RCL - Ridotte Capacità Lavorative

Film 2010 | Documentario, 72 min.

Regia di Massimiliano Carboni. Un film con Paolo Rossi, Emanuele Dell'Aquila, Alessandro Di Rienzo, Davide Rossi, Daniele Maraniello. Cast completo Genere Documentario, - Italia, 2010, durata 72 minuti. Uscita cinema venerdì 10 dicembre 2010 distribuito da Iris Film Distribution. - MYmonetro 2,72 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Le vicende dello stabilimento FIAT di Pomigliano raccontate con un linguaggio diverso dalla cronaca giornalistica. In Italia al Box Office RCL - Ridotte Capacità Lavorative ha incassato 3,3 mila euro .

Consigliato sì!
2,72/5
MYMOVIES 2,75
CRITICA 2,38
PUBBLICO 2,34
CONSIGLIATO NÌ
Nel territorio della poesia mordace che smaschera quello che di norma non ravvisiamo.
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 9 dicembre 2010
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 9 dicembre 2010

Pomigliano d'Arco. Trenta giorni dopo il referendum (indetto e indotto dalla Fiat) sull'intesa tra azienda e sindacati per il piano di rilancio dello stabilimento a spese di "alcuni" (sostanziali) diritti dei lavoratori, Paolo Rossi approda nella provincia napoletana per i sopralluoghi di un ipotetico film. Accompagnato da una troupe ridotta e naïf, il piccolo "maestro" di Monfalcone osserva, sotto un Borsalino e la canicola estiva, un comune cresciuto, trasformato e stravolto dalla presenza della celebre industria automobilistica, insediatasi intorno agli anni Sessanta.
Respirando un'aria di "surrealismo civile", Paolo Rossi interroga il sindaco (di destra), il prete (di sinistra), il sindacalista, gli operai e le loro consorti senza manipolare e senza semplificare. Lo sguardo della compagnia Brancaleone e del suo capocomico si colloca allora in un'adesione permeabile alla realtà osservata, assorbendone il ventaglio complesso di umori, tinte, sfumature. All'ombra del Vesuvio e lungo le strade, le vie e le piazze intitolate al Po, a Torino e all'Alfa, dove si consuma l'ennesimo crimine della globalizzazione, matura l'idea di girare un film di fantascienza, l'unico genere in grado di illuminare i coni d'ombra e di aderire agli incubi di un'epoca. Solo il "fantastico", superando per sua natura ogni limite (anche cinematografico), turbando la fiducia del pensiero logico e spalancando l'intrusione dell'irrazionale, è abilitato alla messa in scena dello "strano caso" di Pomigliano d'Arco. Su un "pianeta" neanche troppo lontano un gruppo cospicuo di lavoratori si è ritrovato improvvisamente arbitro del proprio destino professionale: essere licenziato o rinunciare ai propri diritti contrattuali e costituzionali, conquistati in anni di battaglie sindacali. Il reality movie, ideato da Alessandro Di Rienzo, diretto da Massimiliano Carboni e interpretato da Paolo Rossi, offre allo spettatore la possibilità di "vedere meglio" qualche cosa che una storia finzionale o un "semplice" documentario non avrebbe potuto rivelare. Con Ridotte Capacità Lavorative siamo nel territorio della poesia mordace, che smaschera quello che c'è dietro la realtà fattuale e che di norma non ravvisiamo. Sognando il suo utopistico soggetto (Nino D'angelo affrancatore della classe operaia di Pomigliano sulle note di un "manifesto" neomelodico e nei panni di Karl Marx), Paolo Rossi è lo scatto di fantasia, l'iperbole satirica, il guizzo di indignazione e il guitto indignato che serviva al cinema italiano. Facendosi garante di una de-strutturazione parodica, l'attore-autore si prende gioco dei codici del documentario, denunciando e (di)mostrando in chiave leggera e accessibile il proibitivo sviluppo industriale promosso da Sergio Marchionne.
Amministratore delegato del gruppo Fiat e Chrysler e ridimensionatore in pullover degli stabilimenti Fiat, Marchionne vuole migliorare la competitività aziendale ed espandersi in nuovi e importanti mercati. Per favorire il piano evolutivo della Fiat vale tutto: (ri)portare la produzione della Panda da Tychy (Polonia) a Pomigliano, condannare Termini Imerese, passare ai piani B, 'rieducare' gli operai ai fini di migliorarne l'efficienza. La Fiom non ci sta ma vincono i sì e con quelli il desiderio di lavorare a un regime di attività rigido e spersonalizzante. Alla fine gli irriducibili e gli impediti, quelli che non si adeguano e quelli che hanno ridotte capacità lavorative, finiscono "esiliati" in un altrove che non è il paradiso ma il pianeta Lapo.

