| Titolo originale | Radin! |
| Titolo internazionale | Penny Pincher! |
| Anno | 2016 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 89 minuti |
| Regia di | Fred Cavayé |
| Attori | Dany Boon, Laurence Arné, Noémie Schmidt, Patrick Ridremont, Christophe Canard Christophe Favre, Karina Marimon, Stéphan Wojtowicz, Anne-Sophie Girard, Nicolas Lumbreras, Monique Mauclair, Victor Ghesquière, Laurent Saint-Gérard, Audrey Rhodes-Greig, Noël Lafon, Jacques Marchand, Laurent Fernandez, Benoît Tachoires, Pierre Diot, Pierre Benoist, Charline Paul, Jérémy Lopez, Emmanuelle Rivière, Lisa Spurio, Amaury Breton, Matthieu Kassimo, Gavril Dartevelle, Claire Beaugé, Christine Bonnard, Julie Cochennec, Catherine Giron, Sacha Petronijevic, Jean-Luc Porraz, Laure Sirieix, Jean-Marc Lebars, Rémy Chrétien, Laurent Petitgirard, Sébastien Chabal, Michel Burger. |
| Uscita | giovedì 16 marzo 2017 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,18 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 11 aprile 2017
Un violinista molto avaro riceve la visita inaspettata della propria figlia. L'incontro cambierà la sua vita e stravolgerà la sua quotidiana avarizia. In Italia al Box Office Un tirchio quasi perfetto ha incassato 382 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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François Gautier è un incorreggibile avaro. Violinista di talento, regola la sua vita al minimo perché la sola idea di mettere mano al portafoglio lo angoscia. Biasimato dai vicini e dai colleghi, François ha una relazione esclusiva col denaro, a cui ha sacrificato tutto. Ma il sentimento improvviso per una violoncellista e la scoperta altrettanto sorprendente di aver una figlia di cui ignorava l'esistenza lo costringono a confrontarsi con la sua esagerata parsimonia e a 'spendersi' finalmente per chi ama.
L'avarizia è un peccato disprezzato dagli uomini e inviso alla chiesa che ha regalato qualche buon personaggio popolare, su tutti l'Arpagone di Molière. Questo villain è portato all'estremo da François Gautier, nato da un padre sperperatore che ha reso sua madre infelice.
Impiegato postale a Bergues (Giù al Nord), doganiere francese (Niente da dichiarare?), malato immaginario (Supercondriaco), Dany Boon incarna questa volta un violinista avaro abbigliato come Mr. Bean e appoggiato su un unico postulato: il gretto attaccamento al denaro. Fred Cavayé (ab)usa del vizio capitale fino a far passare il suo personaggio per un taglieggiatore di bambini. Almeno fino al twist finale che spinge il film verso lidi melodrammatici che hanno almeno il merito di essere inattesi.
Un tirchio quasi perfetto è il film di un solo uomo, Dany Boon, presente in ogni piano e deciso a dimostrare che i personaggi secondari sono veramente secondari. In accordo col suo personaggio fa economia dei suoi effetti e dei suoi affetti, interpretati con grazia e indulgenza da Laurence Arné e Noémie Schmidt. Tutto il comico riposa sulle situazioni, ordinarie per i comuni mortali ma gravose per un tirchio congenito come François Gautier.
Avaro moleriano 2.0., Dany Boon vuole mostrare l'animo sensibile di un uomo affetto da una grave forma di avidità. Lì, regista e attore cercano l'emozione provando a combinare risate e lacrime. Ma il mélange si rivela troppo complesso e fuori portata per entrambi.
Autore di thriller (Anything for Her, Point Blank) convertito alla commedia, Fred Cavayé si gioca la carta di un nuovo genere senza distinguersi, mancando i colori e i contrasti. Costruito sulla pura logica del divertissement, Un tirchio quasi perfetto ha conosciuto un successo incredibile in patria e confermato Dany Boon patron della commedia made in Francia. Commedia che pratica la defezione, ridendo delle cose della vita disconnesso dalle cause e orientato verso la loro gioiosa accettazione. Generoso sulla risata, l'attore francese fa ancora una volta boon al botteghino ma economia sul resto.
Un pregio delle commedie francesi (e sovente di quelle nostrane) è quello di avere sempre un retrogusto amaro, uno spessore più consistente rispetto a quelle statunitensi: qui si ricerca più il sorriso della risata, più l'ironia che la volgarità, più il contenuto che il contenitore. La vicenda è basica, ma narrata con molta leggerezza e introducendo [...] Vai alla recensione »
Un centesimo qui, un centesimo là: è così (Paperone docet) che si fanno i soldi. Mai una distrazione, perché il vero risparmiatore sa che l'unica cosa che conta è la perseveranza. Fedele alla linea, il violinista interpretato da Dany Boon non si risparmia (è il caso di dirlo...) quando si tratta di fare economia. Alle casse del supermercato è un vero incubo, sempre pronto com'è a spulciare gli scontrini [...] Vai alla recensione »