Lucus a Lucendo - A proposito di Carlo Levi

Film 2019 | Documentario, +13 88 min.

Anno2019
GenereDocumentario,
ProduzioneItalia
Durata88 minuti
Regia diAlessandra Lancellotti, Enrico Masi
Uscitamercoledì 22 settembre 2021
DistribuzioneCinecittà Luce
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,19 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Alessandra Lancellotti, Enrico Masi. Un film Genere Documentario, - Italia, 2019, durata 88 minuti. Uscita cinema mercoledì 22 settembre 2021 distribuito da Cinecittà Luce. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,19 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un viaggio alla scoperta dei luoghi di Carlo Levi. In Italia al Box Office Lucus a Lucendo - A proposito di Carlo Levi ha incassato 2 mila euro .

Consigliato sì!
3,19/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un documentario ipnotico su Carlo Levi, che ne espone l'opera e tuffa lo spettatore nella propria coscienza.
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 25 novembre 2019
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 25 novembre 2019

Carlo Levi non è solamente l’autore di “Cristo si è fermato a Eboli”, pubblicato nel 1945 e tradotto in numerose lingue. Carlo Levi fu ugualmente scrittore e pittore, la cui maniera vagamente impressionista lascia indovinare a chi vuole intenderla l’interrogazione ansiosa di un’al di là delle cose, la dissimulazione del fantastico dietro la placidità del quotidiano. Nato a Torino nel novembre del 1902, Carlo Levi espone nel 1923 i suoi primi quadri alla Biennale di Venezia facendosi portatore di spicco di una pittura incentrata sulla forza del colore che rifiuta la falsa classicità e la monumentalità della produzione artistica fascista. Simultaneamente, il suo impegno lo affianca a Piero Gobetti e alla prima formazione nettamente antifascista e liberale. Emigrato in Francia, torna clandestinamente in Italia dove collabora con la rivista “Lotta politica” e dove nel 1934 viene arrestato e un anno dopo confinato in un borgo lucano impregnato di irrazionalità, in cui esercita la sua professione di medico e un impegno politico irriducibile, scopre la vocazione antropologica e quella per la scrittura.

“Cristo si è fermato a Eboli” orienta la sua ricerca verso la letteratura e spalanca le porte di una terra sconosciuta la cui miseria aveva i colori di una resistenza popolare allacciata all’implacabilità del fascismo.

In quei luoghi ‘senza luce’, diventa l’amico e il confidente di uomini e donne di cui non sa niente e a cui, nel corso del suo esilio, finisce per sentirsi prossimo al punto da rimettere in discussione la propria cultura. Privilegiato, a dispetto della pena, Levi non abdica la sua identità di borghese colto ma interroga se stesso e la sua relazione con gli altri, preparandosi al giorno in cui sarà finalmente libero di portare la sua testimonianza nel mondo.

Con le parole e con i colori, l’autore piemontese contribuì a imporre nell’Europa del dopoguerra il neorealismo italiano come una rivelazione. E come una ‘rivelazione’, una progressiva epifania, appare Carlo Levi nel documentario di Alessandra Lancellotti ed Enrico Masi che raccordano la sua ricerca di pittore con la pratica di romanziere. A partire dai luoghi del suo confino (Grassano e Aliano), Lucus a Lucendo – A proposito di Carlo Levi intercetta la dissonanza tra la sua esistenza e la Storia. Dallo scarto nasce un racconto (“Cristo si è fermato a Eboli”) di cui il tempo è la materia, l’oggetto sensibile che si sottrae ma che l’autore vuole descrivere e comprendere.

È la visita di sua sorella nell’ora dell’esilio, “coi suoi gesti sicuri, i movimenti disinvolti” da ‘scienziata’, a misurare quell’intervallo immenso. Creatura venuta da un altro mondo, rende tangibile al fratello una differenza fisica ed elementare. Vent’anni di fascismo avevano ‘dimenticato’ il problema meridionale, producendo uno scollamento insormontabile e un sentimento di distanza infinita che Levi voleva ridurre.

Alessandra Lancellotti ed Enrico Masi avanzano dentro lo spazio che separa e sotto una pioggia visiva ipnotica. Delle immagini come gocce, lacrime di pagine, di tele, di vita, scandiscono propositi senza illustrarli. Delle immagini che precedono, che anticipano, che accompagnano, che sottolineano, che definiscono sempre con pudore. Lo stile cinematografico di Lucus a Lucendo si determina per quadri astratti, bucolici, naturali.

