| Anno | 2013 |
| Genere | Horror |
| Produzione | USA |
| Durata | 95 minuti |
| Regia di | Ti West |
| Attori | Amy Seimetz, Joe Swanberg, Kate Lyn Sheil, AJ Bowen, Kentucker Audley Gene Jones, Donna Biscoe, Cal Johnson, Dale Neal, Lashaun Clay, Lj Smith, Millie Wannamaker, Alisa Locke, Dennis Clark, Derek Roberts, Eric E. Poe, Christian Ojore Mayfield, Shavone Gadsden, Kate Forbes (II), Conphidance, Shirley Jones Byrd, Reginald Lashaun Clay, Tovin A. Pristell, Shawn Parsons, Talia Dobbins, Madison Absher, Dallas Johnson, Heather Robb, Graham Reznick, Huckleberry, Kris Swanberg, Nick Damici, Helen Rogers, Sean Reid, Michael Vincent, Celeste Babb Larido, Kitty A. Green, Seretha M. Tuttle, Sumitra M. Stewart, Ezhan Joyce, John H. Simmons Jr., Tony Brown (IV), Nathan L. Nelson, Robin Hailey, Zoe Vatekeh, Andrea Weingarten. |
| MYmonetro | 2,91 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 24 febbraio 2014
Argomenti: Opus
Un film liberamente ispirato al suicidio di massa di Jonestown.
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CONSIGLIATO SÌ
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Un giornalista e un video operatore di Vice Media, piattaforma di produzione e distribuzione alternativa di contributi video in rete, decidono di seguire un amico e collega fotografo alla ricerca della sorella, ritiratasi in una comunità rurale, fuori dagli Stati Uniti. Nel cuore di una foresta isolata, fuori dal controllo del governo e dei mezzi di comunicazione, i tre raggiungono la parrocchia Eden, dove circa duecento persone vivono secondo le regole di un capo carismatico che chiamano “Padre”, immersi in quella che appare come un’utopia realizzata di autarchia e non violenza. Ben presto, però, alcuni segnali inquietanti portano i tre a ricredersi sulla benevolenza del leader spirituale e sulle sue reali intenzioni.
Prodotto dal membro onorario dello Splat Pack Eli Roth e scritto e diretto dal giovane ma attivissimo Ti West, The Sacrament mette in scena una vicenda che richiama da molto vicino la storia vera di uno dei più noti ed impressionanti suicidi di massa della nostra epoca, vale a dire il massacro di Jonestown. Portando la storia ai giorni nostri, però, West combina efficacemente diverse intenzioni. Innanzitutto, coerentemente con il desiderio di allargare il suo target di riferimento al di là degli appassionati di horror, approfondisce la descrizione del mondo che racconta, evitando categoricamente di fare degli abitanti della comunità una massa di fanatici, ma sottolineando invece le ragioni sociali e culturali che hanno spinto queste persone verso la scelta isolazionista; ragioni che, se affondano la loro origine nei movimenti di protesta degli anni ’60 e ’70, sono oggi più vive, diffuse e forti che mai. Parallelamente, sul fronte dei mezzi linguistici impiegati, affidare la “documentazione” dei fatti ad un canale di controinformazione, ribadisce la centralità assoluta affidata alla credibilità nell’economia del progetto.
Sebbene non si scappi dall’espediente del found footage, la qualità dell’immagine favorisce l’immersione totale nel contesto fotografato, immersione che, non a caso, è la modalità di lavoro principale del new media che Ti West prende a prestito.
Chiude il cerchio, infine, un ottimo lavoro di casting, che assicura al film un alto numero di volti indovinati, non solo tra i protagonisti, e decreta, in fondo, la riuscita delle scene di massa, che non danno mai l’impressione di affrescare da lontano una serie di comparse sostituibili, bensì di avvicinare una realtà di persone e storie vissute.
Due documentaristi del network indipendente Vice Media raccolgono la sfida di recarsi in un campo isolato dove la sorella di uno di loro ha deciso di andare a vivere, per salvarsi dalla droga. Il luogo è molto isolato e i tre si ritrovano in una sorta di comune, dove la dottrina cristiana e l'ideologia socialista si fondono e si confondo, fino all'estremo.