Racconti dell'età dell'oro

Film 2009 | Commedia 100 min.

Regia di Hanno Höfer, Cristian Mungiu, Constantin Popescu, Ioana Uricaru, Razvan Marculescu. Un film con Alexandru Potocean, Teodor Corban, Emanuel Parvu, Avram Birau, Paul Dunca. Cast completo Titolo originale: Amintiri din Epoca de Aur. Genere Commedia - Romania, Francia, 2009, durata 100 minuti. Uscita cinema venerdì 18 settembre 2009 distribuito da Archibald Enterprise Film. - MYmonetro 2,92 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Cinque storie di ordinaria follia nella Romania straordinariamente provata di Ceausescu. In Italia al Box Office Racconti dell'età dell'oro ha incassato 125 mila euro .

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Consigliato sì!
2,92/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA 2,83
PUBBLICO 2,00
CONSIGLIATO NÌ
Film collettivo alla maniera della commedia all'italiana degli anni di Risi e Monicelli.
Recensione di Marianna Cappi
martedì 26 maggio 2009
Recensione di Marianna Cappi
martedì 26 maggio 2009

Storie di vita ordinaria in Romania sotto il regime comunista di Ceausescu. La visita dell'ispettore, la fotografia del leader da ritoccare, un maiale consegnato erroneamente vivo da tagliare, l'imbottigliamento dell'aria: cinque leggende urbane bizzarre, ridicole, commoventi. Sono I racconti dell'età dell'oro, quegli ultimi quindici anni di dittatura che hanno visto il paese in ginocchio per la fame e la povertà.
Film collettivo alla maniera della commedia all'italiana degli anni di Risi e Monicelli, concepito collettivamente e non a staffetta, vede alla guida Cristian Mungiu, su tutt'altro registo rispetto a 4 mesi, 3 settimane e 2 giorni, che firma uno dei cortometraggi, in compagnia di Höfer, Marculescu, Popescu e Ioana Uricaru.
Lirico all'esordio, grottesco in materia di comunicazioni di massa, poi comico e surreale, l'umorismo della disperazione (ma non nella disperazione, perché sono passati gli anni) prende di mira l'obbedienza cieca, le acrobazie di un popolo che s'impone di soddisfare le richieste più arbitrarie e teme l'assurdo (se il premier francese nella foto ha il cappello e Ceausescu no potrebbe sembrare un gesto di rispetto verso il capitalismo e non deve accadere).
Il neorealismo è un modello presente ma parcheggiato a latere: le operette di Mungiu e colleghi cercano il riso; sembrano dire "non eravamo cattivi, solo un po' scemi, e ci alimentavamo a vicenda"; sono curate e talvolta furbette; guardano nello specchietto retrovisore, non sudano per l'urgenza. Eppure riescono a ridisegnare un mondo, mettendo in scena generazioni diverse e differenti reazioni, plaudendo in silenzio alla sana ironia dei giovani e scuotendo talvolta troppo affettuosamente la testa rispetto alla follia dei vecchi, spesso masochista.
Contenitore ideale e raccordo tra gli episodi è l'immagine delle scale interne di un condominio, riprese da un'angolatura affacciata sul vuoto che suggerisce la vertigine di chi osserva e la distanza di chi si muove in senso contrario, in salita, sotto sforzo.
L'immagine che questi Tales of the golden age restituiscono del loro paese di provenienza è in molti modi "corretta", come la fotografia di Ceausescu: il colore della disperazione è stato limato fino a sparire, il carattere popolare enfatizzato. Ma la capacità di (far) sorridere è assodata e anche quella dietro la macchina da presa.

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Ideati e diretti da altrettanti registi, gli episodi erano 5, ma nell'edizione italiana ne manca uno. Il progetto fu coordinato e voluto da Mungiu, Palma d'oro a Cannes 2007 con 4 mesi 3 settimane 2 giorni . È un frutto della vitalità realistica del cinema rumeno del primo 2000, di un paese che vive in precarie condizioni economiche, sociali e politiche. Nello stile e nei contenuti è un film omogeneo. Titolo sarcastico: l'età dell'oro - così chiamata dalla propaganda del regime - è quella della feroce dittatura di Nicolae Ceau51escu (1967-89) nella quale i registi sono cresciuti. Ciascuna storia rimanda a "leggende" assurde che circolavano tra i sudditi: un fotografo costretto a ritoccare le foto di prima pagina per dare risalto al presidente; un trasportatore di pollame tentato di aprire il suo camion sigillato; una giostra che continua a girare per una notte perché l'ordine tassativo era che "tutti" vi salissero, dunque anche il giostraio; un maiale clandestinamente portato a Bucarest nel baule di un'auto. Si rideva per non piangere. Si entra nel grottesco, ma sottovoce e con un'ironia leggera.