Frammentario, esploso e accordato al ritmo di un’esplorazione etnografica, tuffa lo spettatore nella propria coscienza liberando una sorta di poesia cosmica che uccelli, pecore, pastori, massaie attraversare incessantemente. Il cammino degli autori è puntellato dai luoghi di Levi, dove la storia si inscrive nei paesaggi e nelle argille di Gagliano, volgendo in mito. Li accompagna la voce di Stefano Levi Della Torre, nipote e pittore, che entra nella solitudine del campo visivo e ci racconta la storia di un esilio, di un ritorno (impossibile), della fine di unapnea rurale, di poesia etnografica e di oli chiari.

Esposizione poetica e politica di un artista forzato all’esilio dal regime fascista, Lucus a lucendo cortocircuita l’opera prolifica di Carlo Levi, medico, scrittore, antifascista, intellettuale, pittore. Pittore prima di tutto tra Parigi e le “terre senza consolazione, né dolcezza”. E in quell’altro mondo, ai margini della Storia e dello Stato, senza peccato e senza redenzione, si infila lo sguardo degli autori pescando i paesaggi e i ritratti degli indimenticabili protagonisti del suo racconto, i cui volti portano il segno del sole e della pioggia, della dignità e della pazienza. Nell’ora in cui la classe operaia italiana è sparita in un violento processo di acculturazione, i paesi del Sud si sono svuotati a profitto del Nord, l’opera di Carlo Levi testimonia il secolo passato in tutto il suo orrore e in tutto il suo onore. Grazie a Levi i nostri antenati asserviti si rivelano dietro ai suoi pennelli e alle sue parole, restando contemporanei per sempre.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 28 settembre 2021
Matteo Marelli
Film TV

«Lucus a lucendo è un documentario sul Novecento, partendo da un suo grande protagonista. Alessandra Lancellotti e Stefano Levi Della Torre sono i transfer, le incarnazioni per questo viaggio». A dirlo è Enrico Masi, che con Lancellotti firma un lavoro a proposito di Carlo Levi. Le parole di Masi e il titolo del film (che si rifà alla proverbiale frase latina «lucus a non lucendo» riportata nelle pagine [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 settembre 2021
Lorenzo Ciofani
La Rivista del Cinematografo

"Lucus a non lucendo" è una frase latina sul cui significato si è molto dibattuto nel corso del tempo e che letteralmente sta per "[La parola] bosco [deriva] da 'che non è illuminato'". Carlo Levi la riprese per definire il paesaggio lucano conosciuto durante i tre anni di confino, piegata però secondo una lettura personale: l'idea di un bosco tanto fitto da non far filtrare la luce, uno spazio in [...] Vai alla recensione »

venerdì 29 novembre 2019
Salvatore Aloise
Arte

Premio Oscar come miglior attore per Manchester by the Sea nel 2017, Casey Affleck, dopo la regia del controverso I'm Still Here - mockumentary, in cui l'amico Joaquin Phoenix, oggi in odore di Oscar per Joker, fingeva di lasciare la recitazione per diventare cantante hip hop scrive, dirige ed interpreta il suo secondo lavoro, Light of my Life, presentato a Berlino e nella sezione Alice nelle cittá [...] Vai alla recensione »

martedì 26 novembre 2019
Marco Bolsi
Sentieri Selvaggi

L'esplorazione dello spazio come luogo di passaggio in cui è possibile lasciare e riscoprire tracce, segni di un percorso che è entrato silenzioso nella cultura italiana e ha dato voce a chi, fino a quel momento, aveva vissuto fuori dal tempo e dalla Storia. Perché Cristo si è fermato a Eboli, e con i lui i diritti di tutta un'umanità che ha saputo ingegnarsi e affrontare con dignità una condizione [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
lunedì 20 settembre 2021
 

Un viaggio alla scoperta dei luoghi di Carlo Levi. Vai all'articolo »

TORINO FILM FESTIVAL
lunedì 25 novembre 2019
Marzia Gandolfi

Il film di Lancellotti e Masi esplora la poliedricità dell'artista e tuffa lo spettatore nella propria coscienza. Presentato al TFF37 e prossimamente al cinema. Vai all'articolo »

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