Un film in bianco e nero che si rivolge al passato per interrogare la contemporaneità. Espandi ▽
Inverno 1944, Monti Marsicani. Quattro uomini vagano nella neve alta. Non sappiamo da dove vengono, non sappiamo dove stanno andando. Ma sappiamo cosa fanno e per cosa lottano: sono Antonio, Pietra, Rocco e il Comandante, sono partigiani. Poi incontrano una ragazza, che li guida in mezzo alla vallata sconosciuta. È una spia? O solo un’anima spaventata? Colpi di fucile, di pistola. Qualcosa sta per succedere. I morti rimangono con la bocca aperta è un viaggio senza parole, senza appigli, senza certezze. Ma un viaggio che dobbiamo fare. È il quarto titolo di “Unwanted Series”, progetto multi-filmico che Ferraro ha dedicato e costruito attorno alle figure dei ripudiati dalla nostra storia continentale. Ogni opera è un viaggio, un passaggio, uno stendersi verso la Natura e l’Uomo. Recensione ❯
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Un esplosivo racconto di formazione, una commedia dark-rock immersa nella cultura pop degli Anni 80. Espandi ▽
Nord Italia, scintillanti anni 80. Per amore della figura paterna perduta, Alice si trova catapultata nel mondo del crimine, nel quale impara a sopravvivere anche grazie all'uso dell'immaginazione, alimentata da riferimenti, televisivi, cinematografici e musicali degli anni 80. Come la fortunata Stranger Things, che fa dell'esplicita citazione di un determinato immaginario letterario e cinematografico (King e Spielberg, primi fra tutti), il suo principale marchio di fabbrica, anche Bang Bang Baby si segnala per la spudorata volontà di citare, e nel caso della serie Prime video di far suo, un determinato contesto e trasformarlo in una vera e propria impalcatura su cui costruire ogni puntata. Insomma, a prescindere da difetti e inciampi, c’è da rimanere affascinati di fronte a Bang Bang Baby e alla sua voglia di sperimentare… Voglia che la presenza delle SVOD non fa che incentivare e che, anche se a piccoli passi, era ora travolgesse i prodotti seriali italiani. Recensione ❯
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Vincenzo Malinconico è un avvocato semi-disoccupato. Più psicologo che avvocato. Il suo portafoglio clienti è leggero: si occupa di contenziosi non molto impegnativi. Solo una cosa che sa fare: filosofeggiare. Espandi ▽
La fiction segue le vicissitudini di Vincenzo Malinconico, un po'avvocato sui generis, un po' filosofo osservatore dell'esistenza, che si destreggia tra l'ex moglie Nives che lo cerca sempre -e non solo come amante-, e Alessandra Persiano, bellissima e desiderata da tutto il foro di Salerno; i suoi due figli Alfredo e l'impronunciabile Alagia, la sua ex suocera, e vari altri personaggi che gli occupano il tempo senza che lui riesca, di fatto, a procedere da nessuna parte. La decisione di difendere un esecutore della camorra, Mimmo 'O Burzone e l'incontro con Tricarico, un fedele e spassionato Virgilio che lo guida negli inferi della camorra, lo faranno crescere, non solo professionalmente.
La sceneggiatura affidata allo stesso Diego De Silva insieme a Massimo Reale, Gualtiero Rosella, Valerio Vestoso è ben articolata e riesce a far entrare lo spettatore nel variegato mondo del protagonista, tenendo l'attenzione, articolando e dosando bene i ritmi della narrazione.
La serie riesce a divertire con intelligenza e ad affrontare alcune tematiche come quelle della camorra e dei luoghi della giustizia con uno sguardo trasognato. Recensione ❯
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Pregevole documentario che ripercorre le complesse modificazioni sociali degli USA durante il 2020, catturando il senso di disagio di una nazione. Documentario, USA, Italia2022. Durata 70 Minuti.
