Black Or White

Film 2014 | Drammatico, +13 121 min.

Regia di Mike Binder. Un film con Kevin Costner, Octavia Spencer, Jillian Estell, Jennifer Ehle, Bill Burr. Cast completo Genere Drammatico, - USA, 2014, durata 121 minuti. Uscita cinema mercoledì 4 marzo 2015 distribuito da Good Films. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,43 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 16 giugno 2017

Focus sulle tensioni provocate dalle differenze razziali attraverso la dolorosa storia familiare dell'avvocato Elliot Anderson. Al Box Office Usa Black Or White ha incassato nelle prime 9 settimane di programmazione 21,4 milioni di dollari e 6,5 milioni di dollari nel primo weekend.

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Consigliato nì!
2,43/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,00
PUBBLICO 2,78
CONSIGLIATO NÌ
Un film che cammina lungo il filo teso del rapporto fra le razze con la grazia precisa di un funambolo.
Recensione di Paola Casella
venerdì 24 ottobre 2014
Recensione di Paola Casella
venerdì 24 ottobre 2014

L'avvocato Elliot Anderson ha appena perso la moglie in un incidente d'auto, qualche anno dopo la morte della loro amata figlia diciassettenne nel dare alla luce una bambina, Eloise. Come se non bastasse, la nonna paterna di Eloise, Rowena, si fa avanti per chiedere la custodia della piccola, e nonno Elliott dovrà lottare con tutti i mezzi legali per tenere con sé quella nipotina che è tutto ciò che gli resta della propria famiglia. Aggiungiamo che Elliot, dalla morte della figlia, alza un po' troppo il gomito, che il padre di Eloise è un drogato (forse) avviato alla disintossicazione, e che la famiglia paterna della bambina è afroamericana: dunque l'avvocato di Rowena, che è anche suo nipote, cercherà di inquadrare la situazione come il sopruso di un vecchio ricco e bianco contro un giovane povero e nero.
Black and White è un po' legal thriller e molto dramedy sui rapporti interraziali a Los Angeles, e in generale negli Stati Uniti. La storia si lascia seguire, i dialoghi sono credibili e le dinamiche fra i personaggi delineate con attenzione, cercando di non cadere nello stereotipo. Anche la confezione è dignitosa, benché inconfondibilmente hollywoodiana. Quel che manca è un po' di coraggio narrativo che spinga la tematica interraziale oltre il politically correct: un film recente su quella tematica come Fruitvale Station riusciva ad illustrare le ragioni di tutti senza paura di addentrarsi nella dark side della difficile convivenza fra i "bianchi e neri" del titolo negli Stati Uniti.
Il regista Mike Binder, autore del commovente Reign Over Me che affrontava con delicatezza e intelligenza il tema dell'11 settembre, si tiene qui un po' troppo su terreno sicuro, trattando di un argomento che infiamma le cronache e divide il popolo americano. L'intento è evidentemente conciliatorio, e in questo senso socialmente responsabile, ma la costruzione artistica ne risente, contenendo la narrazione entro i limiti assai stretti del consenso di un pubblico il più vasto possibile.
Chi invece riesce a superare i propri limiti, artisticamente parlando, è Kevin Costner, che regala al proprio personaggio un fisico provato dagli anni e uno sguardo smarrito senza abbandonare il suo personaggio di yankee tutto d'un pezzo. La sua valenza simbolica all'interno del film non è dissimile da quella di Richard Gere in Time Out Of Mind: entrambi cinematograficamente collegabili ad un'epoca di prosperità e ottimismo ormai tramontata, entrambi un tempo simboli di una fisicità atletica e seducente, che oggi incarnano (con abbondanza di carne nei posti sbagliati) il disfacimento e la parziale disfatta dell'uomo bianco americano. Costner, anche produttore, si rivela qui sorprendentemente sottile e disposto a mettere in mostra la propria fragilità, e porta sulle spalle tutto il film, senza cedere terreno nemmeno alla fisicità irresistibile e allo sguardo da gatto Felix di Octavia Spencer, qui meno macchiettistica del solito.
Black and White cammina lungo il filo teso del rapporto fra le razze senza fare passi falsi ma anche senza tentare acrobazie, e solo Costner mostra la grazia precisa del funambolo.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 11 marzo 2015
Flyanto

 Film in cui si racconta di un uomo di mezza età, rimasto prematuramente vedovo, il quale deve continuare ad occuparsi ormai da solo della nipote di colore, figlia della a sua volta ed anzi tempo defunta figlia. Da questo momento la famiglia nera imparentata col padre di colore della piccola (padre che, del resto,  mai si è preso una responsabilità della piccola in quanto [...] Vai alla recensione »

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RECENSIONI DELLA CRITICA
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Nonno Kevin Costner resta unico tutore della nipotina e già orfana di madre Eloise, una volta che scompare anche sua moglie. Piccolo dettaglio, la bimba è bi-razziale con un padre assente ma con nonna materna Octavia Spencer assai ingombrante e pronta a combattere per l'affidamento della nipote. Sarà una lotta all'ultimo sangue ed, inevitabilmente, uno scontro tra "bianchi e neri".

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