Sette opere di misericordia

Film 2011 | Drammatico 103 min.

Regia di Gianluca De Serio, Massimiliano De Serio. Un film Da vedere 2011 con Roberto Herlitzka, Olimpia Melinte, Ignazio Oliva, Stefano Cassetti, Cosmin Corniciuc. Genere Drammatico - Italia, Romania, 2011, durata 103 minuti. Uscita cinema venerdì 20 gennaio 2012 distribuito da Cinecittà Luce. - MYmonetro 3,17 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Incontratisi casualmente, Luminita e Antonio si accorgeranno che la possibilità di un contatto umano può cambiare il loro destino. Il film ha ottenuto 4 candidature ai Nastri d'Argento. In Italia al Box Office Sette opere di misericordia ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 38,3 mila euro e 25,3 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,17/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,80
PUBBLICO 3,72
CONSIGLIATO SÌ
Cinema di gesti, di sguardi, di silenzi, che arriva nel profondo.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Torino. Luminita è una giovane clandestina moldava che sopravvive grazie al borseggio di cui deve poi dare i frutti ai suoi 'padroni'. Luminita ha però un piano per sfuggire al loro controllo e ottenere dei documenti falsi. Inizia a metterlo in atto scegliendosi una vittima a caso. La vittima è Antonio, un uomo anziano e malato che vive in una situazione di semidegrado ed è costretto periodicamente a farsi ricoverare in ospedale. È lì che la ragazza lo incontra e inizia a seguirne le mosse.
Se vivessimo nell'area francofona in cui la passione cinefila è ancora intensamente vissuta si potrebbe paragonare l'esordio nel lungometraggio di finzione dei fratelli De Serio a quello dei Dardenne con La Promesse. Temiamo invece (sperando ovviamente di essere smentiti) che questo film non riceva l'attenzione che invece merita. Perché la rilettura delle cristiane opere di misericordia non ha nulla di confessionale e invece ha moltissimo di quel cinema che sa scavare a fondo nell'animo umano tout court.
Nel deserto delle vite dei due protagonisti sembra non esserci spazio per un sentimento che vada al di là del sopravvivere a se stessi. Antonio trascorre le sue giornate in spazi in cui il buco che ha in gola sembra aver assorbito come un'idrovora qualsiasi possibilità di bellezza. Luminita ha invece la ferinità di un animale la cui gabbia è una città che le è estranea e i cui feroci guardiani parlano la sua stessa lingua. Per lei la misericordia e le sue opere si sono capovolte in azioni il cui fine non è un cuore che condivide la miseria umana (come vuole la matrice latina della parola) ma l'usare l'altro ai propri fini. I De Serio ci mostrano questo scontro/incontro tra due aride solitudini andando alla ricerca non di un lieto fine quanto piuttosto di un 'fine', di un senso dell'esistere. Lo fanno con un lucido percorso scandito dalle sette stazioni del titolo nell'ambito del quale lo spettatore è chiamato a interrogarsi e quasi a porsi lui come regista chiedendosi quale sarà l'evolvere della vicenda e quale direzione prenderanno gli eventi. È un cinema fatto di gesti, di sguardi, di silenzi più che di parole questo Sette opere di misericordia, ma proprio grazie al suo rigore stilistico riesce ad arrivare nel profondo e a farsi film difficile da dimenticare.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 9 marzo 2015
stefano capasso

Luminita è una giovane clandestina rumena che vive a Torino. SI procura da vivere con furti di ogni tipo in attesa di ottenere dei documenti falsi. Antonio è un uomo anziano, che vive in una situazione di disagio sociale, economico e fisico: ha un buco nella trachea che gli permette di respirare e che continuamente gli crea problemi. Le due vite fatte di grande solitudine si incrociano [...] Vai alla recensione »

martedì 19 aprile 2016
Jujitsu

Strano film, come non siamo abituati a vedere, di una lentezza disarmante come del resto sono i momenti della vita, specialmente quelli in cui non hai niente ed il tempo non ti passa più. Molto realistico da questo punto di vista. La storia diventa a tratti ambigua verso il finale, non ho ben capito alcune vicissitudini, mi sono rimaste delle domande a cui dare una risposta.

giovedì 26 gennaio 2012
maria giorgia

 Luminita, giovane clandestina che vive ai margini di una baraccopoli, ha un piano per uscire da questa situazione. Nel farlo, si imbatte in Antonio, anziano, malato e taciturno. Lo scontro sarò duro, ma ci saranno conseguenze inattese. Sette opere di misericordia, opera prima dei fratelli gemelli Gianluca e Massimiliano De Serio, è richiesto da svariati festival, dove sta raccogliendo [...] Vai alla recensione »

giovedì 2 febbraio 2012
beppel

Sette opere di misericordia è un film indimenticabile.  Composto da immagini bellissime, propone, riuscendoci, una nuova estetica cinematografica, ben lontana dal cliché del cinema italiano contemporaneo. Un esordio che si impone per una regia meticolosa, un'estetica mai scissa da una nuova etica dello sguardo, una sfida narrativa rigenerante per gli spettatori.

