I fiori del male

Film 2016 | Documentario +13 76 min.

Anno2016
GenereDocumentario
ProduzioneItalia
Durata76 minuti
Regia diClaver Salizzato
AttoriFlora Vona, Antonello Friello, Cristiano Priori, Pasquale Greco, Graziano Scarabicchi Donatella Pandimiglio, Francesco Castiglione, Rita Charbonnier, Mario De Candia, Prospero Richelmy, Antonio Friello.
Uscitavenerdì 24 giugno 2016
DistribuzioneCF Productions
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 1,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di Claver Salizzato. Un film con Flora Vona, Antonello Friello, Cristiano Priori, Pasquale Greco, Graziano Scarabicchi. Cast completo Genere Documentario - Italia, 2016, durata 76 minuti. Uscita cinema venerdì 24 giugno 2016 distribuito da CF Productions. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 1,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Ispirato al mondo poetico di Baudelaire, il film racconta l'inconciliabilità tra l'amore sacro e profano, attraverso tre ritratti di tre donne di differenti epoche storiche.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 1,50
CRITICA N.D.
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Le storie di tre bellissime fanciulle, rinchiuse nell'eterno gioco di sguardi che rende virtù il peccato, e desiderio l'aspirazione.
Recensione di Olivia Fanfani
Recensione di Olivia Fanfani

Tre giovani cortigiane realmente esistite, sono le protagoniste di una narrazione che attraversa i secoli, dal cinquecento al novecento, in veste di sensuali incarnazioni del dramma che divide l'amore sacro dall'amor profano.
Tra i drappi dorati di una Venezia immaginifica, si narrano le storie di tre bellissime fanciulle, rinchiuse nell'eterno gioco di sguardi che rende virtù il peccato, e desiderio l'aspirazione. Dolci e maliziose, si muovono nel limbo d'interni sfarzosi per raccontare un'intimità lontana dai personaggi resi noti dalla storia.
Veronica Franco, donna colta e di classe, visse nel cinquecento degli ovattati dinieghi. Divenuta l'amante di Enrico III di Francia, senza mai ricambiare veramente la passione del re e per questo accusata di stregoneria, riuscì a destreggiarsi sfuggendo a una morte annunciata grazie al sacrificio morale e a un incredibile intuito.
Margherita, conosciuta storicamente come Marguerite Gautier (la celebre "Signora delle camelie" nata dalla penna di Alexandre Dumas), percorre il XIX secolo vanificando un amore proibito dinnanzi la malattia, senza rassegnarsi al tragico epilogo che l'attende. Anch'essa interroga la natura dell'uomo, all'eterna ricerca di una passione destinata a perdersi nella vergogna di un mestiere scandaloso che si risolve solo nella morte. Durante la prima guerra mondiale, invece, Mata Hari, fece di necessità virtù, usando le sue doti di seduttrice per svelare le strategie nemiche. Condannata alla pena capitale per le sue attività di spionaggio, svelò come impossibile coniugare l'amore vero con la vita stessa. Tre donne dissimili per tempra e carattere unite nel dramma di un dualismo inevitabile di fronte al muoversi delle passioni.
Ispirato al capolavoro letterario di Charles Baudelaire - da cui trae il titolo - il tentativo di Clavier Solizzani di raccontare i turbamenti dell'animo sembra perdersi nei movimenti macchinosi di una regia claustrofobica, che non aggiunge niente al lavoro prettamente teatrale cui viene ridotta l'opera. Suggestioni sempre anelate e mai comprese veramente denotano un impianto narrativo annientato dal citazionismo.
Quell'amore profano cui le cortigiane sono costrette a far fronte è come se smaterializzasse le tante - a tratti eccessive- parole che contornano un'opera dal carattere verboso, una trasposizione da cui è esente l'azione. Ad accentuare l'andamento didascalico del film, un Maestro di Cerimonie che introduce, aulico, il sostituirsi di una storia all'altra, il cambio da un'epoca alla successiva.
Flora Vona cerca, per quanto possibile, di interpretare i diversi personaggi nonostante una caratterizzazione fuggevole delle parti, che non garantisce mai una resa attoriale immediata ed effettivamente autentica.
Lo spirito non riesce mai a liberarsi dalle referenze autoriali, e la sensazione di continuità data da un ambiente sempre uguale, pur con arredi diversi, emerge come una gabbia in cui l'immagine e le suggestioni si annidano senza trovare il giusto equilibrio, mancando la chiara rappresentazione del genio letterario che ha ispirato nei secoli scrittori e poeti.

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