Close

Film 2022 | Drammatico, +13 105 min.

Anno2022
GenereDrammatico,
ProduzioneBelgio, Paesi Bassi, Francia
Durata105 minuti
Regia diLukas Dhont
AttoriEden Dambrine, Gustav De Waele, Émilie Dequenne, Léa Drucker, Kevin Janssens Marc Weiss, Igor van Dessel.
Uscitamercoledì 4 gennaio 2023
TagDa vedere 2022
DistribuzioneLucky Red
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,48 su 38 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Lukas Dhont. Un film Da vedere 2022 con Eden Dambrine, Gustav De Waele, Émilie Dequenne, Léa Drucker, Kevin Janssens. Cast completo Genere Drammatico, - Belgio, Paesi Bassi, Francia, 2022, durata 105 minuti. Uscita cinema mercoledì 4 gennaio 2023 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,48 su 38 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 27 dicembre 2022

Un ragazzo deve fare i conti con la separazione dal suo più caro amico. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Cannes, 1 candidatura a Golden Globes, 5 candidature agli European Film Awards, 1 candidatura a British Independent, a National Board, 1 candidatura a Critics Choice Award, In Italia al Box Office Close ha incassato 503 mila euro .

Consigliato sì!
3,48/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,38
PUBBLICO 4,05
CONSIGLIATO SÌ
v
Un'opera che affronta il tema dell'identità sessuale e ci ricorda che i condizionamenti sociali sono difficili da sormontare.
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 27 maggio 2022
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 27 maggio 2022

Due tredicenni, Leo e Rèmi, vivono la loro preadolescenza condividendo momenti di gioco e momenti di riflessione. Il loro ingresso nella scuola superiore fa sì che i nuovi compagni inizino a manifestare il sospetto che la loro sia non solo un'amicizia ma una relazione sentimentale. Questo finirà per creare una certa distanza che si risolverà in una situazione destinata a lasciare una traccia profonda.

Lukas Dhont dopo Girl torna ad affrontare il tema dell'identità sessuale contestualizzandolo all'interno di un rapporto di profonda amicizia.

Il regista belga si dimostra ancora una volta estremamente abile nel portare sullo schermo le sensibilità di chi vive una fase di mutamento nella propria vita. Questa volta sotto la lente di ingrandimento ci sono due ragazzini che vivono con spensieratezza, ma non con superficialità, una delle fasi più complesse dell'esistenza umana. Uno di loro, Leo, è il più esuberante e solare mentre l'altro, Rèmi, è il più riflessivo e si dedica anche, oltre agli studi di routine, all'apprendimento del suono del flauto. Le loro famiglie si conoscono e vedono nella loro amicizia nient'altro che un bel rapporto di mutuo apprendimento e crescita. 

Sarà la malizia più o meno innocente dei compagni, in particolare delle ragazze, a portare in evidenza quella che potrebbe anche essere un'evoluzione della loro amicizia che gli altri però, anche se coetanei e quindi teoricamente meno legati a schemi prefissati, finiscono con l'interpretare secondo i più vieti stereotipi. Ecco allora che Leo inizia ad impegnarsi nella squadra di hockey su ghiaccio quasi a voler sottolineare una virilità che altri sembrano mettere in discussione ed allontanandosi in parte dall'amico. 

Quanto accadrà poi non va rivelato mentre invece va sottolineato lo sguardo che, anche in questa sua opera seconda, Dhont rivolge ai suoi protagonisti. La tensione che in Girl accompagnava lo spettatore sin dalle battute iniziali qui si viene a creare progressivamente intaccando la gioia di un legame che il contesto di una vita agreste e ricca di note di colore (si vedano in proposito le immagini del lavoro in campagna) contribuiva a rendere totalmente naturale. Dhont torna così a ricordarci (e continua ad essercene bisogno) che i condizionamenti sociali a tutti i livelli costituiscono purtroppo ancora un ostacolo difficile da sormontare.

Ottiene questo risultato grazie alla presenza sullo schermo di due giovanissimi interpreti che si dimostrano assolutamente in grado di reggere non solo i reciproci ruoli ma anche i primi e primissimi piani che vengono loro dedicati.

Tutti i film da € 1 al mese

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 6 marzo 2023
sergio dal maso

“Ti ricordi, Michel del banco nero in terza fila, che ascoltò tutte le risate Di due bambini che vivevano in un sogno che non si ripeterà (…) Ti ricordi, Michel, di come era esclusiva la tenerezza che ci univa E accompagnò la nostra infanzia fino ai giorni della nuova realtà…” Michel di Claudio Lolli   Léo e Rémi.

FOCUS
FOCUS
venerdì 30 dicembre 2022
Tommaso Tocci

Poche assegnazioni della Caméra d'Or - il premio per la Miglior Opera Prima - sono apparse così scontate come quella dell’edizione di Cannes del 2018, in cui fu premiato il film belga Girl (guarda la video recensione) dopo giorni di stupore e passaparola tra gli addetti ai lavori. Era il biglietto da visita di Lukas Dhont, all’epoca ventisettenne e subito consacrato a protagonista presente e futuro del cinema europeo. La bellezza del ragazzo, cristallina e idealizzata, rispecchiava quella del suo esordio, un dramma intimo e personale sulle difficoltà di un’adolescente trans che studia per diventare ballerina e soffre doppiamente per nascondere il suo corpo in un mondo costruito sui valori dell’esteriorità femminile.

