Un documentario sulla vita del musicista Haruomi Hosono, i cui sforzi creativi rimangono relativamente sconosciuti al mondo. Espandi ▽
Un documentario su Haruomi Hosono, un musicista rispettato in tutto il mondo. Il filmato ripercorre il suo incontro con la musica nella prima infanzia ai suoi giorni nelle band Happy End e YMO nelle sue attività da solista. Include anche una copertura approfondita degli ultimi anni delle sue prime esibizioni all'estero a Londra, New York e Los Angeles. A Londra, fu affiancato da Yukihiro Takahashi e quando Ryuichi Sakamoto fece un'apparizione a sorpresa sul palco, i membri dell'YMO si riunirono per la prima volta in cinque anni, uno spettacolo da non perdere catturato nel film. Recensione ❯
Un uomo viene accusato di magia nera ed è costretto a subire un processo. Espandi ▽
A Brazzaville, il mondo visibile e il mondo invisibile si incrociano continuamente. L'apostolo Médard cerca di armonizzare i due mondi e di aiutare le vittime della malasorte. Quando viene accusato di praticare la magia nera e obbligato a sostenere un processo, Médard è costretto a ritrovare il senso della sua fede e delle sue pratiche in un'Africa perennemente spossessata. Recensione ❯
Dopo il brutale massacro della sua famiglia ad Haiti, Francis Desrances si trasferisce in Costa d'Avorio. Espandi ▽
Francis Desrances ha lasciato Haiti dopo l'assassinio dei suoi genitori per mano dei soldati della dittatura. Ora è installato con sua moglie Aissey e sua figlia di 12 anni ad Abidjan, dove aspetta con impazienza la nascita di un figlio maschio. Mentre Aissey sta per partorire, scoppia una guerra civile in Costa d'Avorio. Francis scoprirà un coraggio inaspettato in sua figlia, degna erede dei Desrances. Recensione ❯
Un esordio pieno di idee stimolanti che si colloca perfettamente nel genere del surveillance thriller. Drammatico, Turchia, Germania, Francia2019. Durata 96 Minuti.
Un uomo comincia a fantasticare su una foto trovata tra le lettere di un carcerato della prigione in cui lavora. Il pensiero diventerà ossessivo tanto da non permettergli di distinguere la fantasia dalla realtà. Espandi ▽
Un esordio alla regia pieno di idee stimolanti, e rappresenta per Karaaslan una prova di concetto che lascia grandi speranze per il prosieguo della carriera. Come spesso capita negli esordi, la trovata al centro del film si trova a dover fare quasi tutto il lavoro, sfruttata in ogni sua sfaccettatura e sottolineata con un certo humor consapevole dal regista. Eppure, fin dalla prima scena che educa il protagonista e anche lo spettatore alle minuzie della censura carceraria, è forte il senso di tensione quasi surreale che esorta a leggere tra le righe di una storia, a unire i puntini tra gli sguardi rubati. A proposito di sguardi, fondamentale è quello di Berkay Ates nel ruolo di Zakir, insieme ricettivo e penetrante. Sul suo volto il regista fa leva spesso con uno stile di racconto asciutto e funzionale, notevole non tanto per la fotografia (che riflette la mondanità burocratica di un lavoro alienante) ma per il montaggio, che invece rispecchia la prospettiva del protagonista nel creare senso attraverso le giustapposizioni di immagini, di parole e degli affascinanti buchi tra le une e le altre. Recensione ❯
Il racconto di persone che hanno lottato per l'affido. Espandi ▽
Una panoramica sul funzionamento interno del Dipartimento per i bambini e la famiglia (DCFS) della contea di Los Angeles. I registi vanno oltre le leggende e gli stereotipi per dare uno sguardo senza precedenti a un mondo spesso frainteso e sollevare alcuni dei miti più duraturi sull'affido e su chi è coinvolto nel sistema. Recensione ❯
Un corpo alla ricerca di un senso. O piuttosto il contrario? Ovvero un senso che cerca disperatamente un corpo nel quale attualizzarsi e trovare una modalità di essere, una possibilità di esistenza? Delle figure, tratteggiate nell'indeterminatezza del proprio essere sospese in un territorio indefinito, nomadi e mutanti nei corpi e nello spirito, in un'identità che non può essere ingabbiata ma deve sempre rigenerasi e trasformarsi. Recensione ❯
Ettore ed alcuni amici percorrono il Reno da Basilea fino a Rotterdam, come aveva fatto suo nonno sessant'anni prima. Espandi ▽
Ripercorrendo le orme del nonno e di un suo mitizzato viaggio del 1958 sul fiume Reno, da Basilea fino a Rotterdam, Ettore e gli amici Alexis, Luca e Carlo attraversano l'Europa occidentale, discendendo lo stesso fiume a distanza di 60 anni, a bordo di un piccolo gommone.
