| Anno | 2010 |
| Genere | Azione, |
| Produzione | USA |
| Durata | 105 minuti |
| Regia di | Robert Rodriguez, Ethan Maniquis |
| Attori | Danny Trejo, Steven Seagal, Michelle Rodriguez, Jeff Fahey, Cheech Marin, Lindsay Lohan Don Johnson, Jessica Alba, Robert De Niro, Shea Whigham, Daryl Sabara, Gilbert Trejo, Ara Celi, Tom Savini, Billy Blair. |
| Uscita | venerdì 6 maggio 2011 |
| Tag | Da vedere 2010 |
| Distribuzione | Lucky Red |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 3,29 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 21 maggio 2014
Danny Trejo è Machete, ex agente federale dei servizi segreti messicani. In Italia al Box Office Machete ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 928 mila euro e 330 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Machete è un agente federale che si pensa sia morto in uno scontro con la banda del pericolosissimo boss Torrez. Ma non è così. Machete ha cercato rifugio in Texas dove viene coinvolto nell'attentato a senatore iperrazzista. Scoprirà di essersi infilato in un machiavellico complotto che vede lui come capro espiatorio. Ha contro il capo dei vigilantes Von, il perfido uomo di affari Booth e, ancora una volta, Torrez. Al suo fianco c'è solo Sartana Rivera, giovane e seducente ufficiale della squadra anti-immigrazione che ha compreso che non tutto è come sembra.
Robert Rodriguez è un sognatore che sfata la massima che vuole che sia bene non riuscire a realizzare i propri sogni perché si rischia di rimanere delusi. Il personaggio di Machete era nei suoi progetti da tempo e il finto trailer in Planet Terror non era altro che la manifestazione del bisogno del personaggio di diventare film. Ora il giustiziere butterato ha iniziato il suo percorso nei proiettori di tutto il mondo e si può affermare che l'operazione è perfettamente riuscita e che il machete/lama di luce è perfettamente affilato. Perché Rodriguez è abilissimo nel realizzare una sorta di work in progress in cui si mantiene un'unità di stile ma al contempo non smette mai di sorprendere il pubblico non per lo sterile e un po' onanistico piacere che divora altri suoi colleghi ma per il piacere di fare cinema allo stato puro. Perché di questo stiamo parlando.
A partire dalla sequenza iniziale sino ad arrivare all'ultima inquadratura di un film in cui non ci sono ruoli cameo ma attori che si mettono in gioco come De Niro, Steven Seagal, Don Johnson facendo ironia su se stessi divertendosi (lo si percepisce) enormemente e divertendo il pubblico. Rodriguez non si accontenta però di 'giocare' con le immagini. Fa molto di più perché se il duro Machete "non manda sms" (salvo poi magari ripensarci) il geniale Robert manda un messaggio duro ed estremamente chiaro sul problema dell'immigrazione messicana negli States. Lo fa tenendo sempre presente che un conto sono le leggi e un conto è ciò che è giusto e che non sono solo le denunce 'impegnate' a poter smuovere le coscienze. Anzi, quelle di solito servono a convincere chi è già convinto.
Un entertainment in cui le mani mozzate impugnano ancora le pistole, in cui i tagliaerba assumono funzioni diverse dal giardinaggio e i monitor di controllo possono evocare immagini religiose può, per assurdo ma non tanto, fare di più. Rodriguez lo sa e non si risparmia. Si sente, in ogni singola invenzione, in ogni fotogramma, in ogni battuta il divertimento di chi (dopo essersi seduto sulla poltroncina del director) non ha dimenticato il piacere di essere spettatore. Muy bien señor Rodriguez!
Spettacolare nel suo genere, Robert Rodriguez ha esaltato gli animi in sala con un'ottima regia e con una scelta oculata di dialoghi accattivanti e degni di Machete, la leggenda! Musiche spesso appositamente in contrasto con le scene, che le rendevano ancora più esagerate e assurde, infondendo nello spettatore una sensazione di strabiliante trionfo.
Robert mi ha fatto passare da ex-con ad icon" il gioco di parole in italiano non riesce altrettanto bene ma spiega lo stesso, con la brevità tipica di Danny Trejo, come la sua vita, grazie al cinema e a Rodriguez, si sia trasformata. Da ex-con (ovvero ex detenuto) ad icon (come l'ha definito il suo regista in Machete), dagli anni a S. Quentin ai film di Hollywood come comparsa o spalla e ora come protagonista grazie a Machete.
Prima dei titoli di testa c'è già tutto «Machete». Torvo, palestrato, tatuato, inespressivo e compulsivo, l'ex agente federale Cortez detto Machete è costretto ad assistere in diretta - sia pure dopo avere mutilato e infilzato una torma di cattivi - alla decapitazione della moglie. Il gangster mandante è lo stesso che a suo tempo lo fece cacciare dal corpo, ma è più importante scoprire che si tratta [...] Vai alla recensione »