Alice e il sindaco

Film 2019 | Commedia, +13 103 min.

Regia di Nicolas Pariser. Un film Da vedere 2019 con Fabrice Luchini, Anaïs Demoustier, Nora Hamzawi, Léonie Simaga, Antoine Reinartz. Cast completo Titolo originale: Alice et le maire. Titolo internazionale: Alice and the Mayor. Genere Commedia, - Francia, 2019, durata 103 minuti. Uscita cinema giovedì 6 febbraio 2020 distribuito da Bim Distribuzione, Movies Inspired. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,55 su 37 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 12 febbraio 2020

Un politico si affida a una giovane filosofa per ritrovare gli stimoli. Inizialmente la cosa sembra funzionare, ma non durerà molto. Ha vinto un premio ai Cesar, Il film ha ottenuto 3 candidature a Lumiere Awards, In Italia al Box Office Alice e il sindaco ha incassato 318 mila euro .

Consigliato sì!
3,55/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,29
PUBBLICO 3,37
CONSIGLIATO SÌ
Pariser si conferma autore audace e ispirato in una commedia filosofica sull'impotenza della politica ad agire.
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 11 dicembre 2019
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 11 dicembre 2019

A qualche mese dalle elezioni municipali, il sindaco di Lione non ha più idee. Dopo trent'anni di vita politica è come svuotato. In suo soccorso, l'entourage comunale recluta una giovane normalista. Il ruolo di Alice Heimann è rigenerare la capacità di pensare del sindaco e la visione necessaria all'azione politica. Introdotta nel cerchio della fiducia, Alice rivela un'agilità innata per la 'cosa politica' fornendo carburante alla macchina municipale. E la macchina riparte ma gli scossoni e i sobbalzi non tarderanno a costringerla alla sosta forzata.

Rivelato nel 2015 da un thriller politico paranoico e promettente (Le Grand Jeu), Nicolas Pariser si impone con Alice e il sindaco come il regista per eccellenza del film politico francese.

La politica, reale o sognata, diventa il terreno di (gran) gioco di un autore audace e ispirato, erede di Rohmer, a cui l'ultimo film fa esplicitamente riferimento. Ammiratore del suo cinema, Nicolas Pariser segue studente un corso del regista alla Sorbona a cavallo del ventunesimo secolo e dimostra la sua ammirazione nel titolo, omaggio limpido a un classico di Éric Rohmer, L'albero, il sindaco e la mediateca. Commedia filosofica sulla ruralità, l'ecologia e le manovre politiche, il film di Rohmer ospitava un giovane Fabrice Luchini, non ancora sindaco socialista (interpretato da Pascal Greggory) ma insegnante nel cuore della Francia rurale.

Lontano dal fare della politica un uso funzionale, gioco di sosia o semplice motore per commedia o thriller, Pariser opta per la frontalità del reale. Alice e il sindaco rende conto di un consiglio comunale, delle forze di potere in gioco ma soprattutto del consolidarsi della relazione filiale tra una giovane normalista e un sindaco consumato. Attraverso la loro interazione, il regista affronta la natura e l'etica della politica, intesa come amministrazione del bene pubblico coerente a un sistema di valori.

Nell'arena politica schiera una giovane donna di lettere, disorientata davanti a un mondo politico che naviga a vista e cerca nella sua giovinezza un po' di carburante per ravvivare la fiamma, e un vecchio lupo, un sindaco in crisi che rappresenta tuttavia l'utopia di un governante (ancora) illuminato.

Se lo stile sobrio di Anaïs Demoustier elude lo stereotipo della generazione Y, appassionata delle nuove tecnologie ma smarrita nel mondo a dispetto degli studi brillanti, Fabrice Luchini non si limita a mostrare quello che è l'incarnazione di un'istituzione, con tutta l'autorità di cui necessita, ma restituisce una sorta di spossatezza che si confonde con la sua volontà di controllo.

Luchini è pienamente se stesso, riconosciamo la sua immagine pubblica ma una gravità inusuale altera il suo istrionismo. Il suo Paul Théraneau possiede una vita propria (sindaco di Lione progressista) e non deve niente a nessun modello francese conosciuto (né Sarkozy, né Hollande, né Macron). Come Luchini sembra aver abitato il cinema di Rohmer con cui condivide la passione per la parola letteraria, l'erudizione dei dialoghi, la riflessione intellettuale, la finezza comica.