Oggettiva cronaca dei complessi fenomeni sociali verificatisi nel 2020 negli Stati Uniti. Espandi ▽
A partire dal discorso del 4 luglio dell’allora presidente Donald Trump, i registi ci sballottano di qua e di là per i cinquanta stati della vecchia gloria per cercare di capire le ragioni seminali del movimento black lives matter, della furia iconoclasta verso le statue di Colombo e l’annosa questione dello sterminio della comunità indiana d’America. Ciriaci e Liptzin cercano di guidarci, attraverso le voci e le testimonianze delle persone, alla comprensione delle ragioni seminali di questi sconvolgimenti sociali: la loro operazione è chiaramente animata dalla convinzione di poter comprendere meglio la realtà nel momento in cui la si esamina tassello per tassello, con una regia senza sbavature illuminata da una fotografia chirurgica. Stonebreakers è un lavoro pregevole, che pur esplorando tematiche già ampiamente trattate riesce a lasciare qualcosa dietro di sé: instilla nello spettatore una sensazione impalpabile di disagio e di impermanenza, catturando magistralmente l’anima dell’America contemporanea. Recensione ❯
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Un uomo riceve una sconvolgente notizia sulla figlia. Parte così in cerca di verità. Espandi ▽
Artemio è un anziano contadino che coltiva il grano in un angolo sperduto e montuoso del Messico. Solitario e silenzioso, riceve un giorno una comunicazione dal villaggio che riguarda sua figlia, con la quale da tempo non ha più rapporti. La notizia che l'uomo riceve è abbastanza grave da fargli racimolare dei soldi come può e partire alla volta di Città del Messico, meditando sul passato e sulle colpe. Recensione ❯
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La storia di un gruppo di persone che vive nel deserto della California. Espandi ▽
Nasce da un percorso di passione personale, questo viaggio nella California profonda alla scoperta di un’idea di città nata e poi morta e poi trasformata in qualcosa d’altro. I materiali li ha girati sul posto la filmmaker italiana Susanna della Sala, che ora li assembla in un documentario di esplorazione molto efficace nel dipingere lo spirito e la filosofia di un luogo residuale. “Una baia di sale e decadimento” la definisce in una composizione rap-poetica uno dei residenti di Bombay Beach. Le difficoltà nel viverci sono ben evidenti, tra il lago inquinato che va prosciugandosi, le case abbandonate di chi è scappato e la scarsità dei rifornimenti nel deserto. Il film è però più dell’assurda cronaca di uno scempio geografico per mano dell’uomo, e trova notevoli punti di interesse antropologico su come l’umanità stessa sappia raccontare il proprio cambiamento. Recensione ❯
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Il racconto di una delle più grandi mobilitazioni operaie degli ultimi anni in Italia: quello della GKN di Firenze. Espandi ▽
La mattina del 9 luglio 2021 i proprietari della Gkn Driveline di Firenze annunciano senza preavviso la chiusura della produzione. In un colpo solo, l'azienda licenzia in blocco tutti i 422 operai, dopo aver concesso una giornata di permesso collettivo. È un fulmine a ciel sereno. Nel giro di pochi minuti, i lavoratori accorrono allo stabilimento di via Fratelli Cervi a Campi Bisenzio, alle porte di Firenze, insieme ai dipendenti delle ditte d'appalto. Gli operai riescono a entrare nella fabbrica e danno avvio a un'assemblea permanente. E tu come stai? è il racconto di una delle più grandi mobilitazioni operaie degli ultimi anni in Italia. Il film ripercorre la lotta fin dai primi minuti, dalle porte dei cancelli sorvegliati dagli addetti alla sicurezza in quella fatidica mattina d'estate, fino al grande corteo di piazza del 26 marzo. Un monito di fronte alla progressiva perdita dei diritti dei lavoratori nel nostro paese. Recensione ❯
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Un documentario ricchissimo di spunti che apre uno sguardo originale su Pasolini. Documentario, Italia2022. Durata 98 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
La gioventù di Pier Paolo Pasolini nella città dove nacque il 5 marzo del 1922 e dove, soprattutto, si formò dal 1937 al 1943. Espandi ▽
Grazie ad un'amplissima selezione di materiali di repertorio, di documenti inediti e di scritti di Pasolini, viene ricostruito il periodo della sua infanzia e gioventù che hanno avuto al centro la città di Bologna in cui era nato il 5 marzo del 1922. Questo avviene nel contesto di una scelta narrativa significativa: uno studente decide di incentrare la sua tesi di laurea sul rapporto tra Pasolini e la città.
Le prime esperienze di Pasolini in molteplici ambiti della conoscenza, sia sul piano culturale che su quello esistenziale, tra poesia, letteratura, cinema, teatro, pittura, impegno civile, sessualità e sport.
