| Anno | 2013 |
| Genere | Commedia drammatica, |
| Produzione | USA |
| Durata | 98 minuti |
| Regia di | Woody Allen |
| Attori | Alec Baldwin, Cate Blanchett, Louis C.K., Bobby Cannavale, Andrew Dice Clay Sally Hawkins, Peter Sarsgaard, Michael Stuhlbarg, Joy Carlin, Richard Conti, Glen Caspillo, Charlie Tahan, Annie McNamara, Daniel Jenks, Max Rutherford, Tammy Blanchard, Kathy Tong, Ted Neustadt, Andrew Long (II), Lauren Allan, John Harrington Bland, Leslie Lyles, Glenn Fleshler, Brynn Thayer, Christopher Rubin, Laurena Allan, Emily Bergl, Barbara Garrick, Max Casella, Ali Fedotowsky, Dean Farwood, Alden Ehrenreich, Conor Kellicutt, Colin Thomson, Val Diamond, Joe Bellan, Catherine MacNeal, Irit Levi, Diane Amos, Shannon Finn, Tom Kemp, Emily Hsu, Maurice Sonnenberg, Martin Cantu, Daniel Hepner, Al Palagonia. |
| Uscita | giovedì 5 dicembre 2013 |
| Tag | Da vedere 2013 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,88 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 9 dicembre 2013
Il nuovo dramma di Woody Allen narra le conseguenze devastanti di chi distoglie lo sguardo dalla realtà, e si nasconde di fronte alla certezza. Il film ha ottenuto 3 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, 1 candidatura a David di Donatello, 2 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, 3 candidature e vinto un premio ai BAFTA, 1 candidatura a Cesar, 2 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, ha vinto un premio ai SAG Awards, In Italia al Box Office Blue Jasmine ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 3,7 milioni di euro e 1,2 milioni di euro nel primo weekend.
Passaggio in TV
lunedì 2 marzo 2026 ore 21,00 su SKYCINEMADRAMA
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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C'era una volta Jasmine, reginetta mondana di Park Avenue, sposata al carismatico Hal, uomo d'affari che la viziava e lusingava. Ma Hal era anche un truffatore e un fedifrago e la fine del loro matrimonio ha portato Jasmine alla bancarotta e all'esaurimento nervoso. Sola e in balìa degli antidepressivi, la donna si trasferisce a San Francisco per vivere con la sorella Ginger, che spinge ad essere più ambiziosa in amore, scatenando la reazione del fidanzato di lei, Chili.
Rassicurati dall'esordio all'insegna dell'abituale jazz sull'abituale font dei titoli di testa, rigorosamente nell'abituale bianco su nero, ci prepariamo all'abituale "ronde" di incontri ed incroci e dissertazioni più o meno umoristiche sulla tragicommedia della vita, ma pian piano veniamo zittiti e sorpresi da un personaggio femminile gigantesco, che è insieme tutte le attrici di Woody Allen (Mia Farrow e Dianne Wiest in particolare, ma anche la Gena Rowlands di Un'altra donna) e una protagonista senza precedenti, per maturità di scrittura e resa interpretativa.
Jasmine arriva da New York a San Francisco in prima classe, senza smettere un secondo di raccontare i dettagli della sua storia alla vicina di posto, che si rivela essere una perfetta sconosciuta. Poi sarà la volta dello sproloquio riservato ai nipotini grassocci, altrettanto interdetti, e sempre di più del monologo, perché Jasmine non ha altro interlocutore possibile che se stessa: è un personaggio tragico, che non sa adattarsi al presente, legata ad un passato che non smette di riaffiorare e ad un immaginario (lo stesso per cui ha cambiato il suo nome da Jeanette in Jasmine) che si è costruita addosso come una seconda pelle.
Il fatto che la crisi della protagonista sia in relazione con la crisi della finanza e con l'ambiguità morale di una certa condotta di vita, non ci dice soltanto dello scarso ottimismo sociale del regista, che di per sé è cosa nota, ma ci racconta anche quanto lucido e attuale sia il suo sguardo sul mondo, quanto acutamente antropologico, anziché narcisista come viene spesso liquidato. Ci ricorda lo straordinario talento del comico newyorkese per la tragedia. Ci fa vivere ogni minuto l'effetto che fa uno scambio d'eccezione come quello tra il regista giusto e la giusta musa. Lui le consegna un copione perfetto, memore di Fitzgerald e Blanche DuBois (ottima anche Sally Hawkins nei panni di Stella/Ginger), e lei lo fa vivere con una forza e una vulnerabilità dirompenti. La regia di Allen, vibrante e sofisticata come non era da tempo, non nasconde la compassione, la Jasmine di Cate Blanchett, che sullo schermo parla da sola, instaura un dialogo speciale con la macchina da presa. Insieme, mantengono la leggerezza fino all'ultimo, mentre il dramma si va lentamente affacciando e imponendo.
Ormai è quasi una voce unanime e a ragion veduta: l’ultima pellicola di Woody Allen è di gran classe, di indubbia eleganza, cura e raffinatezza. Un Allen tornato in ottima forma, mai così essenziale e calibrato, mai così disperato e allegorico. “Blue Jasmine” è un vivido e complesso ritratto femminile, ottimamente disegnato con maturità e sensibilità rare al cinema di oggi e sapientemente caratterizzato [...] Vai alla recensione »
Pur richiamandosi nella struttura a Un tram che si chiama desiderio - in dichiarato spirito di omaggio tanto la cosa è esplicita - Blue Jasmine è un puro concentrato Woody Allen: un film che parte con l'aria di essere un'altra incantevole commedia delle sue e invece a un certo punto, come accade in alcune sue pellicole, vira sul crinale del dramma. Jasmine (Cate Blanchett) è il ritratto in decostruzione [...] Vai alla recensione »