lunedì 21 novembre 2011
jooon

sabato 23 aprile 2016
antonellademaio

Ho dovuto leggere la scheda critica del film per capire che era stato girato a Torino, irriconoscibile; non ci sono dialoghi e questa è una scelta stilistica azzardata, che si può accettare da Antonioni, da Kiarostami o da Kurosawa, ma non dai De Serio; ho trovato la scena della ragazza che infila il dito nel foro della tracheotomia gratuita, offensiva e di cattivo gusto (mio padre era [...] Vai alla recensione »

lunedì 30 gennaio 2012
Martino Scarpa

Film di gran classe, equilibrato, dolce, poetico. Imperdibile per gli amanti del genere del cinema alla francese, con pochi dialoghi, ma ricchi di sguardi, emozioni ed atmosfere.

mercoledì 25 gennaio 2012
Rolando7

Già dal titolo si capisce che il film è abilmente pensato per piacere soprattutto ai critici cinematografici.   La ricerca dello "stile" sopravanza di molto la voglia di raccontare. La storia sarebbe anche interessante, gli attori molto bravi ed espressivi, ma l'insistenza su certe inquadrature è davvero ossessiva e ingiustificata.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

Periferia di Torino. Una clandestina moldava che vive di furti e di stenti, Luminita, si serve di un anziano solitario e malato per mettere in atto il piano che dovrebbe liberarla dalla sua misera condizione. Eppure, anche in un mondo senza pietà la misericordia può trovare vie impensate. Non è un film per il grande pubblico; eppure Sette opere di misericordia dei gemelli De Serio, unico italiano in [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Non è affatto facile, nonostante certi cliché critici, spendere l'aggettivo «rigoroso». Si tratta, peraltro, dell'unico disponibile per inquadrare sotto brevità la pura ispirazione e il duro tratto stilistico di «Sette opere di misericordia», opera prima dei gemelli torinesi Gianluca e Massimiliano De Serio. Suddividendo i gesti, gli sguardi, i silenzi dell'incontro/scontro tra la clandestina Luminita [...] Vai alla recensione »

Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Classe ‘78, videoartisti e documentaristi, i gemelli torinesi Gianluca e Massimiliano De Serio esordiscono nel lungo con “Sette opere di misericordia”, già in concorso a Locarno, premiato agli RdC Awards e in mezzo mondo, sublimando in chiave artistica e cinefila le sette opere di misericordia corporale. Fautori di un cinema autoriale ma non chiuso, nella misura in cui chiede e concede allo spettatore [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Nella vita e nel mondo di Luminita (Olimpia Nielinte) non c’è misericordia. Nella prima e nel secondo, come suggerisce l’etimo di questa parola latina antica e grande, non ci sono cuori che sentano il dolore degli altri. Non conosce pieta lei per prima, la giovane moldava che tenta di sopravvivere nelle periferie più desolate di Torino. I fratelli trentatreenni Gianluca e Massimiliano De Serio la mostrano [...] Vai alla recensione »

Cristina Piccino
Il Manifesto

Due anni fa hanno vinto il Torino film festival con Bakroman (2010), ma si erano già fatti notare col molto apprezzato o doc L'esame di Xhodi (07, entrambi documentari con occhi attenti alle realtà in mutazione - l'Africa dei ragazzini che si autorganizzano contro povertà e violenza il primo, le nuove generazioni di migranti in Italia il secondo. Ma il cinema della realtà è solo uno degli aspetti sperimenta [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Un uomo anziano e malato che entra e esce dall’ospedale. Una giovane clandestina, famelica e brutale come un animale selvatico. Un addetto all’obitorio che intreccia loschi traffici con l’immigrata, ospite e insieme prigioniera di una baraccopoli di compatrioti. E una rete di delitti piccoli o grandi ma comunque sordidi, come l’hinterland torinese sullo sfondo: furti, ricatti, traffico di cadaveri, [...] Vai alla recensione »

Dario Zonta
L'Unità

I fratelli De Serio hanno fatto già parlare di sé e del loro esordio nel lungometraggio di finzione che ha conquistato diversi premi in tanti festival sparsi per il mondo. Il loro giro inizia con il festival di Locarno di un anno fa, in concorso, per poi perdersi e ritrovarsi in mille rivoli tra quello di Annecy e quello di Marrakesh, vincitori in entrambi i casi.

Paola Casella
Europa

Una giovane rom (Melinte) e un anziano operato di un tumore alla gola (Herlitzka) si incontrano per caso nel sottobosco dominato dalla cultura della sopraffazione. Il lungometraggio di esordio dei gemelli De Serio è un film praticamente muto e diviso in stazioni come una via crucis, ognuna con il nome di una delle sette opere di misericordia del titolo, illustrate non necessariamente nella loro valenza [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

La realtà come punto di partenza per l’allegoria: quasi muto, affidato al linguaggio dei corpi, dei gesti, dei volti, Sette opere di misericordia è l’interessante opera d’esordio dei gemelli De Serio, ambientata a Torino, loro città natia. Protagonisti una clandestina moldava, Luminitia (l’ottima Olimpia Melinte), disposta a fare il peggio per comprarsi un’identità e un futuro; e Antonio (scarnificata [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Ambizioso, contorto e noiosissimo dramma sull’immigrazione, preceduto da un titolo che invoglia a restarsene a casa. Per campare la giovane clandestina moldava Luminita (Olimpia Melinte) deruba i malati negli ospedali. Finché s’imbatte nell’anziano, solitario Antonio (Roberto Herlitzka), custode di un deposito di merce che scotta. Che cosa hanno i due in comune? Boh.

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