| Anno | 2021 |
| Genere | Fantascienza |
| Produzione | Italia |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Samuele Sestieri |
| Attori | Carlotta Velda Mei, Matteo Cecchi, Laura Sinceri, Vasile Morosan . |
| Uscita | giovedì 20 ottobre 2022 |
| Tag | Da vedere 2021 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,00 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 19 ottobre 2022
Una donna si sveglia in un luogo deserto e comincia ad avvertire strane sensazioni dagli oggetti. In Italia al Box Office Lumina ha incassato 2 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Una giovane donna si risveglia nuda su una spiaggia deserta. Rivestitasi con una rete prende a vagare imparando presente e passato attraverso oggetti a cui è in grado di ridare energia. Trovato uno smartphone inizia a vedere i video in esso contenuti e impara a conoscerne i soggetti. Sono una coppia di fidanzati: Arianna e Leonardo che hanno filmato i momenti più diversi della loro vita in comune.
Samuele Sestieri deve avere letto e meditato profondamente quel breve ma denso saggio che è “Macerie e rovine” di Marcl Augé in cui l’antropologo e studioso di scienze sociali francese mette il lettore di fronte a una civiltà (la nostra) ormai incapace di produrre rovine ma solo macerie che possono essere costantemente rinnovate o disperse per favorire ricostruzioni.
Le rovine sono invece monumenti di una memoria collettiva da cui l’individuo di epoche successive può attingere in quanto non sostituite da altre costruzioni. Chi osserva le rovine può fare esperienza di una purezza del tempo che consente alla storia di divenire patrimonio. La protagonista di questo film (dai tempi dilatati per favorire un immersione negli spazi attraversati) necessita di una memoria che si vada costruendo pietra dopo pietra e video dopo video. Solo così potrà apprendere il senso del tempo ma anche quello della relazione tra esseri umani. In costante alternanza tra la materialità delle rovine architettoniche e la virtualità delle presenze della coppia che conquista lo schermo, la giovane donna costruisce, come il bambino che osserva i genitori, una propria identità che, seppur finalizzata alla separazione, necessita di un confronto con la vita.
Nell'apocalisse ventura una donna priva di memoria si muove tra borghi spettrali, villaggi evacuati, nel vuoto attonito, silente, scheletrico delle rovine. Tra i fantasmi. Che sono macerie audiovisive, dispositivi-deposito di frammenti d'esistenze altrui, schermetti abbandonati su cui guardare i frantumi quotidiani di una semplice storia d'amore passata che evolve, cresce, si frantuma, ancora.