Quattro anni dopo, con l’uscita in sala della sua seconda regia Close, Dhont può già vantare un altro premio a Cannes (stavolta il Grand Prix) e un’accoglienza ugualmente positiva. Il film consente di tracciare un primo segmento nella carriera del belga e di notare i temi che ritornano: anche in Close lo sguardo dell’autore è volto alla giovinezza e al trauma in egual misura, uno legato forse intrinsecamente all’altra.

Al centro di Close c’è il rapporto tra due ragazzi tredicenni, in cui torna l’attenzione di Dhont per le tematiche LGBTQ ma che in realtà abbraccia più in generale l’idea dell’amicizia profonda (“Non ho mai più avuto amici come quelli che avevo a 12 anni, ma chi li ha?” si diceva in Stand by me) e di come una mascolinità in via di definizione, suscettibile alle influenze esterne, possa alterarne il corso naturale. La storia di Léo e Rémi è struggente, e come quella di Lara in Girl ha nella tragedia un terminale inscindibile dal percorso di crescita.

Chi ancora conserva un certo scetticismo verso la poetica di Dhont vede nella sua scelta di temi e trame un certo opportunismo, un fiuto istintivo per la materia che fa presa sul contemporaneo e un’abilità formale nel cucirgli addosso un apparato visivo d’effetto. Pur molto giovane e con soli due film alle spalle, il regista è anche già finito al centro di controversie, come quella che all’uscita di Girl gli rimproverò di raccontare in modo manipolativo un’esperienza trans che non gli appartiene, per giunta servendosi di un attore cisgender (Victor Polster).

Dal canto suo, il giovane belga rivendica una prossimità emotiva a tutte le storie, legandole alla sua adolescenza e alla sua identità queer, alla sua passione d’infanzia per il ballo e alle dinamiche del suo coming out. A questi sviluppi della vita privata ha contribuito a suo dire anche l’incontro con Nora Monsecour, la ragazza che ha ispirato le vicende di Girl e che è stata coinvolta poi sul set per assicurarne la buona riuscita e il rispetto fedele. Questo, come anche l’episodio dell’incontro fortuito su un treno con il piccolo Eden Dambrine (che Dhont convinse a sostenere un provino per Close e la cui performance rappresenta la vera arma segreta del film) è un modo di rielaborare la sfera del personale che aggiunge spessore e complessità al suo cinema, a volte così perfetto nella forma finale da non sembrare frutto di un processo autentico.

Di certo è già un maestro nella capacità di zoomare verso l’essenziale del tessuto drammatico, creando quella singolarità di punto di vista che ha reso così memorabile l’immedesimazione dello spettatore con i tormenti della ballerina Lara. Nelle storie di Lukas Dhont, null’altro sembra importare se non l’esperienza umana del protagonista; a malapena c’è un mondo attorno a loro. Microcosmi che Dhont fa suoi anche quando non li si direbbe a lui troppo vicini, ma se c’è una cosa che questa giovane carriera continua a confermare è che il pubblico sembra volersi fidare.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
mercoledì 15 febbraio 2023
Fabio Canessa
Il Tirreno

Leo e Remi sono amici per la pelle, quasi come fratelli, oppure stanno sempre insieme perché sono innamorati? È la domanda che alcune compagne di classe fanno ai due tredicenni inseparabili e che, pur in assenza di bullismo o prepotenza, innescherà una tragedia. Lukas Dhont affronta il tema dell'identità sessuale nell'età complicata dell'adolescenza, con profonda sensibilità, estrema delicatezza e [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO
mercoledì 28 dicembre 2022
 

Grand Prix Speciale della Giuria a Cannes, una profonda storia di ricerca dell'identità. Dal 4 gennaio al cinema. Guarda la clip »

NEWS
venerdì 16 dicembre 2022
 

Una profonda storia di amicizia e sulla ricerca dell'identità, raccontata attraverso il legame tra due ragazzi di 13 anni, Léo e Rémy. Vai all'articolo »

TRAILER
venerdì 16 dicembre 2022
 

Dopo Girl, il regista fiammingo torna ad affrontare il tema dell'identità sessuale contestualizzandolo all'interno di un rapporto di profonda amicizia. Da mercoledì 4 gennaio al cinema. Guarda il trailer »

CANNES FILM FESTIVAL
venerdì 27 maggio 2022
Giancarlo Zappoli

Il regista belga torna sul tema dell'identità sessuale dopo l'apprezzato esordio Girl. Premiato al Festival di Cannes e dal 4 gennaio al cinema. Vai all'articolo »

winner
gran premio della giuria
Festival di Cannes
2022
winner
miglior film straniero
National Board
2022
Con Eden Dambrine nella parte di Leo
Gustav De Waele nella parte di Remi
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