Chi guarda si trova a percorrere le vie di una Bologna del presente e del passato con una lettura che si costruisce ricorrendo anche ai contributi di testimonianze che aprono sguardi a loro volta originali sulla formazione di Pasolini. Il fatto poi che il protagonista sia affiancato da una coetanea cantante lirica e da un'altra amica consente di ampliare il concetto di condivisione di un'esperienza che non si auto confina nell'espletamento di un, per quanto interessante e coinvolgente, adempimento di carattere accademico. Recensione ❯
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Un gruppo di artisti è al lavoro a un nuovo progetto ispirato al Ginger e Fred di Fellini. Espandi ▽
A partire da un soggetto di Deflorian e Tagliarini, con la collaborazione di Barbara Iannarilli, il film è al tempo stesso il racconto di come lo spettacolo sia uno modo per i due protagonisti di “riallinearsi”, proseguendo nella ostinata, certosina ricerca del senso in ogni motto e azione. Una testimonianza pulsante e insieme lieve della complementarità dialettica della coppia, della loro intesa creativa. A documentare con tocco sensibile ciò che è arduo spiegare in una recensione, perché di per sé imprendibile ed effimero come la preparazione di uno spettacolo teatrale, sono Greta De Lazzaris e Jacopo Quadri. Con un titolo che è già un manifesto esistenziale, Siamo qui per provare, si offre come un segno, un lampo di vita, una traccia intenzionale che tenga memoria del buio intravisto e respinto. Rispecchiando il lavoro degli autori, ciò che il film ribadisce ad ogni scena è che si può far teatro con tutto, anche con pochissimo, e che tutto è teatro. Recensione ❯
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Il film racconta la contraddittoria e intensa vita insieme di Edda Mussolini e suo marito Galeazzo Ciano. Espandi ▽
Edda Mussolini figlia primogenita del Duce sposa Galeazzo Ciano, figlio dell’ammiraglio Costanzo il 24 aprile 1930. Da quel momento i due diventano una delle coppie più in vista del regime ma anche due personalità che vedono la Storia da prospettive diverse che finiranno con l’avvicinarsi solo dinanzi alla tragedia. Una ricostruzione documentata e drammaturgicamente efficace di una vita di coppia che non è come quella di tanti perché vissuta nelle stanze del Potere. Wilma Labate, grazie alla performance in perfetto equilibrio tra passato e presente di Silvia D’Amico e Simone Liberati, ricostruisce la vita privata e pubblica della coppia. Ne esce un ritratto complesso e al contempo estremamente lucido di dinamiche che vedono coinvolti i sentimenti più comuni di un uomo e una donna (affetto filiale, amore, dissimulazione, tradimenti, litigi) con quelli di chi, per ragioni di parentela o di ruolo politico, può influenzare le sorti di un intero Paese. Recensione ❯
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Un film breve di finzione, che inizia un percorso di indagine sulla generazione nata nel 2000. Espandi ▽
Bianca festeggia i suoi 22 anni il 28 febbraio 2022, in un piccolo appartamento della periferia di Mosca dove vive con la madre. Bianca è Electa per il
mondo digitale, un alter ego ispirato alla protagonista della Sagra di Primavera di Igor Stravinskij. Electa è conosciuta sui social network per le sue toccanti
performance di danza e la sua ossessione per il bianco.
Bianca è nata a Norilsk, in Siberia, una delle città più inquinate del mondo e fa parte di un gruppo di ragazzi, provenienti da tutto il mondo, che si riunisce
online intorno a Radio Esperanza Libre, un canale di podcast fondato da Anita Lopez, giovane speaker ambientalista di Río Gallegos (Argentina). Radio
Esperanza Libre è ispirata ad una radio che è stata disattivata ma che una volta trasmetteva dall'Antartide argentina, da Base Esperanza. Anita ed Electa si
sono incontrate casualmente sull'Internet perché, oltre ad essere accomunate dall'impegno ambientalista, hanno in comune una data di nascita curiosa: il 29
febbraio.
Nella vita reale Bianca è profondamente insicura, non è abituata al contatto con gli altri e fatica a relazionarsi verbalmente anche con la madre. Bianca è
chiusa nell'impeccabile gabbia esibizionistica di Electa; quando il mondo intorno a lei sembra sgretolarsi, non solo a causa del cambiamento climatico, la rete
di connessioni virtuali di Electa diventa l'unica via di fuga possibile per Bianca, l'unica reazione per riscattare la propria voglia di vivere. Il podcast registrato
con Anita lunedì 28 febbraio 2022, a soli quattro giorni dall'invasione russa in Ucraina, costituisce per Electa l'occasione di lanciare un grido di aiuto. A partire
da lì, connessioni apparentemente labili e casuali dimostrano la capacità di cancellare le distanze e aprire inaspettate vie di fuga e speranza. Recensione ❯
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Un catalogo in movimento e una lettera al proprio papà che non c'è più. Un film dovuto, sentito e struggente. Documentario, Svizzera, Italia2022. Durata 87 Minuti.
