Gangor

Film 2010 | Drammatico 91 min.

Anno2010
GenereDrammatico
ProduzioneIndia, Italia
Durata91 minuti
Regia diItalo Spinelli
AttoriAdil Hussain, Samrat Chakrabarti, Priyanka Bose, Tillotama Shome, Seema Rahmani .
Uscitavenerdì 11 marzo 2011
DistribuzioneCinecittà Luce
MYmonetro 2,61 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Italo Spinelli. Un film con Adil Hussain, Samrat Chakrabarti, Priyanka Bose, Tillotama Shome, Seema Rahmani. Genere Drammatico - India, Italia, 2010, durata 91 minuti. Uscita cinema venerdì 11 marzo 2011 distribuito da Cinecittà Luce. - MYmonetro 2,61 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il fotoreporter Upin rimane incantato dalla bellezza di Gangor che allatta un neonato al seno e le scatta una foto. Quello scatto, però, finirà su tutti i giornali causando alla donna seri problemi. Ha vinto un premio ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Gangor ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 36,2 mila euro e 17,3 mila euro nel primo weekend.

Consigliato nì!
2,61/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,50
PUBBLICO 1,89
CONSIGLIATO NÌ
Un valoroso film di denuncia che non si ritrae di fronte a immagini disturbanti.
Recensione di Emanuele Sacchi
lunedì 1 novembre 2010
Recensione di Emanuele Sacchi
lunedì 1 novembre 2010

Upin e Ujan si recano a Purulia, nel Bengala occidentale, per un reportage sulle condizioni di vita dei gruppi tribali. Tra le foto che Upin pubblica, in un articolo di denuncia sulle ingiustizie sociali della regione, quella che ritrae il seno nudo di Gangor scatena la violenta ritorsione delle autorità di polizia locale.
L'amore e la conoscenza che Spinelli nutre per il cinema asiatico, e indiano in particolare, emerge prepotentemente tra le righe di Gangor; le atmosfere della vita agiata indiana come della realtà delle bidonville rivivono in tutta la loro credibilità, servendosi di immagini che non indugiano sulla violenza ma nemmeno si ritraggono di fronte a visioni disturbanti. Un film di denuncia che non è costretto a soffocare la narrazione pur di lasciare spazio all'impegno politico e veicolare il suo messaggio, incentrato nella fattispecie sulla condizione della donna e più in generale sulla pesante discriminazione ai danni dei cosiddetti "tribali", membri di etnie antiche rassegnati a una vita di indigenza.
Fotografare la realtà può significare catturare immagini suggestive o sviscerare sensazioni ancestrali impossibili da descrivere (o rintracciare) ricorrendo alla parola: dipende da come e dove si colloca l'obiettivo. Quella che Upin coglie osservando il seno di Gangor, fascinosa icona di fertilità e florida femminilità, è la chiave per avvicinarsi in maniera profonda a un'umanità esclusa dalle mappe, dimenticata quando non perseguitata per il solo fatto di esistere.
A complicare la situazione subentra il sottotesto politico - mantenuto da Spinelli sullo sfondo, come tessuto connettivo del disagio sociale - dovuto alla forte presenza dei naxaliti, ossia i maoisti indiani, all'interno dei nuclei di "tribali", violentemente osteggiati da una polizia dedita all'abuso di potere come neanche la LAPD raccontata da James Ellroy. Gangor racconta di come la migliore delle intenzioni possa generare il peggiore dei risultati e di come la stampa, per John Ford manipolatrice e generatrice della Verità, oggi si sia ridotta a strumento ambiguo, buono per lo sfruttamento o la delazione del singolo più che per un reale miglioramento della condizione umana.

Sei d'accordo con Emanuele Sacchi?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Inviato a Purulia (Bengala) per un servizio sullo sfruttamento e la violenza subita dalle donne nelle comunità tribali, il fotoreporter Upin è turbato dall'immagine della bella ragazza madre Gangor che allatta il suo bimbo. Pubblicata in prima pagina, la foto suscita scandalo e cambia la vita di entrambi. Dopo Roma Paris Barcelona (1990), la 2ª fiction (in bilico sul documentario) di Spinelli, regista teatrale, documentarista, conoscitore dell'India, da lui frequentata da 25 anni, scritta con Antonio Falduto, si ispira al racconto Dietro al corsetto di Mahasweta Devi, nota scrittrice indiana, impegnata nelle cause sociali e femminili. Videointerviste, sottotitoli per i dialetti, cinepresa a spalla, fotografia di Marco Onorato, montaggio di Jacopo Quadri. Il racconto segue un percorso circolare, semplice, dimostrativo, cercando un cortocircuito tra prospettiva e realtà sottoproletaria rurale, tra visibilità e verità.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 12 marzo 2011
Enrique

In un India dove la vita scorre lenta, la violenza sulle donne corre veloce. Coraggiosa produzione che affronta una tematica sconosciuta e ancora nascosta. Impossibile rimanere indifferenti.

