| Titolo originale | Press |
| Anno | 2015 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Paolo Bertino, Alessandro Isetta |
| Attori | Mario Acampa, Gianluca Guastella, Pietro Casella, Thomas Tinker, Alberto Barbi Sonia Caramma, Giulia Cotugno, Pierre Lucat, Lia Tomatis, Stefania Stirone, Ettore Scarpa, Gabriele Ottino. |
| Uscita | giovedì 7 luglio 2016 |
| Distribuzione | Cinecittà Luce |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,49 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 7 luglio 2016
Per salvare il loro posto di lavoro precario, Maurizio e Luca decidono di dare nuovo lustro alle loro notizie... inventandole!
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CONSIGLIATO NÌ
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Maurizio è un giovane giornalista che lavora in una televisione regionale. Luca è il suo cameraman. Stanco della routine che la quotidianità gli impone e degli ordini di servizio che gli arrivano dai proprietari Maurizio decide di prendere spunto dalla realtà per 'inventare' storie che abbiano una maggiore presa sull'audience. Luca non è d'accordo ma finisce con il non sottrarsi. Il gioco pericoloso sembra però sul punto di venire scoperto. Ma Maurizio ha una nuova idea.
Il filone 'cinema e mezzi di informazione' ha prodotto, nel corso dei decenni, dei film che hanno lasciato il segno e che vengono considerati modelli di lettura di dinamiche spesso complesse. Non è quello che accadrà in questa occasione. Perché siamo di fronte a una modalità di narrazione che invece di leggere, come avrebbe potuto, una realtà di provincia si adegua alla dizione negativa del termine 'provinciale', quella cioè che si adagia su una ristrettezza di sguardo incapace di andare oltre confini ristretti.
Perché inventarsi inesistenti risse per la difesa del posto di lavoro poteva anche avere un senso ma utilizzare il transessuale (e il politico) per un finto servizio su una suora coraggiosa significa allinearsi con i livelli più bassi toccati dal cinema di serie C di un neppure troppo recente passato. Senza peraltro neppure riuscire a suscitare le risate grasse che quel cinema talvolta otteneva.
Si salvano in tutto ciò i protagonisti che riescono a sostenere con naturalezza dei ruoli che già sulla carta dovevano apparire non facili.
Quante volte abbiamo commentato con stupore, sdegno o ammirazione notizie che arrivano dai canali di comunicazione più disparati? E quante volte abbiamo cercato di capire veramente se una notizia fosse vera o parzialmente falsa, o magari totalmente inventata? La storia del film parte da qui, dalla “false verità” che spesso i media propinano senza senso critico e con troppa leggerezza, e si svolge [...] Vai alla recensione »