Durante la navigazione, il fiume Reno diventa una metafora del rapporto di sfruttamento dell'uomo sul paesaggio naturale mentre il viaggio si trasforma in un momento intimo di riflessione e in un dialogo tra due generazioni sull'amicizia e sui rapporti personali.
Gli incontri, sempre casuali e fortuiti, restituiscono, attraverso un mosaico di storie, un ritratto della vita e della quotidianità lungo uno dei fiumi più industrializzati d'Europa. Recensione ❯
Un'anziana donna viene conosciuta attraverso i suoi messaggi nella segreteria telefonica. Espandi ▽
È la storia di una donna anziana che lo spettatore impara a conoscere attraverso i messaggi lasciati nella sua segreteria telefonica da parenti e amici. Recensione ❯
Un'adolescente che tenta di reprimere e nascondere i suoi desideri. Ma in quessto caso l'armadio ha qualcosa da dire... Espandi ▽
Un'adolescente si trova a dovere fare i conti con i suoi desideri e nonostante tenti di reprimerli e di nasconderli a tutti, alla compagna di cui si è innamorata e alla madre, questi continuano a manifestarsi dal profondo del suo... armadio. Recensione ❯
Il tormento di una famiglia che attraversa più generazioni, l'amore e l'amarezza inespressi per anni riemergono attraverso il ricordo del trauma dell'Olocausto. Espandi ▽
Il racconto dei segreti e dei ricordi soffocati di Susanne e della sua famiglia. Susanne Kovács, regista e protagonista dell'opera, è nipote di una coppia di ebrei sopravvissuti all'Olocausto, figlia di madre tedesca, e di padre ebreo-danese. Agli occhi dei nonni la nascita di Susanne è un richiamo costante al proprio tragico passato, è la figlia del nemico. Anni dopo, Susanne incomincia a porre delle domande per poi scoprire che in realtà c'è una guerra che non ha mai visto una fine all'interno della sua famiglia tormentata. In qualche modo gli orrori del passato sono sempre stati presenti, un trauma così assordante, e che tuttavia rimane inespresso. Recensione ❯
Una famiglia deve riuscire a trovare il proprio equilibrio tra le difficoltà. Espandi ▽
Gang Chang-sik, un impiegato statale in pensione, vive con sua moglie, Na Gilsoon, colpita da un'emorragia cerebrale alcuni anni prima, e la sua infermiera, Yu Soo-ok, una donna cinese coreana e immigrata clandestina. Recensione ❯
Il ciclo pucciniano prosegue con Manon Lescaut. Espandi ▽
Il ciclo pucciniano promosso e diretto dal Direttore Musicale Riccardo Chailly prosegue con "Manon Lescaut" in una nuova, spettacolare produzione. Manon Lescaut mancava dalla Scala dall'edizione diretta da Riccardo Muti nel 1998 con la regia di Liliana Cavani. L'opera viene presentata nella prima versione andata in scena al Teatro Regio di Torino il 1° febbraio 1893 come documentata nell'Edizione critica curata da Roger Parker edita da Casa Ricordi nel 2013. Con la nuova produzione dell'opera, il Direttore Musicale, Riccardo Chailly, continua il percorso di presentazione delle opere di Puccini alla luce delle ricerche musicologiche più recenti, con cui ha già riportato alla Scala "Turandot", "La fanciulla del West", "Madama Butterfly" e "Tosca". Recensione ❯
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