| Titolo originale | Manhattan Night |
| Anno | 2016 |
| Genere | Thriller |
| Produzione | USA |
| Durata | 113 minuti |
| Regia di | Brian DeCubellis |
| Attori | Adrien Brody, Yvonne Strahovski, Campbell Scott, Jennifer Beals, Linda Lavin Steven Berkoff, Kevin Breznahan, Thomas Bair, Will Beinbrink, Frank Deal, Stan Carp, Chinasa Ogbuagu, Amelie McKendry, Madison Elizabeth Lagares, Theis Weckesser, Alex Echevarria, Jahni Brown, Karin Collison, Arlene A. McGruder, Raul Aranas, Maria-Christina Oliveras, Grace Rundhaug, Allegra Cohen, Oscar J. Castillo, George Pogatsia, Colleen Dunn, Maureen Isern. |
| MYmonetro | 3,05 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 19 dicembre 2016
Un giornalista viene sedotto da una giovane donna per investigare sull'omicidio irrisolto del marito.
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CONSIGLIATO SÌ
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Porter Wren è un reporter newyorkese di cronaca nera abile nell'individuare casi particolari e anche nel riuscire talvolta a risolverli. A una festa organizzata dal nuovo editore del suo giornale conosce Caroline, vedova di un regista tanto famoso quanto eclettico che è stato trovato morto sotto le macerie di un palazzo in demolizione. La donna gli chiede di indagare e Wren accetta anche perché passionalmente attratto da lei al punto da mettere in forse l'equilibrio della sua famiglia.
Adrien Brody si deve essere innamorato (a ragione) del romanzo di Colin Harrison perché oltre che protagonista e voce narrante è anche produttore insieme (tra gli altri) a Jennifer Beals che nel film ha il ruolo di sua moglie. Si potrebbe, per semplificare, collocare l'intera operazione in una ennesima rivisitazione del noir classico ma si finirebbe con l'essere riduttivi. Perché al di là della trama che riserva alcuni colpi di scena e dell'ambientazione spesso, come da titolo, notturna il film trova una sua ragion d'essere proprio nella scelta dei protagonisti.
Perché Brody ha il corpo e lo sguardo giusti per dare malinconica concretezza a un uomo che ha fatto del lato negativo delle esistenze altrui la propria ragione professionale. I suoi articoli vengono letti e apprezzati proprio perché sanno cogliere l'aspetto più recondito della reazione degli esseri umani dinanzi alla paura, al dolore, alla morte. Nei suoi occhi traspare quanto tutto ciò sia divenuto parte costituente del suo modo di rapportarsi con la realtà nonostante una moglie e due figli che ama. Lì sta la sua fragilità che Caroline (avvezza alle sadiche stravaganze psicologiche del marito) sa come utilizzare grazie anche ad una seduttività giocata tutta sui mezzi toni verbali e su un corpo delle cui doti è più che consapevole.
La sceneggiatura di DeCubellis sa come avvalersi di questi valori interpretativi e costruisce un clima di attesa in cui anche il 'cattivo' di turno (l'editore che si sente ricattato da Caroline) finisce con il soddisfarla grazie a una rivelazione inattesa. Il film trova poi nell'abitazione di Wren e della sua famiglia una proposta di lettura 'architettonica' dell'animo del suo protagonista. Proprio come lui l'edificio si vuole proteggere dagli sguardi esterni ma è in questo che manifesta la propria vulnerabilità. Dopo la visione di un film così curato anche nei particolari ci si chiede perché da noi non abbia potuto trovare la via delle sale. L'avrebbe meritato molto più di altri.
Molte le suggestioni presenti in"Manhattan Night": il "hard boiled"di chandleriana memoria, ripreso poi in tanti film, con molta detection e non poche sequenze violente, l'"erotic thriller"dominante negli anni '80(forte questo elemento, probabilmente anche nel romanzo, che però non conosco), il citazionismo dalle video-cassette e dunque il film nel [...] Vai alla recensione »