Sei d'accordo con Marzia Gandolfi?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Nell'estate 2010 allo stabilimento di Pomigliano d'Arco (PZ) la Fiat di Marchionne impone un nuovo contratto di lavoro che - col ricatto di chiusure e delocalizzazioni - riscrive la storia dei rapporti tra lavoratori e padronato. Nella docufiction a basso costo, scritta dal regista con Rossi e Di Rienzo, si racconta di un regista che, con una piccola troupe, progetta un film di SF dove arriva un'astronave per portare in salvo gli operai su un pianeta remoto, liberato dalle leggi del capitalismo. La sigla RCL indica gli operai che, usurati dai ritmi della catena di montaggio, finiscono in un reparto-ghetto chiamato "l'isola dei famosi". Non si vede la catena di montaggio perché non è stato dato il permesso di riprenderla, ma la si evoca spesso, anche attraverso Chaplin che la mostrò in Tempi moderni . Prodotto da AMI, Mauro Berardi. Distribuzione: Iris.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 10 dicembre 2010
laulilla

Il pianeta Lapo è un luogo di fantasia, ma in questo film coincide con quella specie di non luogo, in cui vengono confinati, dopo il referendum che ha sancito la vittoria dei SI nello stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco, i lavoratori più riottosi, quelli che hanno votato NO, quelli che il servizio di spionaggio  interno ha segnalato come pericolosi nemici del "bene" [...] Vai alla recensione »

venerdì 10 dicembre 2010
Reservoir Dogs

Pomigliano D'arco; così come la "pulzella d'Orléans"(Giovanna) anche la cittadina con i suoi abitanti, è stata sacrificata per un "volere più alto". Il viaggiatore Paolo Rossi si addentra nella luogo col preciso scopo di creare un film sui lavoratori in catena di montaggio e sulla situazione del paese nei confronti del colosso Automobilistico [...] Vai alla recensione »

domenica 12 dicembre 2010
Francesco2

E'purtroppo il pur simpatico (?) Paolo Rossi che dà e si dà una risposta, quando all'inizio di quest'opera risponde :"Questo non è "Report". Il rischio di operazioni simili è proprio lessere meta-cinematografiche senza esprimere qualcosa di compiuto: un pò è lo stesso che si diceva(O si dice?) quando certi cantanti intonavano delle presunte "Non-canzoni".

sabato 11 dicembre 2010
RONGIU

No FIAT? Yes PARTY?   Premessa al film. Marchionne afferma in un’intervista televisiva.   Marchionne:. Guardi noi abbiamo appena rilasciato i dati della trimestrale giovedì scorso, e abbiamo annunciato che faremo circa 2 miliardi… più di 2 miliardi di utile operativo (espressione del risultato aziendale prima delle imposte e degli oneri finanziari –nota) [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 dicembre 2010
raffanta48

In parte chiarisce la situazione, mostra aspetti magari non facili da cogliere dal di fuori, in parte non aiuta nella possibilità di capire come muoversi, cosa sarebbe più giusto fare; il dialogo degli operai durante la cena rende la realtà, fa capire la catena di montaggio, lo sfruttamento ancora presente, ma poi i loro pareri diversi, le soluzioni discordanti per raggiungere [...] Vai alla recensione »

venerdì 3 giugno 2011
ultimoboyscout

Pensavano di essere seri? Nient'affatto. Pensavano di essere spiritosi? Men che meno. Pensavano di essere trasparenti? Non scherziamo. Ma allora che pensavano di essere o di fare? Probabilmente di voler far credere di stare dalla parte di chi lavora, suda, fatica e si guadagna più che onestamente la pagnotta girando una specie di film-verità (ohi ohi volano parole grosse!!!) o di [...] Vai alla recensione »

venerdì 10 dicembre 2010
astromelia

...opo 20 minuti di anteprima ho spento,che palle,figuriamoci se devo spendere 2 ore per sorbirmi i problemi degli operai di pomigliano,con quelli che ognuno ha già di suo,mera propaganda politica, chiamatelo documentario, con rossi che si lamenta del caldo ma chi glielo ha fatto fare? bah.....

