C'era una volta un'estate

Film 2013 | Commedia, +13 103 min.

Regia di Nat Faxon, Jim Rash. Un film Da vedere 2013 con Steve Carell, Toni Collette, Allison Janney, AnnaSophia Robb, Sam Rockwell. Cast completo Titolo originale: The Way, Way Back. Titolo internazionale: The Way Way Back. Genere Commedia, - USA, 2013, durata 103 minuti. Uscita cinema giovedì 28 novembre 2013 distribuito da 20th Century Fox Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,29 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 18 dicembre 2013

Un film indipendente incentrato su un adolescente (James) che troverà il coraggio di ristabilire il rapporto con la madre. Il film ha ottenuto 3 candidature a Critics Choice Award, Al Box Office Usa C'era una volta un'estate ha incassato nelle prime 12 settimane di programmazione 21,3 milioni di dollari e 575 mila dollari nel primo weekend.

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Consigliato sì!
3,29/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,13
PUBBLICO 3,23
CONSIGLIATO SÌ
Un film di formazione che racconta quel che gli preme con l'invisibile trasparenza del quotidiano.
Recensione di Gabriele Niola
lunedì 25 novembre 2013
Recensione di Gabriele Niola
lunedì 25 novembre 2013

Duncan ha 14 anni e la sua famiglia ha da poco subito uno sconvolgimento, i genitori si sono separati e la madre ha cominciato a frequentare un altro uomo che a sua volta ha una figlia (di qualche anno più grande, che a quell'età non aiuta). Questa estate sarà la prima che passerà assieme ai suoi parenti acquisiti e già nel viaggio in macchina è evidente per lui che il suo carattere remissivo e introverso non sarà ben accettato e anzi forzato al cambiamento.
Nel paese di mare in cui si sono stanziati infatti tutti paiono distanti da Duncan come tipologia umana, tutti pronti a isolarlo tranne gli impiegati del parco acquatico Water Wizz, in cui prontamente comincerà a lavorare scoprendo tramite l'accettazione sociale quella fiducia in sè che le umiliazioni familiari gli precludevano.
Giusto guardando da un'altra parte rispetto a dove guardano altri Duncan poteva incontrare lo sguardo di Owen, solo stando nel posto che il suo patrigno gli ha assegnato, l'ultimo sedile di una vecchia Buick (che oltre ai sedili davanti e quelli dietro ne ha anche degli altri, ancora più dietro cioè "way way back", rivolti verso il bagagliaio), poteva guardare il mondo da un'altra prospettiva e trovare quelli come lui.
Nella storia del 14enne Duncan che vive un'estate di svolta per la fiducia in se stesso e quindi per il resto della sua vita, gli attori qui esordienti autori Jim Rash e Nat Faxon, infondono una sincerità di sguardo e un'onestà intellettuale in grado di far fare al loro lungometraggio il salto da filmetto adolescenziale (come pare essere stato pensato) a film di formazione.
La poetica del guardare da un'altra parte, essere diversi in un mondo che preme fortissimo per l'omologazione di tutti (specie i ragazzi) al costume imperante, è spesso stata affrontata dal cinema sfruttando toni estremi (la diversità di razza, di preferenza sessuale, di censo e via dicendo), qui invece Duncan è semplicemente un outsider, che non ama raccogliere le sfide (specie quelle lanciategli dal patrigno) nè desidera cambiare come tutti sembrano desiderare per lui.
Nel piccolo mondo che Rash e Faxton dipingono l'essere introversi, la timidezza o anche solo lo strabismo (insomma ogni caratteristica che crea una differenza) sono buoni motivi per accoppiare gli sfigati e così renderli tali, ghettizzati e privati della dignità. Lo si capisce subito, dal fulminante quasi monologo con drink che segna l'entrata in scena di Allison Janney (straordinaria caratterista nel ruolo della vicina di casa) che in quel luogo e in questo film tutti desiderano essere come gli altri e annullare le proprie asperità e che chi non è così sta in un angolo e non parla.
È invece nel Water Wizz, il parco acquatico che pare un microcosmo alternativo, in cui il diverso è parte del sistema, che è possibile scoprire come l'etichettamento sia una pratica di dominio e quanto poco basti per rompere le catene imposte da chi emette giudizi.
Non lesinando in ruffianeria e semplicismi C'era una volta un'estate, appoggiandosi alle idee dal bellissimo Adventureland (precursore del genere commedia adolescenziale & parchi gioco), fa il lavoro di questi piccoli film, diverte moltissimo (con un umorismo sia fisico, sia di parola) e riesce a dire quel che gli preme senza il didascalismo genitoriale delle massime pronunciate come battute enfatiche ma con l'invisibile trasparenza del quotidiano. Per lo spettatore l'impressione è sempre di aver capito da solo le motivazioni dietro ogni evento, come se non ci fosse una sceneggiatura che lavora in questa direzione o dei registi ad orchestrare tutto, come se si assistesse a un racconto di un fatto reale.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 22 novembre 2013
Ilaria Pasqua

Duncan ha quattordici anni e sta per iniziare la sua estate insieme alla famiglia composta da sua madre, dal suo nuovo fidanzato e dalla figlia di quest'ultimo. Non sembra prospettarsi un granchè questo periodo di vacanza, ma c'è una vicina di casa particolarmente carina e un parco acquatico, non molto distante, gestito da una manica di "freaks" che renderà [...] Vai alla recensione »

Frasi
"Quello che succede nel tubo deve rimanere nel tubo"
Owen (Sam Rockwell)
dal film C'era una volta un'estate - a cura di Rocco LEO
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Francesco Alò
Il Messaggero

L'adolescente Duncan si trova nei pasticci. Madre e padre si sono lasciati e lui è costretto a passare un'estate con mamma e il suo antipaticissimo nuovo uomo (è il bravo comico Steve Carell, qui così spregevole da affibbiare a Duncan un "tre" come voto all'inizio del film mentre la madre dorme in macchina; scena geniale). Lo salverà, forse, un parco acquatico gestito da un irresponsabile bambinone [...] Vai alla recensione »

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