Quattro vite

Film 2016 | Drammatico, +13 117 min.

Regia di Arnaud des Pallières. Un film Da vedere 2016 con Adèle Haenel, Adèle Exarchopoulos, Solène Rigot, Vega Cuzytek, Jalil Lespert. Cast completo Titolo originale: Orpheline. Genere Drammatico, - Francia, 2016, durata 117 minuti. distribuito da Movies Inspired. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,01 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 27 agosto 2020

Quattro donne, quattro modi di vivere e di rapportarsi con gli uomini molto diversi. In Italia al Box Office Quattro vite ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 2,3 mila euro e 66 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,01/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,00
PUBBLICO 3,04
CONSIGLIATO SÌ
Ritratto di donna in quattro tempi. Cambiano volti e nomi ma non il bisogno immenso d'amore.
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 25 agosto 2020
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 25 agosto 2020

Kiki, Karine, Sandra, Renée sono la stessa donna. Al presente è Renée a incarnarle tutte. Le nasconde nel fondo di sé dove cova un passato che non passa mai. Il leitmotiv della sua esistenza sono gli uomini e la violenza, quella fisica e quella psicologica. Ma adesso c'è Darius che la ama davvero, un lavoro da insegnante e il desiderio di avere un figlio. Tra il presente e il futuro, si insinua Tara, una femme fatale venuta dal passato per chiederle il conto.

Marcel Proust aveva una sua teoria sul passato, quel tempo perduto di cui è fatto il presente che concepisce l'avvenire. Aveva la sua teoria sulle persone che diventiamo nel corso della vita, sovente estranee l'una all'altra. Il bambino che eravamo non assomiglia mai all'adulto che siamo diventati. Di dentro. È quella invisibile transizione l'origine di Quattro vite: comporre la metamorfosi di una donna interpretata da quattro attrici differenti.

L'idea è semplice ma bisognava pensarci. Siamo diversi a ogni età, forgiati, pervasi, erosi dagli incontri, gli scacchi, i successi, gli accidenti, gli azzardi della vita.

Procedendo dal presente verso il passato, Arnaud des Pallières ci presenta Renée (Adèle Haenel) che articola come una matrioska. Dentro la donna (Renée) c'è la giovane donna (Sandra), dentro la giovane donna c'è l'adolescente (Karine), dentro l'adolescente c'è la bambina (Kiki). Renée (Adèle Haenel) vive al riparo dal passato, Sandra (Adèle Exarchopoulos) 'scommette' sui suoi vent'anni, Karine (Solène Rigot) fugge gli abusi, Kiki (Vega Cuzytek) è testimone di un dramma. La 'loro' esistenza si svolge sullo schermo in ordine di apparizione e dentro un mondo dominato da patriarcato e machismo (padre brutale, amanti miserevoli, padrini mafiosi).

Non è il cambiamento fisico a interessare il regista, che elude creativamente i limiti dell'invecchiamento al cinema, quanto l'intercettazione e l'ascolto di una nuova soggettività ad ogni stazione, una nuova persona di fronte al mondo e in rapporto all'età. La nota segreta del ritratto, che cambia di volto e di nome, è la domanda d'amore. Un bisogno immenso e senza fondo che ciascuna delle attrici interpreta con sensibilità e urgenza, contribuendo a garantire la continuità narrativa e un epilogo di indipendenza.

Quattro età della vita, quattro donne che ne fanno una, disegnando una 'figura dolente': una trentenne bionda che ha bisogno di ancora un po' di tempo per assomigliarsi. Adèle Haenel è la sola che ritorna, è lei a rappresentare l'immediato di questa eroina-orfana che può ancora giocarsi la partita, rimettere insieme le 'unità' precedenti (delle precedenti), diventare una persona che finalmente sceglie.

Arnaud de Pallières accompagna e incoraggia la crudezza dell'emancipazione. A mancare è soltanto un po' di empatia. Come i suoi uomini, forse inquietanti, forse generosi, l'autore dimora ambiguo davanti a tutto quello che fa la vita. La vita di una donna diretta dal desiderio di un uomo. Adèle H è la femme di domani, Adèle A. la sensualità solare di ieri (confidiamo volti per sempre la pagina Kechiche), Solène Rigot è la rivelazione, Vega Cuzytek lo sguardo blu dell'anima che le guida.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 27 maggio 2022
Luca Scialo

Terzo film per Arnaud des Pallières, che divide in 4 parti la vita di Renée. Interpretate ad ogni fase da una attrice diversa: Adèle Haenel, Adèle Exarchopoulos, Solène Rigot e Vega Cuzytek. Ciascuna molto brava ad imprimere la forte personalità della protagonista in relazione all'età.Si parte, come accade in molte pellicole, però dal presente. E andando sempre più indietro fino all'infanzia, per poi [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 28 agosto 2020
Beatrice Fiorentino
Il Manifesto

Quattro donne. Una donna. Quattro diverse stagioni della vita. In un tempo indefinito. Di segno proustiano, moltiplicato, non lineare, illogico, evanescente. Il titolo originale è Orpheline, ma in sala arriva come Quattro vite, un racconto di identità spezzate, interrotte e più volte riprese. Come a volte, forse, capita davvero. Magari più spesso di quanto immaginiamo.

NEWS
TRAILER
lunedì 17 agosto 2020
 

Il ritratto di una donna attraverso quattro età della sua vita. Un film con Adèle Haenel e Adèle Exarchopoulos. Guarda il trailer »

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