lunedì 23 maggio 2011
Reservoir Dogs

Upin (Hussain), fotoreporter per un giornale si reca a Purulia per svolgere un reportagé sulle donne tribali del posto, l'incontro con Gangor (Bose), un indigena, lo colpirà tanto da fotografare la donna mentre allatta. La foto pubblicata poi in prima pagina nel giornale desterà scalpore tra glia abitanti del luogo attivando così un meccanismo fatto di violenza e denigrazion [...] Vai alla recensione »

sabato 12 marzo 2011
pakkyvera85

Mai come in questo periodo storico particolare, un prodotto cinematografico come Gangor può divenire il manifesto della denuncia per un' emancipazione femminile, ancora agli esordi in molti paesi del mondo (e nel nostro?). Gangor, una co-produzione italo-indiana, presentato all'ultima edizione del Festiva di Roma, è un film di denuncia sociale che racconta le differenze [...] Vai alla recensione »

sabato 12 marzo 2011
brian77

A un certo punto la noia diventa insostenibile.  Immagini prive di qualsiasi fascino o interesse tenute per tempi lunghissimi, per lo più meramente descrittive.  Situazioni in cui tutto è già scontato all'inizio della sequenza e lo spettatore deve stare lì, fermo, in silenzio, ad aspettare impaziente che la scena finisca, perché intanto succede [...] Vai alla recensione »

mercoledì 28 settembre 2011
ginger snaps

e autentica denuncia sulle mostruosità ancora compite nei confronti delle donne in India. Davvero coraggioso e interessante questo connubio tra Italia e India. Commovente l'interesse del protagonista ( fotografo) che scatenando uno scandalo nel ritrarre la foto di una donna tribale con il seno nudo. L' otterà fino alla morte per riscattare la sua moralità.

FOCUS
INCONTRI
sabato 5 marzo 2011
Luca Marra

Dopo il passaggio al Festival di Roma del 2010, arriva nelle sale italiane Gangor: coproduzione Italo-indiana, tratta da "Choli Ke Pichhe" un racconto di Mahasweta Devi, popolare scrittrice in India, che è la storia di un fotoreporter che combatte la violenza sulle donne, come quella su Gangor, una splendida indiana che lui fotograferà generando scandalo e mettendo in pericolo la vita sua e della donna, nonostante le sue nobili intenzioni.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Finché c’è Cinecittà Luce brilleranno ancora film come Gangor..Concetto che, visti i tempi che corrono, vale la pena rimarcare. Girato nel West Bengala si ispira a un racconto della grande Mahasweta Devi che ha scelto l’italiano ma d’India esperto Spinelli a dirigerne il film. L’esito è un lavoro notevole “sul campo” per coincidenza di ambientazione e location, così come delle verità rappresentate. [...] Vai alla recensione »

Paola Casella
Europa

Un fotografo indiano ritrae una bellissima donna, Gangor, che allatta a seno scoperto e nel far questo firma la condanna di entrambi alla violenza e all'ostracismo. Il film riflette sulla capacità di resistenza delle donne, soprattutto quelle sfavorite dal loro contesto socioculturale, ma anche sul potere di corruzione dell'immagine. Considerando che nella cultura indiana farsi fotografare è spesso [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

In questi mesi, in cui l' orgoglio femminile torna a far sentire la sua voce, non ci sta male un film come Gangor, tratto da un racconto ("Cos' hai dietro il corsetto?", nella raccolta "La trilogia del seno") della scrittrice e attivista Mahasweta Devi. Durante un reportage in Purulia, Bengala occidentale, il fotoreporter Upin resta ammirato dal seno di una giovane che sta allattando il suo bambino; [...] Vai alla recensione »

Cristina Piccino
Il Manifesto

Il punto di partenza è un romanzo di Mahasweta Devi, la grande scrittrice indiana tra le più combattive attiviste per i diritti delle donne nel suo paese. In particolare per quelle comunità emarginate a cui la protagonista del film, Gangor, appartiene. Ma nella scelta di girare un film in India, e su un soggetto complesso come la violenza sulle donne, che si traduce anche nella violenza sulle parti [...] Vai alla recensione »

Francesco Alò
Il Messaggero

Italo Spinelli è quello che accoglie Nanni Moretti su un muretto del “famigerato” quartiere di Spinaceto in Caro Diario. Come regista si è spinto oltre: India, regione del Bengala. Il fotoreporter Upin lascia la città di Calcutta per entrare nel Bengala occidentale dove incontra Gangor, giovane furastica ma bellissima che lo strega quando la vede allattare il figlio.

Roberta Ronconi
Liberazione

Inviato nel Bengala occidentale per realizzare un reportage fotografico sullo sfruttamento delle donne nell'India rurale, l'obbiettivo del giornalista Upin viene folgorato dalla bellezza di una giovane madre che, appartatasi dal lavoro, allatta a seno scoperto il suo bambino. L'immagine diventa una foto da prima pagina e lo scandalo divampa. La donna, riconosciuta per le strade del suo paese, viene [...] Vai alla recensione »

NEWS
GALLERY
giovedì 10 marzo 2011
Luca Volpe

Una co-produzione italo-indiana per smascherare le contraddizioni di un paese tanto esteso quanto profondamente lacerato nel suo tessuto sociale ed economico. Italo Spinelli ritrae un'India spezzata in due, dove il progresso delle grandi città sembra [...]

winner
miglior montaggio
Nastri d'Argento
2011
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