| Titolo originale | OceanWorld 3D |
| Anno | 2009 |
| Genere | Documentario, |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Durata | 82 minuti |
| Regia di | Jean-Jacques Mantello |
| Attori | Marion Cotillard, Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti . |
| Uscita | venerdì 30 aprile 2010 |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,47 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 6 giugno 2014
Aldo, Giovanni e Giacomo, salgono su una tartaruga come viaggiatori dello spazio su un'astronave, ed esplorano con stupore e tremore "le grand bleu", proponendosi a loro volta come simpatica guida alla visione per il pubblico dei più piccoli. In Italia al Box Office Oceani 3D ha incassato nelle prime 9 settimane di programmazione 2,7 milioni di euro e 909 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Aldo, Giovanni e Giacomo, salgono su una tartaruga come viaggiatori dello spazio su un'astronave, ed esplorano con stupore e tremore "le grand bleu", proponendosi a loro volta come simpatica guida alla visione per il pubblico dei più piccoli. Del trio udiamo solo le voci e percepiamo l'incertezza rispetto alla loro natura: "da grandi" saranno enormi squali balena o piccoli pesci pagliaccio? Megattere o leoni marini? Meravigliose ballerine spagnole o velenosissimi serpenti? Per ora -s'intuisce presto- non sono che uova, cosebuffe, testetonde, che nuotano nel brodo primordiale.
Versione italianissima di una pellicola francese, prodotta da Jean-Michel Cousteau, figlio di Jacques, e realizzata dai fratelli Mantello, non mira ad un pubblico di scienziati o specialisti bensì al maggior numero di curiosi possibile, un conto potenzialmente altissimo, dato che si stima che solo meno dell'1% della popolazione mondiale abbia mai visitato il mondo sottomarino. Come altissimo è, d'altronde, il rischio di estinzione di molte specie prese in esame, dal buffo lamantino alla più (apparentemente) comune tartaruga gigante. Per questo, non turba più di tanto il commento comico, nonostante sia pensato senza soluzione di continuità e non lasci spazio alla contemplazione muta, come avveniva invece, per esempio, nella Marcia dei pinguini , ma spiace, piuttosto, che gli interpreti non siano anche autori del testo di cui si fanno portavoce, poiché magari, in quel caso, avremmo potuto contare su un po' di smalto in più (e non solo sulla battuta: "ma si chiaman tutti Marino?")
Girato in più di 60 locations, da più di 400 operatori, nel corso di oltre 7 anni di riprese, Oceani 3D è un viaggio poetico in un paese delle meraviglie naturali, grazie al quale si scorge finalmente l'utilità della visione tridimensionale, trattandosi letteralmente di un percorso nelle profondità.
Vien spesso da chiedersi, durante l'osservazione ammirata della vita delle creature del mare, cui sembra non mancare nulla, né l'istinto né il sentimento, non certo l'eleganza e forse nemmeno la parola, cosa ci renda poi migliori di loro. Ai piccoli l'ardua risposta.
Come per altri docufiction quali La volpe e la bambina o il più famoso La marcia dei pinguini, la distribuzione italiana ha optato per il doppiaggio di personaggi celebri, allora Ambra Angiolini e Fiorello, oggi Aldo, Giovanni e Giacomo, che di fatto non si limitano a commentare ma si intrufolano fastidiosamente in ogni fotogramma, snaturando il senso del film, quello di mostrare a più spettatori possibile l'esistenza di specie marine in via di estinzione. Va sottolineato che il film, peraltro coprodotto da Disney Nature, divisione della compagnia di Topolino dedicata alla realizzazione di documentari, era invece stato ideato per una sola voce narrante, quella di Marion Cotillard, nel film la tartaruga marina, mentre il trio comico nostrano è stato ingaggiato per doppiare 3 delle sue uova.
I percorsi didattici
» Nel corso del film hai potuto ammirare animali straordinari come la Manta Gigante, Squali Martello, Pesce Leone, il mollusco Ballerina Spagnola e il cavalluccio marino Dragone Foglia. Prova a disegnarli e a ricordare quali sono le loro attività preferite.
» Tra le tante location usate per Oceani 3D ci sono le Kelp Forests californiane, la Grande Barriera Corallina Australiana, e Roca Partida in Messico. Sapresti indicare più o meno dove si trovano queste località su un mappamondo o su un atlante?
» La varietà incredibile di organismi, piante, animali ed ecosistemi legati l'uno all'altro costituiscono la biodiversità della Terra. Sai dire cosa significa questo termine e qual è la sua importanza?
» Il film è sostenuto dal Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente. Di che si tratta? Sapevi che l'Onu si occupava anche di natura? Fai una ricerca su questo argomento.
» In alcune scene hai potuto ammirare la Grande barriera corallina. Quali sono i rischi a cui vanno incontro i coralli? Sapevi che i coralli sono dei veri e propri organismi viventi. Scopri come si nutrono e cosa puoi fare anche tu per difenderli.
Sono andato ieri a vedere il film nella prima uscita ossia il 30/4/2010, il film è fatto molto bene ed è molto bello lo scenario con l'oceano e i suoi abitanti, si possono scoprire molti pesci bellissimi nei loro colori e nelle loro caratteristiche. Il 3D è stato fatto molto bene e i pesci sembrano proprio venirti in contro.
Un ambasciatore del pianeta subacqueo come Jean-Michel Cousteau, figlio di Jacques, cresciuto più sull’acqua che sulla terraferma, e due fratelli. Jean-Jacques e Francois Mantello, registi-imprenditori del divertimento. Al loro incontro si deve Oceani 3D, primo film girato nelle profondità oceaniche interamente in Digital 3D, e mosso dall’urgenza di far conoscere le meraviglie della fauna acquatica ad alto rischio di estinzione.
Aldo, Giovanni e Giacomo volevano essere comici, invece sono molesti commentando e rovinando - con testo ideato non si da chi - il bel documentario sulla fauna marina e le sue migrazioni Oceani 3D. Il trio e il pessimo testo sono solo dell'edizione italiana: in francese, a parlare è una sola voce, più discreta. Andate a vedere comunque il film, che senza il trio meriterebbe un voto più alto, perché [...] Vai alla recensione »