ogni sicurezza: del vivere in un Paese governato con ostilità nei confronti di chiunque si ribelli o abbia un pensiero libero; di quello che vediamo sullo schermo, portando alle estreme conseguenze l'indistinguibilità tra realtà e finzione, anche all'interno [...] Vai alla recensione »

sabato 10 settembre 2022
Roberto Manassero
Cineforum

Lo scorso 11 luglio, Jafar Panahi, presentatosi presso il pubblico ministero di Teheran che tre giorni prima aveva arrestato i registi Mohammad Rasoulof e Mostafa Aleahmad, è stato a sua volta messo in stato di fermo e condannato per direttissima a sei anni di prigione. Una condanna che arriva dopo quella del 2010, quando il regista iraniano, da sempre oppositore del regime, venne anche in quel caso [...] Vai alla recensione »

venerdì 9 settembre 2022
Aldo Spiniello
Sentieri Selvaggi

La prima scena è in una città della Turchia, in una strada affollata. Una donna esce da un ristorante e incontra un uomo che le consegna un passaporto falso. Si tratta di una coppia iraniana, che cerca un modo di arrivare in Europa, per avere finalmente un po' di pace, dopo una vita di persecuzioni da parte del regime di Teheran. Però lui non ha ancora trovato i documenti e dice alla compagna di avviarsi [...] Vai alla recensione »

venerdì 9 settembre 2022
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Contro l'autorità, oltre il mezzo. Leone d'oro al Lido nel 2000 con Il cerchio e Orso d'oro a Berlino nel 2015 per Taxi Teheran, arrestato a luglio dal governo iraniano e condannato a sei anni di detenzione, Jafar Panahi non è a Venezia 79, che gli ha lasciato una sedia vuota in conferenza stampa, ma parla con il suo film, No Bears, che gareggia per un altro Leone d'Oro.

NEWS
GALLERY
sabato 10 settembre 2022
 

Il film dedicato a Santa Chiara è l'ultimo dei cinque italiani in corsa per il Leone d'Oro. Già assegnati i premi delle sezioni collaterali. Vai all'articolo »

MOSTRA DI VENEZIA
venerdì 9 settembre 2022
Giancarlo Zappoli

Il regista, condannato a sei anni di reclusione, continua esporsi in prima persona senza timore. In concorso alla Mostra e da giovedì 6 ottobre al cinema. Vai all'articolo »

TRAILER
venerdì 9 settembre 2022
 

Regia di Jafar Panahi. Un film con Jafar Panahi, Mina Kavani, Naser Hashemi, Vahid Mobasheri, Bakhtiyar Panjeei. Da giovedì 6 ottobre al cinema. Guarda il trailer »

TRAILER
lunedì 22 agosto 2022
 

Regia di Jafar Panahi. Un film con Jafar Panahi, Mina Kavani, Naser Hashemi, Vahid Mobasheri, Bakhtiyar Panjeei. Da giovedì 6 ottobre al cinema. Guarda il trailer »

winner
premio speciale della giuria
Festival di Venezia
2022
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