La vita che verrà - Herself

Film 2020 | Drammatico, +13 97 min.

Regia di Phyllida Lloyd. Un film Da vedere 2020 con Clare Dunne, Harriet Walter, Conleth Hill, Ericka Roe, Cathy Belton. Cast completo Titolo originale: Herself. Genere Drammatico, - Francia, 2020, durata 97 minuti. Uscita cinema giovedì 17 giugno 2021 distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,24 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 24 maggio 2021

Questa è la storia della giovane madre Sandra che sfugge al suo fidanzato violento e combatte contro un sistema abitativo corrotto. Si prepara a costruire la propria casa e nel processo ricostruisce la sua vita e riscopre se stessa. Il film ha ottenuto 1 candidatura a British Independent, In Italia al Box Office La vita che verrà - Herself ha incassato 60,9 mila euro .

Consigliato sì!
3,24/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,11
PUBBLICO 3,60
CONSIGLIATO SÌ
Un piccolo film dai temi grandi e profondi, che parla direttamente al pubblico e cerca di ispirarlo.
Recensione di Marianna Cappi
venerdì 23 ottobre 2020
Recensione di Marianna Cappi
venerdì 23 ottobre 2020

Sandra se ne va di casa, con le sue due bambine, il giorno che suo marito scopre che stava mettendo da parte dei soldi per farlo. Quel giorno lui la prende a calci e pugni, le tira i capelli, la butta a terra e le rompe una mano. Dopodiché, l'uomo continua a vedere le figlie nei weekend, ma Sandra è una donna intelligente e, anche se lui la incalza, si tiene alla larga. Poi, un giorno, tra un lavoro di fatica e un altro, mentre cerca un alloggio che non trova, Sandra vede il video di un uomo che si è costruito una casa da solo, ad un costo molto contenuto, e comincia a pensare di fare lo stesso.

La prima versione della sceneggiatura, quella che ha suscitato l'interesse e attivato la produzione del film, l'ha scritta Clare Dunne, l'interprete di Sandra, e non c'è dubbio che il suo coinvolgimento sia palpabile e il suo personaggio verosimile, forse proprio perché lontano dallo stereotipo della vittima di violenza, intrappolata in un legame che non riesce a spezzare.

Sandra si mette in tasca l'amore e la nostalgia, nel senso che se li porta appresso, ma non apre più quella tasca, non spera di cambiare il suo uomo e non è disposta a correre nessun altro rischio. Naturalmente la tensione è sempre alta, il pericolo sempre in agguato, perché non ci si libera facilmente da chi pretende di possedere un'altra persona, ma Herself punta tutto sul concetto di costruzione, incidenti di percorso compresi, anziché sulla cronaca di una demolizione. La casa è allora l'immagine al contempo più concreta e più metaforica dell'impresa di ricostruzione di una vita: dalla necessaria solidità delle fondamenta, al fatto che richiede un lavoro di squadra, alla destinazione finale, che porta con sé l'idea di famiglia e l'impegno a proteggere tale idea.

Se all'inizio il contesto sembra strappato al meraviglioso Wasp di Andrea Arnold, anche per il contributo espressivo importante delle bambine in scena, diventa chiaro progressivamente che, con questo film, Phyllida Lloyd vuole raccontare un altro personaggio femminile forte, un terzo aggregatore di forze, sarebbe più corretto dire, e lanciare un appello sull'importanza di fare comunità, e di prestare la propria opera, a questo fine, senza per forza avere qualcosa in cambio.

Piccolo, nella misura produttiva, perché senza star di richiamo, ma anche nella presentazione, che non scomoda uno stile particolare né una narrazione particolarmente articolata, Herself dimostra che questo tipo di cinema può farsi portatore di temi molto grandi, evitando il rischio di perdere il contatto con l'esperienza comune, e restituendo un mondo a misura di quartiere.

Sicuramente si può obiettare che molto del dramma e del logorio nervoso che si associa alla violenza domestica e alla fatica di una donna sola e non economicamente indipendente resta fuori dallo schermo, ma l'impressione è che dietro questa scelta ci sia ancora una volta la decisione di non ribadire quanto tristemente noto, in favore di un approccio che motiva personaggi e pubblico a sondare l'insolito. Perché possibile, e non soltanto in un film.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 16 ottobre 2021
Eugenio

Produzione indipendente preziosa, un piccolo gioiellino del Sundance festival, La vita che verrà – Herself di Conleth Hill non conta una starlette di star ma affronta in maniera impeccabile quel senso di umana carità che in tempi di cieco individualismo, suona come fiaba sdolcinata e melensa, ma che, opportunamente vestita di denuncia sociale, risulta tutt’altro che tale. Vai alla recensione »

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RECENSIONI DELLA CRITICA
lunedì 5 luglio 2021
Gianni Canova
We Love Cinema

Ipnotico. Ha qualcosa che cattura magneticamente un film come Il mondo che verrà. Fin dalla prima immagine, che inquadra dal basso scheletri d'alberi con i rami coperti da arabeschi di ghiaccio, la regista Mona Fastvold ci porta altrove. Nel bel mezzo di un gelido inverno. In un angolo della frontiera americana poco dopo la metà del XIX° secolo. Lì, sperdute fra le montagne, ci sono due fattorie isolate [...] Vai alla recensione »

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mercoledì 6 ottobre 2021
 

Phyllida Lloyd dirige un'opera che cerca di ispirare il pubblico. Vai all’articolo »

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venerdì 11 giugno 2021
Fabio Secchi Frau

Acclamata regista teatrale britannica, prestata sporadiche volte al cinema con estremo successo, Phyllida Lloyd torna al cinema dal 17 giugno con La vita che verrà - Herself. La Lloyd vede il suo mestiere come "una cosa piuttosto semplice, un misto di [...]

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martedì 18 maggio 2021
 

Regia di Phyllida Lloyd. Un film con Clare Dunne, Harriet Walter, Conleth Hill, Ericka Roe, Cathy Belton. Da giovedì 17 giugno al cinema. Guarda il trailer »

FESTA DI ROMA
lunedì 14 giugno 2021
Marianna Cappi

Phyllida Lloyd parla direttamente al pubblico e cerca di ispirarlo. Da giovedì 17 giugno al cinema. Vai all'articolo »

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mercoledì 21 aprile 2021
 

Questa è la storia della giovane madre Sandra che sfugge al suo fidanzato violento e combatte contro un sistema abitativo corrotto. Vai all'articolo »

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