Educazione siberiana

Film 2013 | Drammatico, 110 min.

Regia di Gabriele Salvatores. Un film con Arnas Fedaravicius, Vilius Tumalavicius, Eleanor Tomlinson, Jonas Trukanas, Vitalij Porshnev. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 2013, durata 110 minuti. Uscita cinema giovedì 28 febbraio 2013 distribuito da 01 Distribution. - MYmonetro 2,29 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 7 marzo 2014

Oltre il fiume Nistro' vive una comunità singolare che educa i propri figli al crimine. Onesti con i più deboli e feroci con esercito e polizia. Il film ha ottenuto 3 candidature ai Nastri d'Argento, 11 candidature a David di Donatello, In Italia al Box Office Educazione siberiana ha incassato 4,4 milioni di euro .

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Consigliato nì!
2,29/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,63
PUBBLICO 3,02
CONSIGLIATO NÌ
Salvatores semplifica il romanzo di Lilin eludendo il senso più profondo della forza e della sopraffazione.
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 25 febbraio 2013
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 25 febbraio 2013

Oltre il fiume Nistro' vive una comunità singolare che educa i propri figli al crimine. Onesti con i più deboli e feroci con esercito e polizia, i siberiani pregano dio e impugnano armi, predicando una violenza regolata da prescrizioni. Il crollo del Muro e del regime sovietico altera gli equilibri del loro mondo, corrotto rapidamente dall'aria dell'Ovest. Nel passaggio epocale che confronta e poi scontra la Tradizione col cambiamento nascono e crescono Kolima e Gagarin, amici per la pelle e amici nel sangue. Ispirati e armati di picca da nonno Kuzja, vengono iniziati alle rapine e alla condivisione 'comunitaria' della refurtiva. Perché i siberiani non rubano per arricchirsi ma per sostenere la loro piccola società, premurosa con gli anziani e coi 'voluti da Dio' come Xenja, giovane donna affetta da demenza. Figlia del medico locale, la ragazza è protetta da Kolima che ne è profondamente innamorato. Finito in carcere, ha sublimato quel sentimento in un tatuaggio, una tecnica di decorazione corporale che impara e affina sulla pelle dei galeotti. Diversi tatuaggi dopo, nonno Kuzja provvede alla sua scarcerazione per affidargli una missione importante, trovare l'uomo che ha abusato e picchiato la sua Xenja. Sarà l'inizio di una lunga caccia che lo costringerà ad arruolarsi nell'esercito, infrangendo codici e tradizioni.
Autore cult degli anni Ottanta e Novanta, a partire dal 2000 Gabriele Salvatores si lascia alle spalle la 'sindrome da Peter Pan', che caratterizzava quasi tutto il suo cinema precedente, per tentare la strada più ardua del film non generazionale ma teso a raccontare l'incontro fra generazioni. Sperimentatore di nuove tecniche e nuovi possibili modelli di rappresentazione, negli anni zero infila la strada della trasposizione, traducendo con esiti oscillanti (e qualche volta discutibili) due romanzi di Niccolò Ammaniti (Io non ho paura, Come Dio Comanda), il noir di Grazia Verasani (Quo Vadis, Baby?) e la pièce teatrale di Alessandro Genovesi (Happy Family).
Educazione siberiana non fa eccezione e va a ingrossare le fila degli adattamenti. Dopo una commedia felice, che recupera e ricongiunge Diego Abatantuono e Fabrizio Bentivoglio, il regista milanese adatta "Educazione siberiana" di Nicolai Lilin, autore russo che scrive in lingua italiana. Con la partecipazione di Rulli e Petraglia, Salvatores toglie al romanzo tutto quello che non asseconda la sua intuizione originale, abusando di un testo densissimo e perdendo l'alterità narrata da Lilin. Legittimo per quanto autoritario, l'intervento dei celebri sceneggiatori normalizza, meglio spersonalizza una comunità criminale siberiana radicata nella Tradizione e impattata dalla modernizzazione globale.
Mischiando, scambiando, omettendo o esaltando personaggi, Rulli e Petraglia decontestualizzano i protagonisti riorganizzandoli dentro una storia altra e prossima alla 'gioventù' già ampiamente trattata al suo 'meglio' (La meglio gioventù) e al suo 'peggio' (Romanzo criminale). I 'bravi ragazzi' di Lilin finiscono per galleggiare su una superficie fragile come il ghiaccio che inframezza le sequenze, in cui si contrappongono due bad guy e due modi diversi di stare nel mondo, l'uno vorrebbe conservarlo e trasmetterlo, l'altro rubarne un pezzetto con la smania di chi vuole tutto subito.
Semplificato e stravolto, Educazione siberiana si incanala verso un disegno di virtuosismi che non affondano mai, ritirandosi dal confronto con le pagine di Lilin e sclerotizzando lo sguardo su corpi privi di carne e di sangue. Personaggi mai attraversati dalle passioni e il cui destino ci risulta indifferente. Nemmeno la furia finale di Kolima, tesa a ristabilire verità e giustizia (criminale), risarcendo l'innocente, ci può emozionare. Gli attori, un cast giovanissimo e puntuale governato da un John Malkovich di ieratica grandezza, soffrono una narrazione resistente all'onore, al culto della violenza e alla formazione (criminale). La tentazione di un affresco storico-sociale della Russia attraverso la figura del criminale rimane un tentativo interessante che elude tuttavia il senso più profondo della forza e della sopraffazione, della sorte degli innocenti e dei predestinati, dell'incisione dell' 'io' sui corpi raffigurati da Lilin come fossero libri. Corpi coperti di tatuaggi e arabeschi del passato che individuano le persone, le inquadrano e le rappresentano in una gerarchia criminale.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 1 marzo 2013
renato volpone

Due bambini crescono insieme nella lontana Siberia sotto la protezione e l'insegnamento del nonno che si fonda su di una rigorosa e antica educazione. Un modo di vivere che a noi può sembrare lontano e fuori luogo, ma che, invece, contiene in sé grandi insegnamenti che rompono l'equilibrio su cui si fonda la società moderna.

Frasi
"Folle volere troppo... Un uomo non può possedere più di quello che il suo cuore può amare".
Una frase di Nonno Kuzja (John Malkovich)
dal film Educazione siberiana
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Natalia Aspesi
La Repubblica

Dal libro di Nicolai Lilin, Gabriele Salvatores ha tratto il nuovo film su una Gomorra mitica immersa nel gelo e un'onorata criminalità che odia il denaro al punto di non farlo entrare in casa per non contaminarla, ricostruendo una specie di westerngangsteristico in disastrati luoghi pre e post sovietici, dove, ma alcuni storici lo negano, Stalin avrebbe deportato i criminali siberiani.

NEWS
NEWS
martedì 26 marzo 2013
Rossella Farinotti

Il tatuaggio è un'arte antica. Scrivo arte perché per molti lo è, soprattutto attraverso l'evoluzione negli anni (le prime tracce risalgono addirittura a più di 3000 anni avanti Cristo), ma il tatuaggio è anche un forte timbro di identità, umana o culturale, [...]

NEWS
domenica 3 marzo 2013
Roy Menarini

In pochi mesi, due prodotti artistici - un libro e un film tratto da romanzo - sembrano riaprire l'analisi del mondo russo post-comunista. Parliamo del mirabile "Limonov", di Emmanuel Carrère, e di Educazione siberiana di Gabriele Salvatores, tratto dall'omoni [...]

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