Niente da dichiarare?

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Un film di Dany Boon. Con Benoît Poelvoorde, Dany Boon, Julie Bernard, Karin Viard, François Damiens.
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Titolo originale Rien à déclarer. Commedia, durata 108 min. - Francia 2010. - Medusa uscita venerdì 23 settembre 2011. MYMONETRO Niente da dichiarare? * * 1/2 - - valutazione media: 2,77 su 37 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
2,77/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * - - -
 critica * * 1/2 - -
 pubblico * * * - -
   
   
   
Quando in Europa cadono le frontiere tra i vari paesi, grazie al Trattato di Maastricht, un doganiere belga e uno francese vedono scomparire all'improvviso il loro posto di lavoro al confine tra due piccole cittadine.
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primo piano
Una novella retorica che si muove lungo i sicuri confini degli stereotipi culturali
Edoardo Becattini     * * - - -

Nella primavera del 1986, Ruben Vandevoorde, un doganiere belga severo e sciovinista animato da un fervido odio anti-francese, vive con disperazione l'annuncio della chiusura delle frontiere europee. Sette anni dopo, alla vigilia della definitiva cancellazione delle dogane sul confine fra Francia e Belgio, Ruben trascorre le ultime ore di vita della frontiera dando sfogo a tutto il suo spirito nazionalista e tormentando i frontalieri francesi. Dall'altra parte del confine, tutti i vigilanti francesi odiano e temono a loro volta il razzista Vandevoorde e la sua pericolosa indisponenza. In modo particolare, lo teme il mite poliziotto Mathias Ducatel, innamorato di sua sorella e determinato a sposarla. Nel momento in cui viene deciso di creare una pattuglia di dogana mobile franco-belga per debellare un ingente traffico di droga, Mathias decide di far squadra con Vandevoorde per conquistare un posto nel cuore dell'arcigno francofobo e ottenere il suo beneplacito a entrare a far parte della famiglia.
Per chi ha trovato uno straordinario successo "scendendo" a Nord e giocando con calembour e idioletti, è normale continuare a muoversi lungo i sicuri confini degli stereotipi culturali. Quegli stessi stereotipi tanto facili da prendere in giro quanto da ricreare, linguaggio universale che ha il vantaggio di guardare al folklore ma saper colpire le umane debolezze. Dany Boon è un maestro di questo tipo di comicità "di confine", cercando ogni volta quelle barriere più spesse e dure con le quali divertirsi a giocare come un mimo di strada con un muro invisibile. Come il precedente Giù al nord, anche Niente da dichiarare parte da un contesto minuscolo e provinciale come quello della sottile linea che separa il Nord-Pas de Calais dalla Vallonia ma guardato da una prospettiva talmente larga e popolare da potersi declinare in tanti diversi contesti (un remake italo-svizzero ambientato a Lugano? Un conflitto fra americani e canadesi alle Cascate del Niagara?). Certo è che la semplicità delle favole dello stralunato comico francese dalle eccezionali doti mimiche, oltre alla sua formula universale, mostra qua anche i suoi limiti più evidenti, la frontiera con cui discriminare fra la leggerezza pantomimica e graziosa di Giù al nord e la pigra sciocchezza di questo terzo film da regista.
Nel tornare indietro ai primi anni Novanta, Boon si diverte a raccontare l'abolizione delle dogane all'interno dell'Unione Europea come un periodo così vicino eppure così lontano mentalmente e tecnologicamente. Sembra un secolo fa che l'informatica e le nuova telefonia abbattevano le distanze e creavano nuovi villaggi globali allora impensabili. Da cui il messaggio evidente: ogni innovazione ed evoluzione è tanto apparentemente complessa quanto semplice e indolore, e così come in meno di vent'anni si è rivoluzionato il nostro approccio a computer e telefonini, così si possono abbattere con la stessa semplicità anche i pregiudizi più atavici. Ma, pur ricorrendo ai migliori attori e caratteristi del Belgio come Benoît Poelvoorde, Bouli Lanners e Olivier Gourmet, il suo modo di scherzare con loro è fermo all'umorismo delle vecchie barzellette denigratorie.
Certo, anche Giù al Nord era "solo" una novella candida dal messaggio retorico ed elementare, ma quell'immediatezza, quell'innocenza surreale ed eterea che lo rendeva una storiella leggera e universale, si perde qua in una commedia più adulta (anche visivamente), dove subentrano anche violenza e volgarità all'interno di una lunga barzelletta raccontata male. Ci sta un francese, un belga e un messaggio consolatorio...

Incassi Niente da dichiarare?
Primo Weekend Italia: € 260.000
Incasso Totale* Italia: € 608.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 20 novembre 2011
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Divertentimento assicurato

venerdì 14 ottobre 2011 di Dragan80

Classica comicità francese, nei confronti della quale ho sempre un po’ di timore: ma anche questo film è ben riuscito.   Il tema è lo stesso di “Bienvenue chez les Ch'tis “ (quello che da noi fu tradotto come “Giù al Nord”): i pregiudizi, descritti in maniera divertente e non con scopo offensivo, tra persone che sembrano vivere in mondi diversi, ma in realtà condividono lo stesso territorio. Se nel film precedente faceva continua »

* * - - -

1993...il futuro è oggi!

sabato 18 agosto 2012 di ultimoboyscout

Dany Boon torna all'attacco con un'altra commedia che ride dei pregiudizi. Il risultato non è lo stesso di "Giù al Nord", è molto meno esplosivo ma stavolta si rivolge a tutta Europa (unita). Boon è coadiuvato dal "collega belga" Benoit Poelvoorde, perfettamente calato nel ruolo del francofobico. Lo schema è quello già visto, giocare su diversità e stereotipi, campanilismo e culture: lo scontro è tra belgi e francesi continua »

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DVD | Niente da dichiarare?