Un dialogo intimo tra un padre, uno dei maggiori esponenti del Movimento di Architettura Radicale Fiorentino, e la figlia regista. Espandi ▽
Un commovente resoconto della vita e della carriera di Fabrizio Fiumi ad opera della figlia Elettra. Dopo la morte del padre Elettra inizia a ripercorrere le tappe principali della parabola del suo “babbo”, come ama chiamarlo, in quello che è a metà tra un documentario e la sua personalissima maniera di elaborare questo lutto e questa eredità pesantissimi. È difficile parlare di Radical Landscapes in modo oggettivo, e questo è dovuto soprattutto all’incredibile capacità di Elettra Fiumi nel far sì che le sue immagini si sottraggano sistematicamente a ogni tipo di razionalità. Radical Landscapes, proprio come i lavori del suo babbo, salta il filtro cerebrale e va dritto al cuore. Più che un documentario, è un vademecum per inguaribili idealisti (o forse sarebbe più corretto dire per idealisti radicali) finiti per un tremendo e inspiegabile errore, in un mondo in cui i sognatori e gli utopisti sono una specie in via di estinzione e sono la logica e la razionalità a farla da padrone. Recensione ❯
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Una riflessione sul rapporto tra fede e razionalità che sintetizza tutto il pensiero di un grande autore. Drammatico, Polonia, Israele, Italia2022. Durata 87 Minuti.
Un uomo vicino alla terza età riallaccia i rapporti con un giovane cugino genio della matematica. Questa frequentazione cambierà entrambi. Espandi ▽
L’ottantaquattrenne Zanussi prosegue la sua ricerca interiore e torna a riflettere sul rapporto tra fede e razionalità. Lo fa questa volta chiarendoci già in apertura che Joachim (e di conseguenza anche David) sono dei “personaggi”. Zanussi cioè sta facendo cinema e si avvale di questi due caratteri per portare sullo schermo i temi che continuano a stargli a cuore. Il suo pensare alla morte come spartiacque che impone di affrontare la domanda sull’aldilà anche a chi pensa di aver compiuto tutti i possibili cosiddetti ‘peccati’ (cosiddetti perché se un Dio non c’è non ha senso definirli tali) torna in questa sua opera in cui fa fare sintesi del suo pensiero a un mendicante che si vede offrire una cospicua somma di denaro purché affermi che Dio non esiste. La sua risposta è di quelle che si ricordano. Recensione ❯
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Marzo 2020, scatta il lockdown. Un cinefilo, Alessandro Aniballi, si rifugia nel cinema del passato, cercando di capire come sia nata in lui questa ossessione. Espandi ▽
In un film coraggioso e decisamente originale Aniballi ci invita a ragionare sul senso profondo del fare e vedere cinema in questo nostro tempo difficile.
Pochi minuti dopo l’inizio di Una claustrocinefilia Giovanni Spagnoletti, critico cinematografico e studioso di cinema, definisce la cinefilia come una malattia. Aniballi, recluso non volontariamente in casa e impegnato a parlare con il suo pc è allora un malato? Oppure è un personaggio stravagante come Benicious, l’esule polacco che chi ha frequentato i festival negli anni ’70 e ’80 non ha potuto non incontrare in quanto, essendo homeless, passava da un’ospitalità all’altra delle manifestazioni cinematografiche continuando a vedere film quasi senza soluzione di continuità?
Aniballi si interroga su questo e su una miriade di altre possibili letture del suo rapporto con la settima arte non rinunciando però mai a confrontarsi con la realtà.
Quando ci ricorda a più riprese che avrebbe voluto scrivere una storia del cinema italiano in una forma che ancora nessuno ha pensato ma che non ci è riuscito sarà bene che prenda atto che invece è riuscito a rendere alla perfezione l’idea di quella che è sicuramente una magnifica ossessione che può anche assomigliare a una malattia di cui lui però conosce la visionaria cura. Recensione ❯
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Un documentario che immortale il tentativo di portare in scena una rivisitazione di una seicentesca raccolta di novelle comiche. Espandi ▽
Il noto attore e regista Carlo Simoni, su proposta di Ferruccio Giovanetti fondatore delle cliniche psichiatriche del gruppo Atena, accetta di dirigere uno spettacolo che abbia come attori gli ospiti delle strutture del gruppo. Ne nasce un percorso, complesso ma entusiasmante, che vede il teatro manifestare la propria potenzialità di terapia di grande efficacia.
Un documentario sul teatro che si immerge nell'attività di creazione dei personaggi e dell'azione mostrando come un professionista del palcoscenico possa divenire maestro, amico e terapeuta.
Carlo Simoni non ha bisogno di presentazioni. Il pubblico che ama il teatro e la televisione di qualità ha avuto modo di conoscerlo grazie alle innumerevoli mese in scena ha cui ha partecipato, diretto dai più importanti registi italiani (da Strehler a Ronconi, da Bolchi a Lavia). Forse però non era così noto a coloro che sono diventati il cast di uno spettacolo del tutto particolare della cui prima rappresentazione vediamo poco perché è giusto così. Recensione ❯
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