Eppure, ancora una volta, la parola luchiniana è impedita, non si dispiega. I suoi personaggi preferiti sembrano essere uomini in crisi, confrontati con la vanità del loro linguaggio, che sia da Rohmer ma anche da Jacquot (Niente scandalo), Ozon (Nella casa), Dumont (Ma Loute) e recentemente Mimran (Parlami di te). Paul Théraneau si aggiunge alla galleria. Il suo sindaco non è un cattivo politico, al contrario, ha delle convinzioni sincere, una volontà di trasmissione e di condivisione, un interessamento generoso ma non ha più nessuno a cui dare credito. Il sorriso che gli regala Alice svanisce presto e lascia il posto alla malinconia delle passioni incompiute che Luchini restituisce perfettamente. La sua voce acquisisce progressivamente una limpidezza, una forma di chiarezza che non gli conoscevamo.

Davanti a lui Alice non è né una fata, né un'amante potenziale. La loro relazione ha il buon gusto di restare platonica e permette al sindaco di fare i conti coi desideri sfumati e di accettare la necessità di chiudere un capitolo. Alice da par suo ascolta e riflette sulla modestia in un mondo megalomane che condanna al limbo i suoi appunti e le sue osservazioni pertinenti. Le sue parole serviranno tuttavia a galvanizzare Théraneu, riacceso (provvisoriamente) in una requisitoria contro i mostri della finanza.

Trascendendo il potere, sollevano insieme la visione della politica, delle parole, delle idee rigenerandosi mutualmente. Rappresentanti di due generazioni confuse e sole, si consolano trovando un tempo per il dialogo, un tempo rubato alle agende compresse, un tempo per (ri)generare la parola politica. Trovare il tempo è anche costruire l'acme del film in un lungo piano sequenza di redazione di un discorso sulla guerra economica e gli enfants della Repubblica, prolungamento trasparente del discorso elettorale di François Hollande a Bourget, un discorso rimasto senza seguito. Il film osa reclamare il diritto al seguito pur siglando una dichiarazione di fulminante impotenza della politica ad agire.

Rappresentazione della crisi democratica che colpisce la Francia, Alice e il sindaco chiude con una domanda, lasciando lo spettatore libero di decidere per la rinascita o per l'abbandono. Con la medesima volontà di gratitudine e di trasmissione che spingeva gli autori della Nouvelle Vague a moltiplicare i piani sui loro libri prediletti, Nicolas Pariser lascia che la sua camera indugi sulle opere consultate da Alice per aiutare il sindaco a ri-pensare. Le ultime parole del film si applicano allora a un personaggio di Herman Melville, Bartleby, lo scrivano che "preferiva di no". È Alice a regalare il libro a Théraneau in fondo al film, spalancando l'abisso della riflessione: come (anche) le migliori volontà sono passate dal "guardare le cose diversamente" a "preferire di no"?

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 17 febbraio 2020
thomas

Ma com'è possibile che, di fronte ad una crisi economica che in Europa dura dal 2008, innescata dalla voracità della finanza senza regole, aggravata dal fatto che i ricchi stanno diventando enormemente più ricchi ai danni di tutti, la gente non crede più nella sinistra? Com'è possibile che in questo periodo di crisi economica, i partiti di sinistra, che hanno [...] Vai alla recensione »

Frasi
Mi sono svegliato una mattina che non avevo più idee. Non riesco a riflettere...
Una frase di Paul Theraneau (Fabrice Luchini)
dal film Alice e il sindaco - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 9 febbraio 2020
Fabio Ferzetti
L'Espresso

L'occhio è stanco, la faccia floscia, la voce opaca. Il sindaco di Lione (meraviglioso Fabrice Luchini) non ha più tanta voglia di fare il sindaco, e si vede. La politica è il suo mondo, la sua passione, la sua missione (la politica, non il potere, sarebbe un altro film). Eppure le idee che una volta «venivano da sole» ormai latitano. Per tornare a pensare ci vuole un aiuto, ma un aiuto speciale. Vai alla recensione »

NEWS
POSTER
mercoledì 8 gennaio 2020
 

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TRAILER
venerdì 3 gennaio 2020
Massimiliano Carbonaro

Un sindaco trova nuovi stimoli nel confronto con una giovane filosofa. Tutto sembra funzionare, ma durerà? Dal 6 febbraio al cinema. Guarda il trailer »

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giovedì 28 novembre 2019
 

Un politico si mette nelle mani di una filosofa. Vai all'articolo »

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miglior attrice
Cesar
2020
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