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Silvana Silvestri
Il Manifesto

La risposta di Pomigliano ad Avatar, un film che parte dalla città del conflitto per far capire cos'è oggi l'Italia, la fantascienza surreale: forse un po' troppe aspirazioni per Ridotte capacità lavorative condotto da Paolo Rossi in uno dei luoghi conflittuali del nostro paese, spia di contraddizioni più generali. Si potrebbe piuttosto parlare di un on the road, di sopralluoghi surreali che l'attore [...] Vai alla recensione »

Michele Anselmi
Il Riformista

"Rcl" sta per ridotte capacità lavorative: così la Fiat indica gli operai che accusano guai di salute non del tutto invalidanti. Di solito sono sistemati in reparti "ad hoc" insieme agli attivisti sindacali più indocili. Parte da lì Paolo Rossi per girare questo reportage su Pomigliano d'Arco all'insegna del "surrealismo civile". Quattro giorni di riprese, budget ridotto all'osso, tanta improvvisazione. [...] Vai alla recensione »

Francesco Alò
Il Messaggero

Surrealismo civile? La risposta di Pomigliano ad Avatar in 3D? Un'astronave nascosta nel ventre del Vesuvio? Parole, parole, parole. Non è Mina ma Paolo Rossi che atterra nel luogo del referendum più importante del 2010, quello che ha visto gli operai di Pomigliano d'Arco spaccarsi sulle nuove proposte di lavoro nello stabilimento Fiat. Indeciso tra il documentario d'inchiesta (interviste interessanti [...] Vai alla recensione »

Boris Sollazzo
Liberazione

Ridotte Capacità Lavorative. E' una dicitura odiosa come solo il capitalismo- soprattutto italiano, perversamente innamorato delle definizioni-descrizioni inquietanti- sa inventare. Ma quell'RCL, titolo del film di Massimiliano Carboni per i testi e l'interpretazione di Paolo Rossi, lascia, come il film, spazio a tante interpretazioni, fatte di rabbia e nobile e popolare rassegnazione.

Paola Casella
Europa

Ci sarebbero molte cose su cui riflettere in questo film-documentario ufficialmente diretto da Massimiliano Carboni e ufficiosamente pilotato da Paolo Rossi, che ne è l'interprete principale: l'argomento, attualissimo, è l'attacco al lavoro da parte del governo italiano e delle grandi aziende, in particolare la Fiat di Marchionne, e la protesta degli operai di Pomigliano che hanno rifiutato in blocco [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Che barba, che pizza. Sarà anche nobile l'intento di Paolo Rossi, Alessandro Di Rienzo e Massimiliano Carboni, autori della sceneggiatura di Ridotte capacità lavorative, da un'idea, discutibile, dello stesso Di Rienzo, ma il film, anzi il documentario, è di una noia mortale. Non emoziona, non graffia, non commuove, non fa ridere. La storia, stile inchiesta, si svolge a Pomigliano d'Arco tra il 15 e [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

La "variante Paolo Rossi" al cinema di Michael Moore e della Guzzanti è una sorta di backstage di un film da fare: soggetto la Fiat di Pomigliano e la trattativa intorno ai diritti dei lavoratori. Circondato dalla sua troupe, Rossi parla col sindaco, il parroco, gli operai e i sindacalisti senza trovare la formula giusta. Poi invoca Chaplin, che in "Tempi moderni" ha saputo raccontare la catena di [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

Nonostante la battuta di Paolo Rossi riportata su vari siti, il pezzo dal Torino Film Festival non l'ha scritto Marchionne, ma il sottoscritto. E possiamo solo ribadire che RCL è un film molto brutto e lievemente fastidioso, per come «usa» la vertenza Fiat di Somigliano d'Arco e la situazione degli operai in quella e in altre fabbriche del gruppo per dare la stura ai tormentoni di un comico a corto [...] Vai alla recensione »

NEWS
GALLERY
giovedì 2 dicembre 2010
Marlen Vazzoler

Massimiliano Carboni dirige RCL - Ridotte Capacità Lavorative, pellicola basata su un'idea del giornalista napoletano Alessandro di Rienzo. Il film parte dalle vicende della FIAT di Pomigliano d'Arco, salita agli onori della cronaca quest'estate, quando [...]

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