| Titolo originale | Mon pire cauchemar |
| Titolo internazionale | My Worst Nightmare |
| Anno | 2010 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Francia, Belgio |
| Durata | 99 minuti |
| Regia di | Anne Fontaine |
| Attori | Isabelle Huppert, Benoît Poelvoorde, André Dussollier, Virginie Efira, Corentin Devroey Aurélien Recoing, Eric Berger, Donatien Suner, Philippe Magnan, Bruno Podalydès, Samir Guesmi, Françoise Miquelis, Jean-Luc Couchard, Emilie Gavois-Kahn, Serge Onteniente, Hiroshi Sugimoto (II), Yumi Fujimori, Valérie Moreau, Antoine Blanquefort, Arielle d'Ydewalle, Emeline Scatliffe, Jessica Lefèvre, Régis Romele, Léa Gabriele, Laurence Colussi, Marie Boissard, Gilles Carballo, Rose Cool, Veronique Vandeven. |
| Uscita | venerdì 30 marzo 2012 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione |
| MYmonetro | 2,78 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento domenica 31 dicembre 2017
Agathe e Patrick sono diversissimi tra loro. Come il giorno e la notte. Ma sono destinati e scontrarsi ed incontrarsi. In Italia al Box Office Il mio migliore incubo! ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 474 mila euro e 130 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Agathe dirige una prestigiosa fondazione per l'arte contemporanea, vive col marito editore e il figlio in un appartamento di 200 metri quadri nel centro di Parigi, è snob, sarcastica, spesso insopportabile. Patrick è il padre del miglior amico del figlio di Agathe, sbarca il lunario con lavoretti da muratore, è un alcolizzato e ha una vera e propria fissazione per il sesso e i seni voluminosi. Agathe e Patrick non potrebbero essere più lontani, ma dal momento del loro incontro le vite di entrambi cambiano radicalmente.
Anne Fontaine conosce il potenziale di un attore come Benoit Poelvoorde: di Coco Avant Chanel il suo Balsan è la figura che resta maggiormente impressa, la performance che si anima a partire dalla cartolina illustrata. E Fontaine conosce ovviamente anche Isabelle Huppert: sa quanto può essere antipatica e fastidiosa. Come nessun'altra. Prende dunque questa strana coppia e la infila dentro una commedia del genere "quanto è sexy la lotta di classe", di quelle che sulla carta fanno rabbrividire ma che per i francesi sono una tentazione insaziabile.
Mon pire cauchemar finisce così per sistemarsi idealmente tra due compagni agli estremi: da un lato lo spettro dell'ambizione drammatica e sprecata di L'amante inglese (Partir), dall'altro il modello della raffinatezza lucida e (ad ora) ineguagliata de Il gusto degli altri. La Fontaine opta decisamente per accostarsi al modello più satirico e intelligente, anche se qui, nel suo film, tutto è più facile e schematico e sono gli attori, più che le situazioni, a creare le sfumature e dunque ad evitare la farsa totale e ad aggiungere qualche interessante chiaroscuro. Ma la linea guida alla base del film è evidentemente quella di puntare all'esagerazione dei caratteri e di ridere di loro, comunque onestamente, dal punto di vista simpatetico di chi si mette in mezzo (dato che la regista parla della propria classe sociale).
Patrick abbatte a martellate il muro che Agathe ha eretto attorno a sé, creando il varco che permette ad entrambi di entrare nella dimensione dell'altro e di trasformare il teatrino delle parti in romance. Mon pire cauchemar è dunque quello che ci si aspetta dagli ingredienti a disposizione: una fantasia borghese cui vanno riconosciuti qualche battuta eccezionale ("il bianco non è mai del tutto bianco") e qualche fugace, momentanea incursione nella realtà.
Agathe (Isabelle Huppert) vive con figlio e marito (André Dussollier) in un ricco appartamento di fronte all'elegante parco del Lussemburgo. Patrick (Benoît Poelvoorde), invece, vive con suo figlio nel retro di un furgone. Lei è la direttrice di una prestigiosa fondazione di arte contemporanea. Lui vive di lavori occasionali e grazie ai sussidi della previdenza sociale. Lei ha conseguito la laurea universitaria dopo 7 anni. Lui ha trascorso quasi 7 anni dietro le sbarre. Lei ha buoni rapporti con il Ministero della Cultura e delle Arti. Lui ha buoni rapporti con tutte le bevande alcoliche che incrociano il suo cammino. Lei ama le discussioni intellettuali. Lui apprezza il sesso occasionale con compagne di letto dal seno grosso. Sono due persone diametralmente opposte e non tollerano l'uno la vista dell'altro. Non avrebbero mai voluto incontrarsi, ma i loro figli sono inseparabili. Alla fine capiranno il perché. Sesso e lotta di classe per una commedia al servizio di grandi attori.
Diciamolo a volte i coatti sanno come divertirsi. E gli intellettuali (ricchi, di sinistra, snob) possono solo imparare...
Sarà che ormai viviamo barricati dietro computer e automobili e che malgrado le apparenze l’avanzata dei media esaspera le distanze di censo e di gusto, ma la fantasia del momento è lo scontro di mondi, la collisione fra classi e culture, l’accoppiata impossibile - dunque irresistibile - fra personaggi incompatibili. In una sapiente mescolanza di temi gravi e toni leggeri che sembra la nuova parola [...] Vai alla recensione »