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RACCONTI DELL'ETÀ DELL'ORO
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 9 novembre 2015
DANIELA MACHERELLI

L'ultimo dei quattro episodi di cui è composto il film ruota intorno alla presenza di un maiale vivo, che viene portato in un appartamento di un condominio per essere macellato e consumato. Il grosso, grasso, invasivo animale può essere visto come la metafora del regime comunista ormai morituro, destinato ad essere travolto dagli eventi. Il padre della famiglia protagonista è un poliziotto, rappresentante [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Quattro racconti comico-grotteschi per ricordare un paese che non c’è più. Quattro "leggende metropolitane" nate nella Romania di Ceausescu e trasformate in film a episodi da un pugno di bravissimi registi esordienti ma non così giovani da non avere ricordi diretti di quell’epoca. Affiancati e coordinati da Cristian Mungiu, l’autore del geniale Quattro mesi, tre settimane, due giorni (palma d’oro a [...] Vai alla recensione »

Mariuccia Ciotta
Il Manifesto

Romani, rom, rumeni... stessa matrice, stessa lingua d'origine. Tanto che il regista Cristian Mungiu, Palma d'oro 2007, si è ispirato alla commedia italiana anni '60-'70 per il film collettivo, cinque episodi, I racconti dell'età d'oro, prodotto e scritto dallo stesso Mungiu, che dirige uno dei corti insieme a Uricaru, Hoffer, Marculescu e Popescu. Sono le «leggende metropolitane» dell'era Ceausescu, [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Regista di punta della "nouvelle vague" romena, Cristian Mungiu torna con un film di tono molto diverso da quello (4 mesi 2 settimane 3 giorni) che gli fece conquistare la Palma d' oro a Cannes: un tono surreale, grottesco, amaramente comico. Fin dal titolo, che si riferisce agli ultimi anni della dittatura di Ceausescu, periodo orrendo ma denominato "età dell' oro" dalla propaganda ufficiale.

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

"Miracoli" della distribuzione italiana, ma benché mutilati restano da non perdere i Racconti dell'età dell'oro diretti dal rumeno Christian Mungiu e diversi altri colleghi-registi dello stesso paese. L'età dell'oro di cui si parla è, ovviamente, quella presentata come tale dal folle dittatore comunista Ceausescu e dalla sua cricca. Si ride, ma sempre a denti molto stretti: ad esempio nell'episodio [...] Vai alla recensione »

Thomas Sotinel
Le Monde

Sorti en décembre 2009, le premier volet des Contes de l'âge d'or comportait quatre courts métrages. Le second, qui sort ce mercredi, en rassemble trois. Imaginé, orchestré et coréalisé par Cristian Mungiu, lauréat de la Palme d'or 2009 à Cannes pour 4 mois, 3 semaines et 2 jours, ce film à sketches projette de restituer, sur le mode du conte et de la comédie, l'atmosphère qui régnait pendant les quinze [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

L’età dell’oro era quella che la propaganda statale pretendeva, contro ogni evidenza, di definire in Romania l’età di Ceausescu. I racconti sono le leggende metropolitane che si raccontavano a mezza voce nelle interminabili file per comprare il pane o, nelle case, al riparo da orecchi pericolosi. Leggende ma, nella realtà, storie realmente accadute, con la possibilità di ripetersi perché il clima era [...] Vai alla recensione »

Pedro Armocida
Il Giornale

I conti non tornano. Cinque sono i registi accreditati ma solo quattro gli episodi. Un frutto del film a geometria variabile (a Cannes 5 episodi, in Romania 6, in Italia 4: chissà perché!) teorizzato dall'ideatore del progetto, quel Cristian Mungiu che con 4 mesi, 3 settimane e 2 giorni aveva vinto la Palma d'Oro nel 2007. Al regista romeno piace giocare con i numeri ma stavolta il risultato non convince [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Esiste un tipo particolare di opposizione - non frontale, non eroica - rappresentata daI mormorio, dal chiacchiericcio da caffè, dalla barzelletta. Sorniona e privata, potrebbe sembrare una forma di ribellione innocua, ma le dittature la temono consapevoli che poco a poco scava e contribuisce a corrodere il consenso. Ideato, scritto e montato dal rumeno Christian Mungiu, Palma d’oro 2007 per "4 mesi, [...] Vai alla recensione »

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