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 12 dicembre 2012

Cover Dvd Niente da dichiarare? A partire da mercoledì 12 dicembre 2012 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Niente da dichiarare? di Dany Boon con Benoît Poelvoorde, Dany Boon, Julie Bernard, Karin Viard. Distribuito da Warner Home Video. Su internet Niente da dichiarare? (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS.

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La dogana dei risentimenti

martedì 20 settembre 2011 - Nicoletta Dose

Niente da dichiarare, la dogana dei risentimenti Siamo tutti europei, al di là dei confini, al di là delle differenze culturali. Ma i contrasti tra vicini di casa sono inevitabili, soprattutto quando a mettersi a confronto non sono i giardini di villette adiacenti ma due nazioni intere, con le proprie chiusure, le usanze e i luoghi comuni di tradizione millenaria. Dopo la commedia di successo Giù al nord, il regista e attore Dany Boon si cimenta in un nuovo racconto che riprende il tema della frontiera. In Niente da dichiarare? le due rivali sono la Francia e il Belgio, rappresentate rispettivamente dagli attori Dany Boon e Benoît Poelvoorde, i due doganieri protagonisti, costretti a pattugliare insieme le strade di campagna a bordo di una fracassata Rénault 4L.

   

GALLERY | Le foto del film, la nuova storia di frontiera di Dany Boon.

Torno su al nord

mercoledì 7 settembre 2011 - Nicoletta Dose

Niente da dichiarare, torno su al nord Dopo il successo di Giù al nord, il regista e attore francese Dany Boon continua il suo viaggio cominciato a Bergues, nel Nord-Pas de Calais. Questa volta, con Niente da dichiarare, si avvicina al Belgio, lo oltrepassa e torna indietro, concentrandosi proprio sul punto di confine tra i due stati. Lo spunto del film nasce da un fatto reale: dopo la caduta delle frontiere grazie alla firma del Trattato di Maastricht nel 1992, due doganieri, un francese e un belga, si trovano costretti a dare vita alla prima brigata mista franco-belga.

La nuova strana coppia francese e raffinata divertente senza volgarità

di Roberto Nepoti La Repubblica

Poco prima dell'abolizione delle frontiere europee, un doganiere belga e uno francese, che litigano di continuo, sono obbligati a fare squadra in una brigata mista di nuova istituzione. A complicare le cose il secondo, Mathias, vorrebbe sposare la sorella del belga. Baciato dal record d'incassi di Giù al Nord (rifatto in Italia come Benvenuti al Sud, con pari successo), il comico Dany Boon varia di poco la formula: mette in scena un gentile "film de potes", la commedia di strana coppia alla francese, dalla morale antirazzista; soltanto, passa dalla dimensione regionale (nord-sud) a quella nazionale (Francia-Belgio). »

Giù al Nord stavolta c'è il Belgio

di Francesco Alò Il Messaggero

Dany Boon, dopo aver fatto il boom, aveva il difficile compito di realizzare una commedia all’altezza del precedente successone «Giù al Nord» (più di 100 milioni incassati in Francia), rifatto molto bene da noi con «Benvenuti al Sud». Ecco dunque «Niente da dichiarare» dove le differenze socio-linguistiche tra francesi sofisticati del meridione e bifolchi del settentrione, che fecero la fortuna di «Giù al Nord», diventano la rivalità cultural-sentimentale tra un doganiere belga violento e prevaricatore (Benoît Poelvoorde) e un collega francese più riflessivo (lo stesso Boon). »

Risate di frontiera con Boon

di Alberto Crespi L'Unità

Uscito nei cinema francesi a febbraio 2011, Niente da dichiarare? ha totalizzato poco più di 8 milioni di spettatori: rispetto agli oltre 20 di Giù al Nord (lo ha visto al cinema un francese su 3!) è quasi un fiasco. In realtà è un nuovo successo, magari meno travolgente, che conferma in Dany Boon il genio comico francofono di questo decennio. Un corrispettivo - verrebbe da dire - di Checco Zalone, per la fortissima connotazione etnica, con la piccola differenza che Boon è anche un bravo regista ed è, insomma, un cineasta a tutto tondo, nonostante le sue origini risalgano al cabaret e al teatro di parola. »

La comicità come lotta all'intolleranza. Franco belga?

di Silvana Silvestri Il Manifesto

E pensare che Dany Boon si è concentrato al massimo con i provini perché i suoi protagonisti di Niente da dichiarare? avessero proprio l'accento giusto. Ad esempio per il padre del cattivissimo doganiere belga, ha scelto, dopo lunghe ricerche, Jean Paul Dermont «che ha la voce alla Brassens ma con accento belga». Naturalmente tutto questo si perderà nelle nostre sale, ma poco male, il tema del razzismo è talmente d'attualità che ogni spettatore si costruirà la sua storia, come era accaduto per il primo film della serie, Bienvenues chez les Ch'tis (Giù al nord) tanto che se ne fece immediatamente il remake italiano, Benvenuti al sud con Claudio Bisio e Alessandro Siani, grande successo della passata stagione. »

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